sabato 31 ottobre 2009

Inutili sogni


Ferite sferzano il mio corpo
io sono senza anima.
Il grido nascosto dal ghigno
la mia mente è in viaggio
Falsità che offendono il mio cuore
piango lacrime amare.
Figli che hanno perso la vita
la mia scelta è la lotta.
Non so di chi sia la ragione
non conosco di chi è il torto.
Lampi nella notte che non sono gioia
luci che non sono temporale
Sono cieco ed ho perso la speranza
urlo la mia fede nel fango
Rosso è il cielo
Carminio di migliaia di gocce
Ogni goccia una vita
ogni vita una sconfitta.
Non conosco il motivo
nessuno lo dice.
Ogni frase è irrazionale
ognuno ha ragione- torto.

Chi ha il potere siede su sedie di pelle
ogni pelle è sedia di un potente.
Sono stanco di ascoltare
le mie orecchie ormai sono sorde.
Si è spento il cuore
soffocato da una cappa di metallo brunito
Pallottole di metallo, razzi di metallo
non uccidono uccelli
Il buio è mancanza di luce
ed anche nel sole è il buio
Ogni voce, ogni parola risiede nella mia testa;
ogni suono che sembra non avere senso
ha più senso di quello che ha.
Il buio, la notte, il sangue,
stereotipi nelle frasi che racchiudono l'orrore,
che dentro sè hanno l'impotenza di me
che non riesco a cogliere l'essenza.
Ognuna di queste frasi resterà fumo,
forse un po' acre e greve.
Risuonerà nella mente dei pochi che la sfioreranno
e dopo poco tempo
come sogno volerà via,
semplicemente sfumerà nel nulla,
dimenticata
come dimenticati saranno tanti
che da tanti chiedevano speranza.
Io sono goccia
e come goccia dall'alto scendo
da altezze che sembrano lontane
eppure, alla fine ogni cosa arriva alla terra
dalle nuvole che sembrano
sfiorare appena il cielo cado sulla terra.
Io sono goccia,
lo ripeto,
una sola inutile goccia dentro il mare
ed all'interno di questa distesa senza confine
...solo mi perdo.
Mi resta solo una voce senza suono
fatta di lettere una dietro l'altra
fatta di parole che sembrano avere senso
ma senza l'intenzione sono vuote.
Ma io so fare questo
parole, frasi, abbozzi di concetti,
che senza occhi che sanno vedere
senza bocche per comunicare
senza mani che possano fare
restano inutili sogni
che si sciolgono nell'acido dell'indifferenza.


giovedì 29 ottobre 2009

Solitudine

http://digilander.libero.it/rosannadepasquale/immagini/11vecchiaia.jpg

Ragno impassibile sulla mano cammina
filo invisibile la sua pelle sfiora
dalle unghia nere, incancrenite
agli occhi spenti senza vita.
Lavora laborioso tessendo la sua fame.
Un rumore scuote il silenzio
Un bagliore nel cielo
L'anziano ospite sussulta
si volta sul letto
l'intreccio è spezzato.
Il ragno caparbio, ricomincia il lavoro

martedì 27 ottobre 2009

Il gioiello

Noi gli archi
che scoccano le frecce...
le corde tese che mirano lontano
Ma se una freccia non riesce ad andare?
Se la freccia
è arrivata all'arco rotta?
Se qualcosa, per un caso,
è andata storta?
Allora l'arco resta vuoto
corda e legno.

Colla di dolore per unire i pezzi
c'è chi mi abbandona,
non vuole impegni, ha una vita sola;
qualcuno accanto a volte si avvicina
un po' per pena
un po' per avventura
un poco perché l'ego va nutrito
un poco perché "io non ho paura.
Fuggono più tardi
quando la notte è bava e pianto
quando il giorno è silenzio e rimpianto.
Io sognavo un albatros nel cielo
ho accanto chi non può volare.
Allora viaggio per voli stratosferici,.
Racconto e mi racconto storie
che nessun sogno potrebbe realizzare.

Io ero un arco forte e robusto
sentivo che ti avrei lanciato
ai confini dell'universo conosciuto;

ERO PRONTA.

