giovedì 30 dicembre 2010

Almeno questo

L'onore non conosce né amore né morte
segue la sua strada 
sfidando la sorte.

L'odio si rafforza col tempo
da rame si fa fango
non lascia nessuno scampo.

Il buio si insinua in ogni luce
quando giunge la notte
ogni cosa è di pece.

Niente e nessuno riesce a sconfiggere il tempo
si nutre di attimi, di scorie,di battiti
scorre via in un lampo.

Non ho ancora imparato a vivere l'attimo presente
ed il mio passato profuma ancora
dentro il futuro getto le mie speranze
che bruciano nella grigia fornace dell'attesa.

Ogni viaggio parte da una resa
da una sconfitta subita
da una partita persa nella notte
dal gioco della sorte.

La vecchia signora gioca a dadi
ma l'ultima mano è truccata.
La sfida è perduta in partenza
La vita attorno, sensualmente danza.

Dio dall'alto del suo trono
osserva il mondo che vibra
La sua barba mi solletica il cuore
di questa realtà ho impregnato l'odore.

Il colore trapassa tra stati di nebbia
la vibrazione muta la forma
la realtà si snoda dietro un telo
ma sarebbe stupido alzarne il velo.

Mancano gli occhi per poter guardare
o le orecchie per sentire.
Immersi nello scorrere senza fine
saremmo lucertole in mezzo all'oceano.

La noce non può svuotare il mare
ma riesce a bagnare la sabbia
ed alla fine 
almeno questo è in mio potere. 

giovedì 23 dicembre 2010

Buon Natale. Poesia di Natale

In questa dolce notte di Natale
ho alcuni doni da regalare al Vostro cuore:
sorrisi senza scopo
speranze prive d'illusione
felicità che come cerchio non conosce la sua fine
salute e serenità senza contrappasso
che questi doni possano avvolgere l'anima
nella magia di un soave Natale.
Questo è il mio Augurio.
Buon Natale e un Anno Nuovo pervaso di Luce

Dono.poesia di natale

Ogni futuro è fatto
come un dolce perfetto
da tanti infinitesimi presente.
In questo Santo Natale possa ogni tuo presente
essere luce per far risplendere il futuro.
Non ti curare del passato
è già accaduto
ricordalo come maestro che insegna
ma non farlo diventare il tuo padrone.
Ogni sorriso senza intenzione
nasconde al suo interno 
una gemma senza prezzo
possa il sorriso della speranza
donare alla tua anima 
il desiderio di vivere 
con la meraviglia di occhi bambini.
Dona il tuo sorriso
senza chiedere se avrà un prezzo
il suo valore ti verrà reso senza sforzo.
Ti dono la coscienza per comprendere
che il tempo
è solamente tempo
nato per coprire la distanza tra due spazi
Ti offro sopra un un piatto d'oro
un attimo senza fine
utilizzalo per osservare il tramonto 
fino a quando non diventi Alba
ti aiuterà a colmare la vita
con la luce del primo sole
ricco di fuoco .
Se guardi con attenzione
troverai , nelle poesie 
riposte dentro il loro cuore
scintille di magia  e speranza.
Ti dono questo calore
perché possa accendere il tuo cuore 
portandoti la magia del Natale.
Auguri

giovedì 9 dicembre 2010

Luce e Buio,Buio e Luce- poesia spiritale

Buio e luce si confondono
l'una emerge sull'altra
come il bianco sul nero.
Nell'uno l'altra si ritrova come assenza.
Le gabbie limitano soltanto la carne
l'anima e lo spirito non possono stare in galera.
Volano alla ricerca del Dio che esse stesse sono
Lo spirito è la sua aria
e l'anima il fuoco
scintilla che Dio ha donato all'universo
perché possa tornare come fiamma.
Mercurio
Luna
Sole
Espressione dell'universo
Luce e Buio che oscillano al ritmo del suo pulsare.
Il respiro del Dio che è inizio e fine
in un multiverso in cui il tempo non esiste
pervade integralmente ogni cosa.
L'Uno che diventa Tre
e si dona al Quattro per divenire Sette
fino alla perfezione dell'Infinito
e nell'oscillazione emergono come appigli
sul mare che è umido
su Terreo sale 
movimentata Aria
anime che si nutrono di Fuoco
nell'oscillazione emergono i 12 segni dello zodiaco
ed i 12 Apostoli che implorano i Tre che sono Uno
ed a Lui si ritorna
in Terrea polvere
che il vento Arioso sparge
fra le Acquee nubi
da cui germinano fulmini di Fuoco.

Tutto ciò che è Atto ritorna pietra che è Potenza
ed ogni dubbio svanisce
non esiste conoscenza
lo stagno si perde nelle correnti del fiume
ma ancora io sono pozza e specchio
Risiedo nel riflesso e nell'argento ruoto
come irreale realtà.
Mi nutro di semi che la mia mente
generosa
sparge
cogliendoli dal
Cielo all'Alba rubina mentre soffia il Vento che sfiora le Messi.
Io avverto Illuminati bisbigliare alla mia Anima
mentre Luce e Buio si confondono
Danzando col mio Spirito

mercoledì 8 dicembre 2010

LO SCORPIONE

"Nella versione notturna incarna lo spirito bellicoso, di umore maligno pronto ad uccidere con il suo pungiglione chi osa sfiorarlo; nella versione diurna è simbolo dell'abnegazione e del sacrificio della madre poichè i suoi piccoli, secondo la leggenda, le scavano i fianchi e le mangiano le viscere prima di nascere."


