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Versi sciolti

Fiamma legna
fuoco cenere
vetro specchio
Fine inizio
sogno speranza
casa mattone
rabbia pugno
luna notte
Generato generante.
Morire rinascendo nuovo
semplicemente una spirale
studiati gesti
studiate parole
un inizio
porta a fini differenti
ognuno corretto
mare sulla spiaggia gocce
piove domani
e l'altro ancora il cielo che piange.
Aria vento
freddo neve
brividi calore
Senso di suoni cacofonici
ritmo che non riesce a emergere.
Battiti battiti
QUESTO NON MI PIACE.
Suona per qualcuno suona
ed il suono coinvolge
disprezzo rabbia
no, non indifferenza
rende inutile ...tutto
odio violenza
fascino sesso
o forse è amore nessuno può dirlo
Tu non capisci
e di certo non ti aiuto
i quadri astratti non hanno senso
eppure restano quadri.
Leggi ed ascolta
senti la melodia che entra.
Qualunque essa sia
sotto la tua pelle.
Cani bavosi abbaiano
ed il corpo reagisce
sudore paura
peli si rizzano
e sulla nuca il gelo.
Questo è il cane
il dubbio il non senso
ascolta e non domandare senti soltanto


Commenti

Achab ha detto…
Complimenti Mistral,da brivido,grande stile di scrittura,ciao.
Doc Nature ha detto…
Anche a me fa rizzare i peli della nuca. Grazie Achab

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Rane e Rospi-Poesia introspettiva

Rane e rospi gracidano nello stagno colori vivaci, e canti d'amore. Attorno a loro libellule metallo volano a sfidare le lingue di menelick che si tendono mortali. Rannicchiato ai lati dello stagno osservo gli occhi sporgenti ed aspetto il momento per nutrirmi. Inghiotto rospi dalle crespe verruche piene di liquido velenoso ed amaro. Rane e ranocchi li ingoio del tutto interi senza per questo  perdere il respiro. Oramai ci sono avvezzo i batraci me li calo tutti d'un pezzo. Ho perso il mio orgoglio alla fiera della responsabilità o forse l'ho solo smarrito ma sono certo è rimasto là. Nel mio stomaco i peli hanno tappezzato le pareti e nessun boccone è troppo amaro prima o poi ogni scoria ne esce fuori. Tornerò indietro un giorno riuscirò a tornare.  Steso sul prato troverò il mio orgoglio calpestato. Preso a pedate qua e la spruzzato di fango. Lo prenderò lo distenderò al sole lavandolo con acqua

ONIRICA-poesia folle

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Dentro il sole la luce esplode nessun spazio al buio il silenzio è fragore esplosione di idrogeno ed elio, L'oscurità è concetto astruso senza significato il freddo solo mito desiderio senza riscontro. Nel sole infiammo il mio cuore alla ricerca del Dio senza corpo essenza dell'essere unica realtà dell'esistere. Nella sua luce io divento fiamma che al vento immobile si adegua. Nel sogno immerso dormo nell'infinito universo perso rincorrendo chimere nello spazio e nel tempo finito. Il cerchio senza fine mostra retta la linea nel tutto individuo i miei limiti sono tra la mia fine e il mio inizio. Io eterno