Ti aspettavo solo per scoccarti
poi sei arrivato ed io... mi sono rotta
per starti accanto ho lasciato andare i pezzi
di là una corda dall'altra parte schegge.

Per te ho raccolto i pezzi
uno ad uno
e li ho rimessi assieme tutti quanti
colla d'amore, di speranze disperate.

Ora sono diventata altro
arco e freccia assieme
ma, amore, a volte non riesco.

Oggi ho scoperto perché,
dolce mia stella,
tu sei fatto di diamanti ed oro
non puoi essere freccia
sei un gioiello.

Ed io sono orgogliosa
di mostrarti.

domenica 25 ottobre 2009

I cinque movimenti

Volano farfalle
fuoco dentro la mia pancia
gonfia d'aria e di fame.

Volano tutt'attorno
come fuochi d'artificio razzi
spezzettano bambole di carne.
Volano su occhi inermi
sordidi sguardi di lupi
carbonizzano pensieri corrosi.

Gioca con l'aquilone
un bambino nel vento
vola il suo pensiero
al prossimo appuntamento.
Cartoni in televisione
la consolle è fiammante.

Non piove tutto attorno brucia
il fango è argilla
nella bocca sabbia
Libri fatti di terra
di miracoli ammazzati
tra le scintille di occhi stanchi
di ore rubate alla miseria aguzzina.

Dalle vie del movimento
che quando sbagli ustiona
l'illusione del nuovo tempo
ti scava dentro.


Fiori recisi
ad un dio di fogli scritti
chiuso nella tomba
di ardenti fedeli
che duci tiranni obnubilano

Nella notte una nenia
dal cd risuona
canta di sogni d'oro
di arcobaleni ed elfi
di cavalli nel vento
che han criniere di fiamma
la notte ritorna
domani il bimbo si sveglia.
Domani è una domanda
è un futuro cariato
sopravvivere è un lusso
di un mondo mutilato
Dove il tempo è bastardo
e non scorre lo stesso
dove un cielo neutrale
se ne frega se è freddo.

Il confine è una linea
e qualcuno ci butta
c'è chi cade un pò a destra
chi si gira su un fianco
c'è chi nasce che lotta
c'è chi esce già stanco.

Resta il vento che urla
sulla terra che è sotto
fra la pioggia che cade
sopra cuori metallo
ed il fuoco divampa
non possiamo fermarlo.





Personale

Dentro
penetrare senza alcun suono
tra lembi di frasi
parole in cerca di senso
che ti arrivano dentro
fondono il cervello
dentro il corpo fuoco
che momentaneamente se scrivi si acquieta
Brucia dentro e DEVI!!
se non lo fai soffri
notti senza sonno
coi sogni che escono fuori dalla mente
e dipingono il foglio bianco.
Nuoto dentro l'olio dei sentimenti
tra scogli e alghe
Brillio di luce
meduse , fango
tutto raccolgo
lo inglobo
come verme di terra formo humus
dove la mia anima cresce

sabato 24 ottobre 2009

Mi guarda e ...sorride



Io rimango qui
Non sono più
Le mie ferite hanno strappato l'anima
io viva sono uccisa.

Ricordo l'incubo violento
ogni schiaffo
che dopo il primo non riuscivo a sentire
Ho dentro gli occhi il movimento
il vento che frustava il mio viso.
Il dolore che da fuori è penetrato
fino al nocciolo del mio essere profondo
il mio essere disciolto nel fango.

Silenzio e rumore
la luce il buio
ieri e dopo

Il suono fetido
che urlava di rabbia
fratturava le mie convinzioni
Suono di un vetro che si rompe
fragile non si ricompone.
La carne che brucia
veleno che corrode scorrendo
la pietra è scagliata nessuna mano la ferma.