Lo scorpione, apparso circa 350 milioni d’anni fa, sembra voler sfidare le leggi dell’evoluzione dato che la sua forma non ha subito alcun mutamento come se il suo corpo fosse, già dall’inizio, perfetto per il suo stile di vita.
Se per i moderni zoologi rappresenta un affascinante enigma, pure l'immaginazione dei nostri progenitori fu colpita dall’aspetto e dal modo di vivere di questo animale che, senza essere nè rettile nè insetto, è tuttavia caratterizzato da entrambe le nature. E’ insetto per la corazza che lo ricopre ma rettile per la vita sotterranea che conduce.
Animale in grado di dare la morte attraverso il suo veleno violento e doloroso, che emette dal pungiglione posto all’estremità della coda, ha un aspetto niente affatto piacevole che lo fa apparire come un mostro nero, crudele e cieco ma dotato anche di strane capacità come la danza sessuale che esegue per affascinare il partner.
In Egitto, lo scorpione fu onorato come dio sotto le sembianze femminili della dea Selkhet, divinità benevola, protettrice delle profondità della terra, che conferiva poteri taumaturgici ai suoi adepti.
I sacerdoti di Selkhet erano abilissimi incantatori di scorpioni e grazie a tali incantesimi erano in grado di farli uscire dalle loro tane senza correre il pericolo di essere punti, e ancora oggi, in Oriente, vi sono persone che riescono a sopportare il continuo contatto con queste spaventose bestiole.
Se presso i Maya lo scorpione era adorato come dio della caccia e simbolo della penitenza, nell'antica Grecia lo troviamo invece come strumento di vendetta usato da Artemide. Narra infatti la leggenda che la dea, cacciatrice e protettrice della fauna, fu offesa da Orione che voleva distruggere tutti gli animali del creato. Ella mandò come punizione un grande scorpione che punse mortalmente Orione al tallone. Artemide, riconoscente, trasformò lo scorpione in una costellazione e poichè anche Orione aveva subito la stessa sorte, da allora e per sempre la costellazione d'Orione è costretta a sfuggire a quella dello Scorpione.
Nel Vecchio e Nuovo Testamento lo scorpione raffigura il nemico, il demonio; nel libro di Ezechiele vengono indicati con il nome di questo animale coloro che sono nemici del profeta e della parola divina. Era quindi consequenziale che sin dalle sue origini il cristianesimo adottasse lo scorpione come simbolo dell’eresia e della dialettica speciosa, della ragione "pericolosa" che discute il dogma rimettendo in discussione gli argomenti della fede con il rischio di minare la parola dei Padri della Chiesa.
Lo scorpione, si dice, così come la ragione, avanza in modo carezzevole per colpire all'improvviso iniettando il liquido fatale. Incarna, per questo motivo, anche la lusinga pericolosa e l’argomentare diabolico, tanto che nel medioevo la simbologia mostrava lo scorpione mentre esce dalla bocca dell’esorcizzato o entra nell’orecchio del peccatore per indurlo in tentazione.
Nei tarocchi lo scorpione corrisponde alla sedicesima tavoletta, quella della torre fulminata o Casa-Dio. Il fuoco del cielo, sotto forma di cometa o di fulmine, colpisce la torre che pur vacillando non ne è distrutta.
Dal punto di vista astrologico lo Scorpione indica l'ottavo segno (21 ottobre - 21 novembre) e l'ottava casa, quella della morte e della trasmutazione; è infatti il numero otto, simbolo dell'infinito, che viene rappresentato con la doppia spirale che si erge verticalmente.
Il segno dello Scorpione corrisponde a Plutone, pianeta oscuro e misterioso, astro dei maghi e degli alchimisti, dei cacciatori e dei draghi, padrone dei mostri che ha assoggettato.
Lo scorpione è inteso come nodo della vita e della morte, che nel corso dell'anno rappresenta il ripiegamento fertile dell'autunno che, dopo la morte dell'estate, dà inizio alla lunga gestazione invernale.
Analogamente sul corpo umano corrisponde ai genitali, quali strumento per la sopravvivenza del genere umano, fonte di piacere e d'amore.
Ma se è simbolo della vita e della rigenerazione della vita fisica, è pure simbolo di morte che mettendo fine all'esistenza mondana dà l'accesso a quella ultraterrena.
Non è solo una credenza popolare ritenere che lo scorpione, se non riesce nello scopo che si è prefisso o se viene circondato dal fuoco, si dia la morte pungendosi da solo.
Nell’interpretazione simbolica della psicologia del profondo lo scorpione, come il serpente ed ogni altro rettile, è simbolo che richiama immagini di particolari forze primitive, ancestrali che, come questo animale, sono presenti nel mondo dalla notte dei tempi.
Lo scorpione è anche simbolo dell’individuo che riesce ad essere veramente se stesso solo quando si trova tra ostacoli, quando è posseduto da un demone interiore, quando non vuole il proprio quieto benessere ma tende fino all’angoscia del vivere, lacerato tra il richiamo di Dio e la tentazione diabolica. Questa natura vulcanica che lo scorpione raffigura, tratteggia "l’immagine di un uomo simile ad un uccello che apre le sue ali solo nel mezzo delle tempeste poichè la sua natura tende ai temporali e il suo luogo è quello della tragedia." Simbolo di distruzione e creazione, di morte e rinascita, lo scorpione è l’eterna dialettica che da sempre, a differenza dell'animale che la simboleggia, muta il mondo continuamente.
Simbolo medioevale dell'eresia (modernamente potremmo dire della "contestazione") è la capacità di operare fino in fondo, portando la contestazione fino alla simbolica rivoluzione che, per quanto crudele e violenta possa apparire, è assolutamente necessaria poichè porta con sè la potenzialità di rinnovare, tramite la morte simbolica, il pensiero di cui l'umanità da sempre si alimenta.

