domenica 29 novembre 2009

Grammo a grammo


Stagni e pozzanghere
ciarpame di acque lorde
schiuma di piscio
sterco di gallina.
Tu mi hai rinchiuso dentro la tua gabbia
che hai cinto tutta d'oro e di cristalli
così che chi da fuori vede
nota soltanto il lusso di apparire.
Io fuori sono di platino e gioielli
poi dentro sono Paura, Rabbia e Freddo
Io curo con perizia i miei capelli
ma tremo quando vieni ad afferrarli.


Tu sei serpe di bosco
ti getti dal ramo alto sul mio collo
infili i tuoi canini sulla pelle
instilli il tuo veleno goggia a goccia.
L'anima avvelenata il letto è vuoto


a casa solamente quando hai voglia.


Non voglio giuro basta sono stanca
il giorno è spento
la notte mi ha inquinato
dio o chi per lui ho già pregato
di far finire presto questo giogo.


Hai comprato la mia anima per soldi
ma io te li ritorno e ...complimenti
tu ne hai fatto uno straccio
l'hai infangata,
hai preso la mia vita e l'hai stracciata.
Adesso quando urlo "VOGLIO ANDARE"
mi guardi calmo sussuri "vuoi morire?"
ti guardo gli occhi e so che tu non menti
allora me ne vado lentamente
l'anima mia uccidendo grammo a grammo.

sabato 28 novembre 2009

La vecchia ed il prete

Padre amorevole , marito fedele

Ma chi minchia rici prete
senza testa me maritu era na gran bestia

Uomo irreprensibile, lavoratore indefesso

Si uri e uri si taliava a so cedda
e c'arrubbau puri l'occhi a 'na puredda

Uomo di una volta, gentile romantico
sua moglie è qui davanti
e nel dolore piange

Cettu cà chiangiu
si nni iu stu bastaddu
vintanni aveva e babba
mi fregau stu curnutu

C'è però da dire una cosa
 finnamenti a virità s'ammostra
Ha lasciato nel mondo la sua traccia
E u fetu si senti finu add'intra
di essere integgerrimo e preciso

Preti di stu cappiru di chiesa
ma cchi nun lo capisti ca fù fitusu
TINITIMI TINITIMI SANNUNCA SBOTTU

Quanto dolore cara mia signora
io sono a Lei vicino col mio cuore
che brutto è stato perdere un signore
un caveliere tale un gran uomo di chiesa

Sonora la risata è risuonata
la vecchia sputa in terra e parla lenta

Preti, pretazzu ancora no capisti
stu strunzu ha statu erba mala e tinta
e finalmenti si livau do cazzu.

Dolce nonnina , capisco il tuo dolore
guardie ,accorete chiamate l'ambulanza
la nonna và rinchiusa in una stanza.

TENGONO LE COMARI LA VECCHINA
che forte col suo volto si avvicina

Preti chi fa non l'ha caputu
cà st'omu fu 'n grandissimu curnutu
tu nò canusci
tant'anni ju c'haiu vissutu
e non mi scantu cchiu di lo to 'nfernu

Al che il pretino chiuse il libro sacro
diede alla vecchia sul volto una carezza
e disse senza nascondere amarezza.

Nonnina cara io tutto ho già saputo
ma cosa vuoi che dica
è risaputo.
Del resto le minchiate sono tante
Iddio nel cielo giudica dai fatti
in questa terra, nonna siamo niente
che c'è ne frega di contare sciocchezze
tanto alla fine alla fine dei conti
chi è stronzo resta stronzo senza dubbio.

Fatto il suo discorso in un'orecchio
la nanna ritornò sopra la sedia
il fazzoletto prese ed urlò AMORE
il prete diede la benedizione.

Preti pretinu tu si davveru spettu
lu cori batti forti 'ndo to pettu

venerdì 27 novembre 2009

Fantasmi- poesia fantastica

Solo ed immobile al respiro adeso
ascolto in silenzio il battito del mio cuore
ed attendo il suono del rintocco.
Non sento nulla; il vento che soffia tra i rami
non arriva alla mia pelle.
Dietro me un cane abbaia alla luna
ed il suono della notte che si accende.
Io sono morto
ucciso dalla speranza della vita.
Io sono stato ucciso da un essere che ha chiuso la partita.
ono un fantasma ed il mio petto è fermo
io non respiro non sono più un eterno.

