lunedì 31 maggio 2010

Domani di nuovo- poesia intimista

Rincorro perle di infinito
Ma all'interno trovo solo fumo.
Acre l'odore mi fa lacrimare.
Sento il suono del sole che tramonta
e non sono sicuro che domani arrivi l'alba.
Ci muoviamo su percorsi senza discese
ed il senso è solo un altro giorno che passa.
Vergini solitarie ridono
ed un sospiro è soltanto aria che esce.
Non ho suoni da farti ascoltare
solo silenzi che sanno di sale.
Le briglie sono strette
ma il cavallo non ha voglia di uscire.
Stracci la donna porta al fiume
attende l'acqua per lavarli con cura,
ha già il sapone sotto braccio
e non ha paura di usarlo.
Remano quattro uomini sorridendo
aspettano sul fiume il cadavere
ma adesso non ho voglia di morire
e del resto non sono sicuro che attendano me.
I rimorsi sono aspetti di una vita precedente
restano i rimpianti
ma quelli saranno alla mia morte fumo.
Stelle senza luce che brillano come soli
soltanto per quei quattro gatti
che non hanno denaro.
Liscia trascorre la vita
senza sbavature e senza intoppi
tanto che non riesco a chiamarla vita.
Domani di nuovo alzarsi e camminare

venerdì 28 maggio 2010

Innocente-poesia sociale



Io ho sbagliato
ma qualcuno mi ha dato un comando.
Tu chi sei per giudicare
Io sono una diva
L'essere perfetto che non erra.
La sigaretta in bocca mi atteggio
angelo azzurro
mentre tu serva ti lamenti.

Io sono il dono che il mondo ti ha dato
Colei la quale tutto ti ha donato
io non ho colpa
non mi giudicare
eseguo solo l'ordine del mio signore.

Lo faccio con passione
senza scrupoli
del resto non son stata Io a fare il mondo

Tu sei la schiava ebrea
l'essere immondo
io sono Ariana
senza dubbio.

Ti osservo dal mio studio
pelle ed ossa
Tu hai due gambe
gli occhi ed una bocca.

Tu quasi mi somigli
maledetta
e di questo voglio aver la mia vendetta.
Me lo hanno detto tutti
scienziati e dotti
sei un essere inferiore
Sei una blatta.
Come puoi somigliarmi
sei una strega
che appari a tale guisa
a farmi pazza.

Scintille nei tuoi occhi mentre muori
si spengono soffocate dai dolori.

Li sento nella carne quei tuoi gridi
dilaniarmi le membra
sono vermi impudidriti.

La guerra è ormai finita
ed io sono stanca
ho fatto il mio dovere
Io
donna bianca
ho tolto dalla terra derelitte
misere donne schiave senza colpa
me lo hanno comandato ed Io ho ubbidito
Non ho io il torto
io sono un burattino
un essere che non ha più sogni da sognare
che la notte urla senza poter gridare.

Ne sento migliaia
dentro le mie carni
si nutrono
crudeli
dei miei anni.

Io sto morendo
forse adesso io avro pace
il mondo si è fermato
tutto tace.

Io non ho colpa
IO SONO LA COLPA
IO HO UCCISO
IO HO
CON FURIA DILANIATO
IO SONO PERSA
IO SONO SENZA DENTI
IO SONO MORTA
IO SONO PERDONATA
MI RIFIUTO
VOGLIO ESSERE UCCISA
VOGLIO PATIRE IL GELO
VOGLIO LA FAME
VOGLIO LA CARNE CHE BRUCIA
VOGLIO LE ZANZARE
VOGLIO MORIRE MILLE E MILLE VOLTE
IO ADESSO SONO SVEGLIA
IO H O L A C O L P A

Perdonami Universo
io non riesco

giovedì 13 maggio 2010

Soli Nulla Vacillo-poesia spirituale

Soli in questa parte dell'universo danziamo
SOLI
Mille spazi riempiono il vuoto di
NULLA
Al suono dell'universo la mente
VACILLA

Soli nel Nulla Vacilliamo.


Sono altre le certezze
sono il riflesso di uomini sicuri
esseri che hanno smarrito il senso del sogno.

Ma io Solo resto
affascinato dalle solitudini che il mio Nulla colmano
ed io Vacillo in stati di quiete e follia.

Conosco il segreto della felicità
sta in una piccola mano,in una voce, in un sorriso
segreti che avvolgono l'anima riempiendola di doni.

Conosco il buio dell'indifferenza
è nel rosso della notte, nelle farfalle nella pancia, nella disperazione senza futuro
Oscurità che offuscano lo spirito fino a farlo marcire.

Nella mia solitudine mi immergo
perché io sono individuo slegato da questo tempo e stato
attorno altre solitudini
ripeto
esseri unici nel mondo della carne e del sangue
Il cui spirito è al mio affine

martedì 11 maggio 2010

Amor Carnale-poesia erotica

Arriva il fuoco e la luna si offusca
ritto sul trono di peli e carne
il sangue scorre colmando caverne.
Ti siedi lenta col sorriso sapiente
danzi ansimando
smorzi calda la fiamma.
Il fiato mio è rotto da tue folli malizie
il mio sentire è ritmato dal potere che hai preso.

Sono un fantoccio dentro te io sperduto
come un bambino dentro un bosco smarrito
vedo la luce e nel buio poi ripiombo
mi doni e ti prendi la speranza e il piacere.

Non so come arrestarmi
Tu sei saggia e ti fermi
gemo e soffro il godere
voglio adesso finire
tu mia guru ti blocchi
vuoi che piano ti tocchi.

Torna il sole ed il fuoco
io ti ascolto soffrendo
tu crudele e sirena
dentro il corpo mi attendi.

Ti alzi e scendi ritmando
segui un suono che incalza
lenta l'onda si alza per cadere poi in spiaggia
e la musica cambia
sembra un canto selvaggio.

Non trattengo più il tempo
tu hai cessato l'ascolto
sei tu l'orca assassina
che mi spinge nel fondo,
Sei tu il vento che soffia
sei tu il lampo che sfreccia
sei affamata sei belva
del mio sangue ti nutri
Gli occhi tuoi sono lava
mentre dentro te urlo
il tuo fremere è eterno
nel tuo corpo mio tempio.

Il mio grido è cessato
il tuo urlo venuto
mentre fiera assetata
coi tuoi artigli mi infiammi.

Ora il tempo riscorre
mentre il volto tuo dolce
sul mio petto si pone
per trovare riposo

martedì 4 maggio 2010

L'ingegnere-poesia sociale

Trema L'ingegnere
ricerca la perfezione
la corretta strada al divenire.
Alla fine dei giochi
ha speso la vita senza esistere.
In mano solo un pugno di mosche

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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