mercoledì 1 dicembre 2010

Ognuna di queste cose- Poesia

Il buio ha mille sogni nascosti,
chiusi all'interno di scatole cinesi.
Prestigiatori dalle mani veloci
afferrano, spiriti inquieti,
proponendo il gioco delle spade.
Anche io sono stato trafitto
ed i miei sogni hanno fatto la mia fine.

Nel silenzio sono racchiusi i sospiri,
nascosti nel fondo del lago.
Pescatori con esche succulente
hanno catturato la carpa arcobaleno.
Anche io ne ho assaggiato le carni,
i miei sospiri erano il suo fiato.
Nel temporale sono racchiusi i dolori,
tra i lampi ed i tuoni bisticciano.
Donne dagli ombrelli pieni di buchi
hanno raccolto le lacrime del cielo.
Io, stracciato e fradicio,
ho calmato i dolori con una ninna nanna.

Nel cielo è palese l'amore
tra nubi giocose tra i caldi raggi del sole.
Bambini con sorrisi senza nebbia
hanno catturato farfalle con il loro retino.
Io pure, saltando sull'erba,
ho afferrato l'amore con rete di rugiada

Adesso, ognuna di queste cose,
sonnecchia riposta nel mio cuore.

martedì 23 novembre 2010

Il vento

Ulula il vento in questa notte senza sogni
i latrati dei cani disturbano l'oscura signora.
La pace non arriva 
è affaccendata tra gli uomini in guerra
ed io non posso dargli torto.

L'inverno è alle porte
attende fuori dall'uscio 
con un'altra sigaretta in bocca
domani gli tocca lavorare.

Il silenzio non è nell'aria stanotte
ed i miei pensieri uggiolano 
trasportati da questo vento 
che disturba la quiete dei senza piedi.

Io sono senza anima
le mie emozioni disperse 
nei rivoli della mia indifferenza.
Ogni giorno assassini
ogni attimo verità negate
idee dilaniate dai soldati  del potere.

Ascolto ma non riesco a sentire
se capissi che ogni cosa fatta mi ritorna
mi strapperei la carne dal dolore.

Dormire è meglio 
assopirsi senza sentire nessun suono
russare e disturbare il sonno dei giusti.
 Stanotte , però il vento è capriccioso
ed io non riesco a chiudere occhio.

domenica 21 novembre 2010

AHAAAAAAAA

Ritmare rabbia 
serrare denti
pelle nera senza sangue
sputare saliva
pugni chiusi
serpenti nell'addome
la voce URLAAAAA
la mente nel fuoco
nessun freno alla colpa
nessun razionale
l'animale strappa la pelle all'uomo
surrene corre
sublima il furore
diventa materia solida
riempie e scorre via

mercoledì 17 novembre 2010

Canzone senza storia

Sorrisi ed urla
mentre nel mondo ogni cosa è conquista.
Il peso dei giorni che ti scorre dentro
la viltà di uomini senza stimmate mostra l'inferno.

Il suono del rancore batte in levare
mentre digrigni i denti puoi soltanto aspettare.
Furbi senza labbra hanno pagato chirurghi
per attaccare le loro bocche al culo dei nuovi demiurghi
Sparsi tra la terra ed il fango
si muovono come maiali
ingozzandosi senza vergogna di imbrattati ideali.

Marciamo lancia in resta
dritti all'obiettivo
ci è stato mostrato
in foto palesato.
Chiudiamo gli occhi e corriamo
tappando i nostri nasi
chi ci conduce puzza
come pesce marcio in piazza.

Chi si ferma è perduto
smarrito tra la melma
dalla tele smarrito
non sarà ritrovato.

Lottiamo e ci arruffiamo
per quattro puttane
per 11 in mutande
che mostrano le gambe di oro.
Perdiamo di vista
il punto focale
è il gioco del demonio
che vuole banalizzare.

Sorrisi ed urla
per futili percorsi
il nulla ci contamina
il cuore è tolto a morsi.

Canzone di denuncia
di un pazzo senza terra
che crede che la pace
non passi dalla guerra.

Canzone senza storia
morta prima di suonare
che solo un folle martire
potrebbe far sentire.