Ora verrà dal cielo la mia luce
oppure il gelo coprirà il mio corpo.
Che strano ho detto
il corpo come a dire
che sono vivo
e allora è da capire.
Chiudo i miei occhi e immagino di andare
dove volevo senza camminare.
Sono rimasto fermo lì dov'ero
sono ancorato al corpo mio disteso.
Vedo le luci
osservo le ambulanze
qualcuno urla qualcuno ancora piange
sento un bruciore che mi gela il petto
apro i miei occhi mi trovo sopra un letto.
Adesso sento il cuore mio che batte
ma le mie gambe hanno perso il respiro
Io sono vivo ma il mio corpo dorme
ora respiro ma la mia mente è ferma
vedo dall'alto ogni cosa che gira
vedo la donna mia che resta sul mio corpo
giro , mi volto e lei non piange ride
ed il mio amico accanto a me la scopa.
Siete bastardi e non voglio morire
ritorno indietro ve la farò pagare

giovedì 26 novembre 2009

Ritengo intile spiegare
il chiudere e l'aprire del perimetro
insabbio i miei scriti
e non diffondo
nulla che non sia a pagamento.
Paghiamo l'aria ma aneliamo al respiro
ed il respiro è solo movimento dare avere.
Io sono gretto
io vivo per i soldi
il mio pensiero è solo guadagnare.
Libri su libri ,
storie di pirati
ladri lecchini
storie per vecchi
racconti per bambini.

Io sono uno scrittore senza testa
un emerito figlio della bomba
e scoppio mentre in aria c'è la festa
e dormo steso sopra un foglio bianco.

lunedì 23 novembre 2009

E' l'alba


Rapide nel cielo passano
onde oro e vermiglio
lanciano messaggi d'amore
a fanciulli dal cuore puro.

Aspettano il risveglio
sonnecchiando lente sul vento

Urlano "USCITE TUTTI
IL NOSTRO SPETTACOLO CORRETE A VEDERE"
giocano a nascondino con le stelle
poi rincorrono
la luna che assonnata và a riposare.
Chiamano il sole a gran voce
perchè potente arrivi.

Solleticano nuvole dispettose
facendole arrossire
e come il mare riempiono il cielo
e gli occhi di chi può vederlo
e il loro cuore.

E' l'alba

domenica 22 novembre 2009

Domani morirò


Domani morirò
sarà il giorno e il momento giusto
quello che per me è stato scritto,
senza pericolo di errore.

Domani morirò
né oggi né tra un mese;
ogni cosa è definita
impressa sulla pelle del tempo.



Domani morirò
e insieme a me altri mille
qualcuno romperà anelli di dolore
altri moriranno senza scopo

Domani morirò
per un momento si farà silenzio
il mondo cesserà di respirare
ed il tempo mi sarà fratello.

Domani morirò
ed alla fine varcherò la soglia
avrò le risposte alle domande
ed ogni cosa si farà chiara.

Domani morirò
ma non provare dolore
sarà quello che deve essere
non c'è altra soluzione.

Domani morirò
ma qualcosa di me rimane
le lucciole dei miei sogni
un soffio del futuro.

Domani morirò
dormi serena fino ad allora
sarò qui a vegliare i tuoi sogni
e nessuno ti potrà svegliare.

Domani morirò
aspetto la signora che ride
l'attendo col vestito migliore
e una canzone per danzare

Domani morirò
ma i miei sogni sono ancora vivi
le mie poesie sono bambine
la notte ancora lunga

mercoledì 18 novembre 2009

Il mio corpo


Il mio corpo è fuoco e vento
Fatto dalla materia delle stelle.
Il mio corpo è vuoto e sabbia
esso è immortale
evolve.
Il mio corpo è di brezza d'autunno
che dopo l'estate rinfresca le giornate.
Il mio corpo è di petali di rose
che fioriscono di Maggio.
Il mio corpo è sorriso di bimbi
fragile ed unico.
Il mio corpo pagherà il suo debito alla vita
ma alla fine resterà debitore.
Il mio corpo è nave mi trasporta sul mare
sfidando venti,cavalcando onde.
Il mio corpo è immenso
Dio che è infinito abita dentro.

Saluti


Saluti dall'inferno
nel buio mi sono perso
ho deciso di rinnegare l'amore,
l'ho fatto per piacere.
La mano sua era tesa
nel momento della morte
risplendeva di luce
ho sbarrato le porte.
Saluti dall'inferno
a tutti i benpensanti
non si sta poi male
irridiamo anche i santi.
Avevo intravisto il suo volto
sorridere radioso
ma io l'ho fatto fesso
io sono il vittorioso.
Saluti dall'inferno
da questo mondo oscuro
la luce è artificiale
non c'è un pensiero puro.
Ne ho sentito la voce
mi parlava d'amore
chiamava dolce il mio nome
ma la mia risposta è feroce.
Saluti dall'inferno
io oggi ho fatto strada
ho rinnegato il bene
il piacere mi aggrada.
Lui se ne è andata muto
con gli occhi come stelle
mi ha sorriso dolce
non mi ha dato le spalle.
Saluti dall'inferno
a tutti i cuori spenti
io aspetto tutti quanti
del resto siamo tanti.
Non abbiate timore
amici che vi frega
qui esiste chi vi vuole
non prega non si duole.
Siamo pecore nel branco
di urlare sono stanco
aspetto con fiducia
chi il suo cuore brucia.

sabato 7 novembre 2009

Il bianco e il nero

Re bianco muove e in quattro mosse arriva a scacco
muore il pedone nero in quattro mosse è dilaniato.
La prima mossa l'ha giocata l'alfiere
a bordo di navi trasportate dai venti
ha portato la fede
che ha bruciato anime e... corpi.
Ha chiacchierato col mondo di balocchi di carne
che tanto lo spirito è condannato
ed il delitto con la fede si è lavato.