Aspetto un dio che scagli la saetta
un eroe che mi salvi all'istante
mio padre, mia madre anche solo un amante
un bambino che pianga che il tempo si fermi.
Ma il tempo non si ferma
rallenta il bastardo
ed ascolto ogni suono
ogni violenza
percepisco il battito del suo cuore ferale
il respiro che ammorba
la fretta di arrivare solo per finire,
in ogni senso.
Il tempo si arresta
alla fine si ferma
il bastardo
il figlio di un cane
che quando vuole continua .
Adesso gioca
mi chiede quanto è stato bravo
la lama sotto il mento
il sorriso senza luce
mi dice
"E' finita
adesso non mi servi
adesso sei nulla
e per te il mio volto non esiste
oppure muori"
Ma adesso non mi frega niente
io sono stata uccisa
le mie stelle sul fango.
Allora racconto e urlo il dolore
c'è chi piange
qualcuno ride alla mia destra
"Te la tiravi troppo ora capisci"
ma non comprendo
Qualcuno continua uccidere il mio spirito
con i suoi sguardi
"Lei lo voleva
Lei era consenziente,
guardala di certo è una puttana
si veste strana
porta la gonna
si lei ha colpa lei è proprio una donna"

Voci una sull'altra
lame di sguardi
frecce veleno
cuori in cancrena

Allora muoio
come se si morisse mille volte
ed ogni volta capisco sempre più la morte
ed il tempo di nuovo il bastardo che gioisce
e gode a ritornare indietro
come un disco scassato
che si diverte a ripetere il suono
Ogni notte,il giorno,ogni secondo
riascolto rivedo e ancora muoio.
Alla fine lui è uscito dalla pensione dello stato.
E' ritornato lo vedo che cammina
vedo lui che muove le sue gambe
le braccia al loro posto
nessuna malattia nel corpo.
Mi guarda e ...sorride





giovedì 22 ottobre 2009

Il treno



Idee sul treno dell'esperienza si muovono sicure
camminano lentamente tra i vagoni
pavoneggiandosi tra gli esseri di vento.
Sentono addosso odore di reale
muschio di fiume
la vita, l'essenziale.
Non si curano delle illusioni
fatte di rugiada e miele,
sanno che il loro sapore è amaro.
Guardano oltre i sogni
eterei fantasmi di fumo.
Rincorrono i rimorsi
buttandogli sassi
ai ricordi tirano la coda
mentre questi fanno le fusa.
Ad un tratto si fermano impauriti
dietro quella porta un gran silenzio
si affacciano timidi sull'uscio
e osservano esseri di luce
puri come può esserlo la Luce
sono Ideali assorti nei loro sogni
che usano per maestri i rimpianti
affrontando ad uno ad uno ogni rimorso
Affinchè possano rendere reale l'illusione.

Versi sciolti

Fiamma legna
fuoco cenere
vetro specchio
Fine inizio
sogno speranza
casa mattone
rabbia pugno
luna notte
Generato generante.
Morire rinascendo nuovo
semplicemente una spirale
studiati gesti
studiate parole
un inizio
porta a fini differenti
ognuno corretto
mare sulla spiaggia gocce
piove domani
e l'altro ancora il cielo che piange.
Aria vento
freddo neve
brividi calore
Senso di suoni cacofonici
ritmo che non riesce a emergere.
Battiti battiti
QUESTO NON MI PIACE.
Suona per qualcuno suona
ed il suono coinvolge
disprezzo rabbia
no, non indifferenza
rende inutile ...tutto
odio violenza
fascino sesso
o forse è amore nessuno può dirlo
Tu non capisci
e di certo non ti aiuto
i quadri astratti non hanno senso
eppure restano quadri.
Leggi ed ascolta
senti la melodia che entra.
Qualunque essa sia
sotto la tua pelle.
Cani bavosi abbaiano
ed il corpo reagisce
sudore paura
peli si rizzano
e sulla nuca il gelo.
Questo è il cane
il dubbio il non senso
ascolta e non domandare senti soltanto