Musica e follia
sorrisi urla e pianti
il bisogno di sopravvivere uccide tutti quanti

sabato 13 novembre 2010

Vorrei farmi piccolo

Vorrei farmi piccolo
assolutamente microscopico
granello di polvere 
pulviscolo.
Entrare nella casa della gente
di quegli uomini che valgono niente
di quelli che urlano potenti
di coloro che piangono lamenti.
Vorrei attaccarmi alla giacca di chi appare severo
di chi pare mangiarsi il mondo intero.
Entrare dentro la loro solitudine
valutare chi sono veramente
senza le maschere che confondono la mente.
Voglio vedere i loro sorrisi senza costo
le carezze date al cane
le coccole alle madri anziane.
Scoprirei chi è vuoto nell'anima
il professore che impara da una puttana
il padrone schiavo
il servo che picchia senza pena.
Osserverei le paure e la forza.
La polvere bianca che uccide la mente
e sostituisce il cuore.
Chi si è perduto dietro un perduto amore
chi nella vita ha vinto 
chi con tutti i suoi successi ha perduto
chi rimane vestito
chi si fa nudo.
Osserverei le maschere riposte nell'armadio
il buio che scende chiudendo gli occhi
colui che continua a giocare coi balocchi.
Chi di giocare ha cessato per sempre
L'uomo che morto cammina
colui per cui anche la notte è mattina.
Tornando  uomo 
riporrei la mia maschera
guardando la gente negli occhi

mercoledì 10 novembre 2010

L'eroe della tua storia.

Sfiorano il vento
cavalli di fuoco
solcati dai maestri del tempo.
Destrieri che hanno conosciuto uragani e tempeste
che hanno cicatrici di lampi.
Negli occhi l'immensità dell'orizzonte
nel cuore le nubi mutaforma.
Anelli di luce
sfiorano le menti
la bianca energia
cura ogni male.
Il mondo ignora le loro gesta
Ma il loro potere è il futuro.
Sono i cavalli di fuoco
che nella guerra dei mille anni
hanno esiliato il Signore con le forbici
dietro il gelo dell'indifferenza.
Tu leggi e ti domandi il futuro
ma bisogna lottare il presente.
Non creare domande
se non puoi conoscere risposta 
è solo un esercizio di stile.
Ogni parola è pesata
ed ogni immagine un quadro
i cavalieri senza paura
cavalcano affidandosi all'istinto;
Tu pensi che siano tutte fandonie.
Chiudi gli occhi
perditi all'interno della fiaba
sarai 
l'eroe della tua storia.

giovedì 4 novembre 2010

Voce del mondo- Poesia intimista

Nel corpo esiste la magia
senza dubbio è unita alla poesia
stretta in una singola
toccante armonia.

Viaggiano nella notte
note di parole
melodie di frasi
sinfonie di concetti.

Ogni cosa si nutre di sogno
ed in esso il suo bisogno
le mani diventano muscoli involontari
guidati dal cuore.

La storia si dipana sui fogli
dove ogni cosa è già scritta
la mente ne conosce solo una parte
il resto è linguaggio dell'anima.

Nessuna regola 
nulla che non sia emozione
istinto senza definizione.
Da una scintilla fuoco
lo spirito brucia.

Onde e nuvole
che nessuno controlla
il vento e il suo capriccio
ed all'interno uccelli 
pesci di ogni colore.

Ogni inizio è solo un punto di partenza
la fine non è sentenza
la poesia è magia
fantasia che pulsa 
come un cuore 
le parole sono sangue
frammenti di infinito
che il tempo non potrà intaccare.

I miei pensieri li dono al mondo
senza gelosia o avarizia
saranno immortali
semi che si faranno pianta
linfa che nutrirà anime ed idee.

Saranno sogni che avranno braccia e gambe
ed occhi per vedere
finalmente osservare il futuro.

Le mie poesie si faranno 
voce del mondo.

Questa poesia è stata scritta con questo sottofondo. Godetevelo è meraviglioso

martedì 2 novembre 2010

Il vampiro-poesia amore ?

Sorsi di sangue a fiotti dal suo cuore ho preso
la mia fame è saziata
il mio cuore perfido nutrito.
La notte mia ancella
ha servito allo scopo.
Lei era lì
il suo collo pallido e caldo
si è offerta alla mia brama
come una prima volta
ed allo stesso modo
come se l'avesse sempre fatto.
Si è spogliata dei suoi abiti
e si è donata
alla mia volgare lussuria
al potere del mio odore 
della mia voglia.
Si è presa di me la mia illusione
le mie parole vuote
le carezze fredde
i miei inganni.
Sul suo letto ho lasciato la mia ombra
il sapore del desiderio
il mio sordido piacere.
Adesso Lei è rimasta sul talamo
in attesa di un amore vero

venerdì 29 ottobre 2010

La missione- poesia

Shangri-la al di fuori del sogno
danzano leggiadre fanciulle d'aria e fuoco.
Sconvolgono le menti di monaci in preghiera
avvolgendo i corpi nella loro bufera.

I campanelli trillano
tra caviglie d'alabastro
gli occhi furtivi osservano impuri
abiti leggeri e chiaroscuri.

Girano tra le membra in fuoco
illuminati santoni senza sangue
si godono i profumi della terra
rischiando di smarrirsi in questa guerra.