La seconda mossa è toccata alla torre
dentro squallide case dove tutto è fetore.
Passa leggero il Vento
che dispensa fermezza
dietro al vento le vespe
ululare nel buio;
il dolore non conta
con la notte si fonde
Si ruba il lavoro
si truffa il corpo
si aspira l'anima
inchiostro su inchiostro
ogni dono si espia all'interno del chiostro.

Terza mossa è il cavallo
bianco come paura
la giustizia occhi aperti
ha le gambe pelose.
Nelle strade due vie
nelle menti due strade
orgoglio di sangue
vendetta di pietra
e le luci si acquietano
con gli smorzacandele.

Quarta infine la dea
la regina bardata
porta scarpe curate
ha le unghia dipinte
lei riempie la sera
con luci d'atmosfera
lei travasa spumante
rende tutto maestoso
lei è la monarca fiera
la signora del lusso
mentre sotto al tappeto
è nascosto lo sporco.

E' la mossa finale
questo è il colpo maestro
ogni cosa è scordata
ogni colpa lavata.

Il rancore è nei cuori
negli sguardi sottecchi
nei pensieri nascosti
nei racconti dei vecchi.
TheTherapistMagritte.jpg The Therapist by Renee Magritte image by PMbeers
Chi sia il bianco o sia il nero
non è dato sapere
è una ruota che gira
è un mistero ascoltare
nulla c'è da capire.
Ottomano,Nativo,
Veneziano, Spagnolo
Portoghese,Nordista,
Ariano
Cinese,Talebano, Sudista...

Il Denominatore
è uno solo
un comune fattore
che sia Bianco o sia Nero
fatto di legno o di osso
è pedina preziosa
assemblata con cura
fatta d'anima e cuore
fatta di sputi e torture
di passione e ideali.
Può cambiar la partita

venerdì 6 novembre 2009

Su una nuvola




Compiti su compiti

la testa gira in tondo

ed il respiro si affanna

un dolore nel petto

e la memoria vacilla.


Nero tutto nero

finalmente il riposo.


Sono su una nuvola

con le alucce e l'aureola

steso sopra cotone filato

ascolto suoni zecchino

vedo piccoli angeli

costruiscono forme

vince chi è più svelto

nel cambiare soggetto.

Angeli adulti dai capelli di fuoco

soffiano sul mondo calde frasi d'amore.

Io lì riposo

finalmente al sicuro

niente più danari con cui mi hanno illuso

niente più doveri che non siano dovuti

niente più diritti che non siano acquisiti.

Cade un piccolino e si sbuccia un ginocchio

piange poverino e ad un tratto,

di botto,

tutti attorno a lui come fosse un comando

piangono all'unisono come a lavarne il male

e nel mondo sotto scende il temporale.

Gocce sul mio viso

che mi fanno svegliare

- APRI GLI OCCHI,E' TARDI

FORZA VAI A LAVORARE.-

Ritorno

Ho smarrito le mie idee, perdute, scomparse dietro una nube o aldilà del pensiero razionale. Ho scelto di sopravvivere, semplicemente allontanarmi da Phantasophiasi. E' un sogno ma è anche la mia illusione di costruire nel mio reale qualcosa che possa darmi l'illusione di costruire qualcosa di vero.
Quando ho visto le poche adesioni al progetto ho pensato che forse il mio mondo è troppo mio , questa storia può valere un sacco di soldi se viene scritta. Ma in realtà i soldi mi servirebbero per poterla scrivere con costanza e coerenza. Vivere Phantasophiasi non è un gioco, bisogna immergersi all'interno di un mondo irreale e perdersi per poche ore o minuti o giorni. QUesto non è sempre possibile. Ho scelto di scrivere una nuova puntata di questo viaggio ogni Venerdì e probabilmente, tutti i miei incontri diventeranno un libro , semmai trovassi un editore che possa avere fiducia in questo progetto. Il tempo è signore ed ogni cosa avviene se deve avvenire.

giovedì 5 novembre 2009

Il ladro e la colpa




Nessun sogno o incubo che non sia già vissuto
il desiderio è bruciante
più del mio essere assoluto.
Giorno nella notte
il piacere paga pegno
Nessuno sforzo che non sia vano
minuti strappati in un gioco arcano.
Nel ricordo del passato,
senza forze,
il presente annego,
ritorno al momento in cui ero servo.
Le colpe ritornano insinuanti
serpenti dal veleno a morte lenta.
Aspetto di pagare il conto,
ad ogni azione una reazione è connessa.
Nell'espiazione la colpa si sublima.

Sono stanco e il sonno non arriva
il compagno che oblia ogni accaduto
questa volta di me si è scordato.

Eppure non è giusto
io non comprendo
per le colpe in anticipo ho pagato.
Ogni obolo versato è presto dimenticato.

Non tutte le scintille fanno un fuoco
a volte è cenere che tarda a spegnersi.
Muoio e rivivo
perchè respiro ed ancora ho voglia di correre

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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