martedì 30 giugno 2009

Quarto capitolo




Mi stendo sul letto ed osservo il tetto sulla mia testa. Le travi in legno sembrano ondegiare nel fumo traballante degli incensi. Stavolta ho preso dieci gocce sublinguali di quella che mi piace chiamare miscela onirica, non c'è molta fantasia in questo, avrei potuto chiamarla polvere di stelle ma mi sembrava pù banale. L'oro alchemico riposa nella botte in al sicuro, ma la pozione di questa volta mi è arrivata subito al cervello, mi è sembrato che l'omino dentro il pendaglio mi schiacciasse l'occhio.
Ho cominciato a pronunciare le parole del rito, iniziando ad invocare spiriti e protettori:
Yrasherit, Cashabrerit, Mushbriat,Angeloff, Semangeloff ...
La stanza attorno a me prende a ruotare, comincio a fare del training autogeno per allontanarmi dal livello senziente ed entrare in me, passare dal sogno lucido alla non terra.

Stavolta è bastato poco, non è servito concentrarmi più di tanto, sono dentro il mio sogno, è strano stavolta è differente, non riesco a muovermi e per quanti sforzi faccia non riesco ad aprire i miei occhi. Sento dei movimenti accanto a me; avverto distintamente qualcuno che mi sfiora, tocca i miei occhi e in quello che è sembrato un istante eterno i miei occhi si sono aperti.

E' come se vedessi per la prima volta, ogni cosa, ogni dettaglio attorno a me appare più distinto, vedo , un ape che si posa su un fiore, vedo prendere il nettare e versarlo in delle sacche sulle zampe posteriori, vedo il polline che si attacca al suo corpo ed ogni granello ha un colore differente, o meglio differenti tonalità di giallo a seconda di come i quanti del sole lo toccano, se mi concentro mi rendo conto dello spettro elettromagnetico che emerge da ogni cosa , lo vedo come se fosse una quantità di energia che oscilla, ogni cosa è questa energia, le differenze sono nella velocità e nel'ampiezza, ogni cosa è la... stessa cosa " quello che cambia è l'ordito". Mi accorgo che sto camminando in mezzo a questo mare di onde, immerso completamente, ad un certo punto, ritorno a distinguere le cose e tutto attorno a me vedo gente, immobile, con vestiti tutti grigi, cravatte; molti portano al braccio un ombrello ed io mi muovo attraverso loro come se fossi un fantasma.
Così come erano apparsi, gli uomini spariscono.
" Tu eri così, uno in mezzo ai tanti", di nuovo dal prato emerge quell'essere chi sei?

"non credere che ciò abbia importanza, non più della musica suonata per un sordo, il mio nome non lo comprenderesti, il suono non è del tuo mondo, se ti interessa puoi chiamarmi Gaia" "pensavo fossi un ragazzo" "io non sono, non come tu credi che io sia, adesso ascoltami, quello che hai visto è una conseguenza di ciò che hai assunto, l'oro alchemico è potente, ti fà scoprire la realtà delle cose , ed il suo effetto è dificile da sopportare per un essere di carne. La pietra filosofale è fatta di aria e l'oro ne è il vento, un uomo non può volare, a meno che non sia un Visionario, è stato il tuo percorso a farti allontanare dal mondo pure se ci sei dentro. Piano ti sveglierai e capirai le dfferenze tra il dormire e l'essere sveglio. IO sono sveglio da secoli, tu sei ancora un lattante che ti nutri di polvere. Stai attento mistral, lo svegliarsi ti impedirà di dormire. Il principe ti aiuterà nela tua strada, mia sorella lo ha sottratto al guardiano del sacro trono perchè possiate aiutarvi, luia trovare la fede tu a trovare. Stai attento ha tradito i mille re per danaro, adesso deve riscatare il suo onore. Noi siamo certi che lui voglia farlo. Ha capito. Quella è la strada. Mia sorella è rimasta affascinata dalla tua anima, non deluderla , anzi, non deluderci, contiamo su te."

Non ho capito tutto di quello che mi ha detto. Il cielo sopra di me ha il colore della Clematis , viola con sfumature dorate, vedo le gocce di acqua che dal terreno si innalzano al cielo, osservo dei pollini che si dispongono come una freccia davanti a me , finalmente,le scale. I pollini però vibrano e si disperdono nell'aria" Non fidarti sempre di ciò che è palese" Noto che i pollini indicano la grotta e mi precedono, quando arrivo all' entrata il buio mi atterisce, vedo solo il giallo dei pollini e mi dirigo verso la grotta. Mi fido di Gaia.


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