Il re nascosto osserva languidi sguardi
chi vince , chi perde
chi sceglie il sangue e il fetore
chi si uccide per aver smarrito l'onore.

Ogni lotta è una vittoria
la sconfitta è solo una tappa.
La figlia del re tra le donne nella fiera
si innamora del giovane in preghiera.

Urla al padre la sua maledizione
l'anima ha perso nella tentazione.

Il monaco supera la prova
ed il suo cuore non è stato macchiato .
Un'altra stella muore nella notte di fiele
il cuore del re , lento si spegne la  missione è crudele

mercoledì 27 ottobre 2010

Il Silenzio

Il buio l'anima sfiora
l'aria immobile profuma di nulla
ogni cosa sfumata
il mondo nel grigio scolora

Lontano i sensi sopiti
ed il pensiero ritorna ad ieri
illusioni che si fanno luce
mentre il futuro si spegne.

I sogni si rincorrono nella notte
nell'oblio del non essere
si è qualunque cosa.

Fuori non piove
ed ogni cosa è al suo posto
la bandiera sulla montagna è piegata

Shhh...

domenica 24 ottobre 2010

ONIRICA-poesia folle

Sogni
siamo immersi nei sogni
sfiorano le nostre anime i bisogni
mentre ci innalziamo al di sopra delle necessità.

Stringiamoci forti alla vita
la notte  arriva in silenzio
guidiamo  il nostro cuore alla riva
mentre dal nulla ci salva l'incoscienza.

Affrettiamo il respiro
prolunghiamo il passo
l'aguzzino che ha ucciso le illusioni
ha posto sul cuore un masso.

Il pensiero è innocente
 la lussuria strisciante
Nel godere suadente
le vestali discinte.

Sogna 
nel sogno è insito il bisogno
La vita che non hai avuto
il peccato che hai desiderato.

Mutanti sordidi prendono avvento
le putride carni odorano di melassa
la lama bianca sulla tua gola
il sangue scorre più lento.

Danzano un sabba le streghe
nel buio un puledro nitrisce
urli lacerato il dolore
il tuo piacere avvizzisce.

Viaggiamo immersi nei sogni
sfiorano le anime mondi
messi di pianti fecondi
il grande censore oggi miete.

Ride soltanto chi soffre
mentre chi piange ormai dorme
sogna un uomo il domani
mentre il futuro è già oggi.

Scrive un poeta sul foglio
che nella notte ingiallisce
mentre il bisogno si avventa
ed il suo morso colpisce.

Storie che saranno fiabe
mentre chi taglia è per sempre
sfuggono al vento le frasi
finendo disciolte nel tempo.

giovedì 21 ottobre 2010

Passa oltre- poesia folle

Aria e sangue
sono intrinsecamente legati
legami che non spezza né dio né donna


Vento e terra
portano lontano il futuro.
Distanze incommensurabili che nessun veicolo raggiunge.

Adescano fanciulle demoniache serpi
il buio ha sepolto i fiori
il male è il lato oscuro del bene

L'uragano porta con sé semi
la pietà uccide i deboli
pensieri vagano blasfemi
sulle colline che non hanno nome.

Muoiono e nel mondo delle ombre
arrivano stolti senza fede
ricercano la luce senza fuoco
all'interno delle loro tombe.

Paradisi senza anima 
che durano il soffio di una vita
le promesse passano
e l'eternità è troppo tempo.

Dentro il sangue pulsa la vita
e nell'aria l'anima scorre.
Il tempo è solo un'altra dimensione
ma non possiamo leggere nelle sue righe.

BANG...
la pistola ha sparato 
ed il colpo ha bruciato le cervella.
Al di sopra del corpo volteggi
ma non puoi più entrare.

Passa oltre

sabato 16 ottobre 2010

Scegliere- poesia spirituale


Maliano sirene passeggeri con poca ricchezza
aspettano di afferrare l'anima
nel vuoto dei quanti il nero ed il bianco si affrontano.
Il canto è suadente
le frasi toccano lo spirito infettandolo.
Tutto è vuoto
e nel vuoto costruiamo il tutto.
Noi essenza corruttibile
ci immergiamo per apprendere.
Scendiamo di livello per elevarci.
Attraversiamo strati di carbonio ed idrogeno
per affrontare l'esperienza
ed in essa smarriamo la luce.
La conoscenza ci è attorno
ad essa leggiamo nei nostri deliri.
Ogni cosa è porta
noi le chiavi.
Pazzi senza speranza
ci incontriamo nei livelli dell'esistenza
Riconosciamo noi da scintille di fuoco
brucia il sole
nuvole  muta-forma maestri.
Il libro è vivente
nelle mani si muove.
Schiavi belanti
si muovono nella notte
ma nel buio è presente la luce.
Ogni cosa è trama di sé
ed il vuoto
lo ripeto riempie ogni silenzio.
Le sirene che hai ascoltato 
intonano il canto
ed il loro suono è materia.
Ogni percorso è una strada
e la sua fine due vie
una sale l'altra discende.
La risposta è scegliere.

venerdì 15 ottobre 2010

Noia

Lombrichi scivolano lenti sui muri
tra le mattonelle in terra
fuori piove 
le nuvole mutaforma sono indistinte.
Tutto è scuro nel cielo
Vene di luce 
Le urla dei perdenti.
Tutto dentro un nulla è sospeso
all'interno di mura che sono scudo.
Nello schermo della tua vita
non riconosci nulla che sia vicino
e giri i canali senza capirne il senso.
Fradicio di acqua senza esserti bagnato
attendi che il sonno arrivi.
Un altro tuono scuote il silenzio
annoiato sbadigli. 

venerdì 8 ottobre 2010

Perfetta Morte.-poesia sociale

La morte è morte;
né bontà né cattiveria
è asettica
è un male necessario che ogni cosa lava.