L'uomo , la volpe e Mastro Tempo

Chiuse gli occhi Mastro Tempo
una frazione del suo attimo
lo fece perché nel suo occhio
un granello di sabbia
arrivò beffardo.
Stava sistemando la clessidra
per riempirla della materia dei sogni.
Nel mondo degli uomini
si fermò il tempo.
Per un mistero scritto tra le stelle
solo un uomo ed una volpe
continuarono a scorrere.
Camminarono tra le città gelate, ferme
nelle campagne ogni cosa inerte
uccelli fermi in volo
statue di carne dalle parole morte,
urla che in aria sono seccate,
Foglie che nel nulla son bloccate.
Un giorno che il destino aveva scelto
senza che fosse scritto nulla
capitarono in un luogo alla ricerca
di un'anima che a loro fosse affine.
L'uomo vide la volpe che fiutava
si bloccò immobile sul posto
il terrore lo prese irrazionale
e gelato lui finse diventare.
La volpe col cuore vide il movimento
accanto giunse all'ombra di quel vento
odorò le carni
pianse una lacrima
che non poteva piangere
lo aveva visto
l'odore era differente da ogni cosa attorno
Quell'essere di carne era stato vivo
un attimo prima dell'incontro.
Nella sua mente si afferma una certezza
Era successo nuovamente attorno
la magia del tempo senza tempo
di nuovo sola
lei unica scorrente.
Presa dallo sconforto
per quel fatto
si accucciò ai suoi piedi
guai alle stelle la sua maledizione
e lentamente si lasciò morire.
L'uomo la vide,
felice per il pericolo passato
ritornò a cercare
senza capire che
quello era il compagno
donato a lui dal fato.
Passarono diversi anni sulla terra degli uomini
e l'essere di carne su due zampe
ripensò migliaia di volte a quell'incontro
e dentro il suo spirito sconfitto
maledisse mille volte la paura.
E ad un tratto decise di morire
accanto a quel compagno sconosciuto.
Ritornò l'uomo alla volpe
per cercare il perdono.
La barba bianca,
le lacrime copiose
nel cuore pianse tutta la sua colpa
attendendo stretto a quel corpo inerte
che avesse pietà di lui signora Morte.
Appena in tempo
apri gli occhi Mastro Tempo,
rendendosi conto del danno all'universo
vide nel Grande Schermo cosa era successo.
Commosso dalle lacrime dell'uomo
decise all'errore di dare rimedio
anche se quegli esseri scorrenti
sono soltanto gocce nel fiume tumultuoso
che conduce all'essere infinito.
Decise di chiamare Vita
ed alla coppia diede un'altra scelta.
Tutto attornò ritornò nel Tempo.
L'uomo e la volpe tornati
al tempo prima
si specchiarono negli occhi fino al cuore
e da quel giorno senza più timore
divennero fratelli
Autore: Licciardello Alfio

mercoledì 21 ottobre 2009

Illusione

Creatura con mille arti senza occhi
figlia di mille donne senza madre
gioielli d'oro fatti di carta
Sorrisi di brillanti sopra carie
capelli come seta con pidocchi.

Sempre accompagnata con fervore
con odio abbandonata nella notte
Abbaglia di scintille senza fuoco;
la trovi addormentata dietro un rovo.

Nel buio la cerchi insieme ad una fiamma
che brucia in fretta lasciando cera stanca.
carezza con mani di spine
con fiato di ghiaccio riscalda
ti lascia nudo in mezzo alla bufera
mentre tutto attorno ride della tua miseria

Amante mai sposata
stesa sul letto si dona lasciva
scoprendo le sue grazie appena un poco
lasciandoti col gusto del peccato

Migliaia le braccia a cui è appartenuta
senza mai darsi se non per qualche bacio
io l'ho incontrata,la mia, l'ho posseduta
Lei era dolce,fragile,indifesa.

L'ho vista dietro un angolo seduta
lacrime agli occhi che erano di stelle
capelli rosso fuoco e pelle avorio
l'ho avuta e senza prezzo si è donata.

Le labbra aveva al gusto di ciliegia
capelli profumati di lavanda
eterea come brezza della sera
nel vento di maestrale se ne è andata.

La trovo dentro vuoti occhi sognanti
in sorrisi che stanno per essere ghigni
una volta l'ho vista in un bambino
che nel cielo guardava un aquilone.

La immagino sdraiata che sorride
senza chiedersi il perché delle cose
aspetta un altro cavaliere
che senza destriero la conduca al suo castello

Stanotte nel mio sogno l'ho chiamata
ti prego ritorna a me...
"ILLUSIONE"



Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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