La morte è buttana
ti concede il tempo che non hai mai trovato
ti regala affetti che avevi smarrito.

La morte è strana
legata ai suoi capricci
si sfiora i capelli
mentre decide in silenzio
di recidere il filo.

La morte gioca
come una fanciulla vezzosa,
come un gatto crudele,
come un bambino dispettoso.

La morte è innocente
non cede alle lusinghe.

La morte è onesta
se ne fotte del potere.

La morte è scaltra
raggira chiunque

La morte è orgogliosa
non si inchina a nessuno.

La morte è regale
ognuno si prostra.
 

La morte è...
perfetta 

lunedì 4 ottobre 2010

Resta coca cola-poesia sociale

Fluiscono i pensieri
al di fuori di schemi definiti;
dallo spazio coerente.
Tutto attorno luci di vita;
all'unisono il pulsare,
all'interno della mente universale.
La realtà è pesante di sangue e metallo
ed il mondo è edonismo.

Occhi velati da nebbie dorate.

Finte vite vagano
il loro scopo è 
vendere.
Sturabagni strappano sorrisi
ed ogni presente è passato.
Si uccide in playback
e la morte è carta da zucchero.
Si seccano le gole
ma l'acqua è terminata;
resta coca cola per dissetare
ma il suo zucchero fa venire più sete.

mercoledì 29 settembre 2010

Colpo di fulmine

È li ed all'interno dei miei silenzi
URLA
Tutto intorno è confusione; 
mille facce senza volto
ed al centro di...nulla
LEI
La sola il cui viso non è nella nebbia,
non è nel buio di un caos senza ragione,
nell'oscurità che non ha scintille.
ESPLODE
L'ho trovata
alla fine del cerchio.
Ogni passo mi ha condotto al suo fuoco.
VIVO
Nel suo sguardo mi perdo
mentre il cielo
per me
si arrossa
SOGNO
Silenziosi ci sfioriamo nel vento
nell'attimo che 

eterno
rimane
REALE
Barriere invalicabili le paure
nella galera delle convenzioni
MUOIO 
Si scongela il tempo
nel rumore resta la scia del suo odore
che lo stesso vento
vigliacco
DISPERDE
 

martedì 21 settembre 2010

I tuoi difetti-poesia d'amore


Il particolare si dilegua
quando l'amore si fa maschera
sul volto di chi ,
qualche volta ,
si miscela alla normalità del quotidiano.

Il sogno è reale
quando nel tuo sguardo 
smarrisco il futile.

Del tuo volto riempio i miei occhi
nulla attorno 
se non la tua luce.

I tuoi difetti 
smarriti nel buio del contorno
che non ha significato al mio cuore.

martedì 14 settembre 2010

Il mio Essere-poesia spirituale

Cuore e mente 
combattono la stessa guerra
Sono inerme
il mio essere dispera.

Urlo piano
non ho fiato per gridare
sono in terra
voglio smettere, finire.

Niente addosso
solo gli abiti che porto
sono perso
nello specchio riverso.

Non c'è luce 
nel cammino sulla strada
cerco pace
che mi segua ovunque io vada.

Mi dileggio
cerco il senso più nascosto
lì campeggio
dal mio tempo mi discosto.
Seguo il ritmo
mentre vibro con la terra
non mi adeguo
col mio mondo sono in guerra.

Perdo sempre 
come accade nella vita
sputo sangue
ma continuo la partita.

Arriverà il tempo
il giorno assoluto
dove il divenire
diventa divenuto.

Bruciano cuore e mente
né speranze, né dubbi, né domande
il mio Essere ritorna ad essere niente

Viaggiare

Non ricordo dove ho messo l'intruglio dei sogni. Non riesco più nemmeno a distinguere le aure; non so cosa mi sia successo. Dopo l'ultima volta ero strano, non riuscivo a capire; ero come drogato. Adesso ricordo,; lei era lì, a quella maledetta festa dove mi sono perduto; deve avermi fatto bere qualcosa, che cavolo ne so cosa, forse polvere di oblio. Ho letto che il succo del fiore di papavero riesce ad obnubilare i pensieri, forse era quello o forse il fiore di loto.
Non ho idea di che cosa fosse, so solo che non riesco a ricordare e che questa collana che ho appesa al collo mi sta bruciando da matti.
Prendo la collana in mano e noto che è assolutamente fredda, vado allo specchio ed anche il io collo è normale.
Che cacchio è che brucia così tanto, sarà meglio tornare a dormire.
- Svegliati ragazzo, segui la strada, troverai quello che hai già trovato. Lascia le tue paure e potrai rientrare nel mondo dell'assoluto-
Sento una voce "turbinare" dentro la mia testa, quasi come se fosse un vento impetuoso. Devo alzarmi!
Nel buio , noto davanti a me una piccola sfera di luce, si sposta nel muro, avanti e indietro; non riesco a capire da dove venga, a finestra è a lato e non riesco a capire da dove caspita possa arrivare, mentre penso metto una mano davanti al mio petto e noto che la sfera è scomparsa, per un attimo dal muro. Alzo e abbasso la mano e la luce appare e scompare. La sfera è la collana che porto addosso. Levo la collana e la guardo per bene, non appare nulla; non è altro che una stupida , sciocca collana. La rimetto al petto e di nuovo appare la sfera. Corro a guardarmi allo specchio e la vedo, la collana brilla , luccica come una lampada a led . Sembra essere dotata di vita propria. La collana si alza dal mio collo e fluttua sopra la mia testa, mi do uno schiaffo, cacchio che dolore. Dopo essersi fermata pochi attimi sulla mia testa si dirige verso la mia camera da letto, si mette davanti al quadro che ho proprio alla destra dell'armadio e comincia a emanare la sua luce. Sembrano tanti piccoli lampi che colpiscono i miei occhi, ora cominciano a cambiare colore , non riesco a tenere gli occhi aperti ma, nello stesso tempo non posso chiuderli. I lampi si fanno sempre più veloci, più vividi. Cado a terra, ho la testa in fiamme. La luce è sempre più forte, più rapida...
Ora comincio a ricordare, il filtro, il libro...la donna...il portale.
Ora so dov'è la pozione, è nascosta nella nicchia dietro il quadro. Non ho paura, sono pronto per viaggiare.

sabato 11 settembre 2010

Si ritorna-poesia sociale


Laghi profondi come uno sputo;
arroganti frasi di senza sogni.
Donne che sono belle solo a se stesse,
deboli soli filtrati da lenti grigie.
Bocche dalle mole cariate.
Senza flussi scorrono fermi
gli uomini in cravatta.
Don... don
le campane risuonano
ed il loro verso è di morte.
Uccisi ad uno ad uno
gli uomini delle nebbie,
assassinati dal mattino perfetto.
Si ritorna,
ognuno alle proprie case;
l'origano nei vasi è seccato.



mercoledì 8 settembre 2010

Poesia apatica

Stravolti da mille pensieri
cadiamo negli abissi del sopravvivere.
Il pensiero è sogno
e dentro il sogno siamo immobili.
L'asprezza del mondo
a fatica permette di respirare
anneghiamo apatici
in pozzanghere di acqua sporca.
Noi restiamo critici
non riusciamo più a godere
siamo sadici
pensiamo che arriverà...
Attendiamo la forca.
I nostri occhi nel vuoto
ed i pensieri che soffocano il cuore.

domenica 29 agosto 2010

Nel mondo della verità

Ogni cosa è certa
e l'amore guida il sentiero
nessun dolore
la felicità è a casa
il buio è solo una fase del giorno.
Ritorna nelle vene il sangue
e con il sangue il calore.
Sorrisi che non hanno dentro il gelo
carezze senza mani dietro la schiena.

Ogni cosa chiara
il nero è nero
ed il bianco è solo bianco
nessuna frase è solo aria che esce.

Nel mondo della verità
ogni cosa è quella che è
ma non ci sono sorprese.

venerdì 27 agosto 2010

Il colore ed il grigio

Il colore dice al grigio
"Io sono la via per la felicità.
Tu sei banale
limitato,usuale.
Non lo capisci che non hai senso?
Tu sei finito,
sei, semplicemente, antiquato;
praticamente una scoria del passato".
Così, senza nessuna voglia di volare
il grigio se ne andò,
lacrime agli occhi
giurò di non ritornare.
Da quel giorno i colori invasero la terra
il rosso , il giallo, il verde
nessuno stava più nella pelle.
Passano i mesi
e il mondo si stanca
Non ne può più di vedere colori.
HA bisogno di rallentare la marcia
di chiedere al pianto di arrivare
per poter godere del sorriso.
Un vecchio con una rossa barba
andò nella grotta dove era fermo il grigio
"Vieni ti prego il mondo ti sta aspettando."
Ma il grigio non si voltò neppure
non aveva bisogno di premure.
Ti prego vieni
volgiamo la tua presenza
ma, singhiozzando, il grigio
di me potete fare senza.
Nel dire questo si voltò a guardare
e appena vide il vecchio sbottò senza pensare
per la caverna il riso del grigio che era triste.
Ti hanno ridotto male
mio caro amico ,
la tua barba è della decenza un diniego.
Allora si alzò, carezzò l'anziano
a cui la barba tornò di nuovo argento.
Usci dalla sua grotta e vide,tutto attorno
piangere i colori chiedendo il suo perdono.
Su su , cari ragazzi andiamo
il mondo sta aspettando il nostro dono.

giovedì 26 agosto 2010

Munnu era , munnu è e munnu sarà(mondo era , mondo è, mondo sarà)

Ogni momento trascorre
tra le serpi dell'esistenza.
È il percorso che si sceglie la strada
il sentiero è un cerchio .
" Ai miei tempi i giovani...
Oggi invece"
Munnu era , munnu è e munnu sarà
Niente che non sia stato vissuto
nulla che
in un modo o in un altro
non sia già accaduto.
Ogni vita è una spirale
che un Dio perfetto
ha donato per capire.
Munnu era , munnu è e munnu sarà
ed alla fine ogni cosa troverà il suo posto.

Lei, lui

Lei era lì, splendida ,carezzata da quel pigiama di seta che rendeva il suo corpo ancora più appetitoso.
La notte era veramente calda, qualche nuvola  si aggirava attorno alle centinaia di stelle che danzavano attorno alla luna.
Quella notte la luna era piena;ancora rossa, stava sorgendo all'occidente mentre il sole era andato via già da un paio d'ore; la notte stava arrivando e lei era lì, stesa sul letto .
Sapientemente, mentre lui si avvicinava, aveva fatto scivolare il pigiama mostrando una parte del suo seno; la pelle bianca come avorio lo chiamava irresistibilmente , come la luce di una lampada ad u.v. attira le mosche. Lei era lì, i suoi capelli neri ed i suoi occhi, quegli occhi che già la prima volta lo avevano ammaliato, ipnotizzato, quasi inebetito ; tanto che lui, timido per definizione , gli aveva detto che lei era fatta per il sesso .
Non se lo sarebbe mai aspettato ma , lei, dopo averlo guardato , gli aveva dato l'appuntamento, il suo primo vero appuntamento.
Adesso erano lì , LEI era lì; probabilmente lei se ne era già resa conto, lui era impacciato, forse era questo che l'ha attratta, forse era questa sua ...innocenza.
Lei era una vera mangiatrice di uomini, almeno a lui sembrava; il suo sguardo, il suo odore, come si muoveva ondeggiando sinuosa dentro quegli abiti leggeri che la cingevano facendo , anzi desiderando che fosse lui a cingerla.
Gli aveva chiesto il suo nome ma lei, in un gioco malizioso, le aveva detto che l'avrebbe saputo a tempo debito.
Adesso era lì, distesa sul letto; il suo pigiama era , definitivamente, sceso in terra, mostrando un corpo chiaro, perfetto; le areole rosa di un seno alto e pieno, dei fianchi appena più larghi, la bocca scarlatta e i suoi capelli neri che ne facevano risaltare i colori. Il sesso di lui era pronto, forse troppo pronto, si era chiesto se fosse riuscito a resistere, già, quando lei lo aveva guardato, aveva avuto una erezione, adesso non sapeva se sarebbe riuscito a trattenersi; questo non era poi molto importate, avrebbe pensato a qualcosa di triste o doloroso, forse questo avrebbe rallentato la sua estasi , anche se non ne era poi molto sicuro.
Lei guardò fuori dalla finestra;la luna saliva nel cielo,sempre più in alto, sembrava sorridere, lui avrebbe giurato che rideva.
Lei lo chiamò a sé
- Vieni!-
Fece un segno con due dita passandole successivamente, languidamente , sulle labbra; lui sapeva che non avrebbe resistito parecchio.
Si avvicinò a lei.
-Spogliati!-
Lei era così forte, così diretta.
- Stenditi sul letto- La sua voce era calda, calda e avvolgente, sembrava che prendesse il suo sesso e lo stringesse, provò a pensare a sua nonna.
Lei prese delle manette , le cinse ai polsi di lui e lo legò alla testiera del letto.
- Chiudi gli occhi!-
Lui li chiuse ma non riuscì a tenerli chiusi a lungo, lei era troppo bella, doveva guardarla.
Lei spense la luce; era rimasta in penombra; solo la luce della luna e delle stelle le carezzavano il corpo.
Si era alzata in piedi ed il so corpo era perfetto, sembrava scolpito nell'avorio, brillava, caldo alla luce soffusa che si era irradiata tutto intorno.
La luna era ormai alta nel cielo, una campana lontana cominciava a battere i rintocchi della mezzanotte.
-Don...-
Allora la vide, davanti i suoi occhi, lei cominciava a diventare altro, i suoi capelli divennero ispidi, la vide muoversi, nel buio, movimenti veloci, sincopati, il suo corpo, quel corpo perfetto , adesso sembrava deforme, il suo volto si allungava,la sua voce adesso era un urlo, un lungo, incessante ululato; lei si avvicinava, lentamente , inesorabile, sentiva il suo odore, era quasi lo stesso ma adesso aveva una nota più animalesca.
Gli si avvicinò ringhiando; un ringhio basso, feroce,
- Puoi chiamarmi  Luna-
La sua voce veniva da dentro ; cruda, rimbombava nelle orecchie di lui ferendolo.
 Il suo corpo ricoperto di peli, le sue mani, gli artigli. Ora sapeva che quella era la sua ultima notte.
Lei lo prese, in maniera selvaggia crudele,pose le sue zanne sul basso ventre , leccando piano il suo addome, pose la mano sul collo, segnandolo.
Come se fosse scattato un segnale, qualcosa che solo lei aveva sentito, si avventò sul di lui.
Un impulso ferino la pervase si accanì sul suo corpo martoriandolo con le sue fauci. La luna diventò rossa.
La signora consumò, avidamente , il suo pasto.

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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