lunedì 28 giugno 2010

Follia-poesia sociale

Danza sulla lama di un rasoio.
Sul filo della mia mente
facendo piroette attorno al cuore.
Ca... che poesia banale
tutto è già sentito.
La sento esplodere
Mi entra dentro
la follia
mi fa sentire bene
FORTE
LIBERO
senza schegge
che possano legarmi alla terra.


Voglio rompere la tua faccia
perché mi sta sulle scatole
leccare il tuo sangue
che sul mio volto è finito.

Lo voglio
solo
assaggiare
cosa credi;
sentirne il sapore
l'odore pungente.

Sbatterti di nuovo la testa per terra,
fino a vedere il tuo cervello uscire.
Voglio ucciderti
per il gusto di vedere i tuoi occhi perdere la vita.

Nessun controllo
nessun rimorso
non un animale che lo fa per fame
solo bestia ferale e piena di passione
di RABBIA ANCESTRALE.

Fuoco senza controllo
voglio bruciare il mio corpo
sentire la pelle che si consuma nel fuoco
l'aroma acre che mi riempie le narici.
VOGLIO 
il dolore
si
il dolore che soffoca la mente
fino a perdere ogni connessione.

Nuotare dentro il mare
fino a che l'acqua non mi avvolga
Stanco
provare ad alzare la testa
accorgermi che stavo annegando in uno sputo.
Incazzato togliermi il costume
e pisciare sulla riva
mentre tutti attorno guardano
schifati.
Ridere senza senso o ragione
URLARE URLARE URLARE
al mondo
senza voce o parole
lo schifo che opprime
la miseria che attorno ci comprime.



Lo scorpione che gira e cerca di colpire
anche lui è affamato
solo che è più bastardo
se ne fotte del controllo;
gli basta alzare il culo
ed ammazzare
senza ritegno.
Anche lui ha gusto nel vederti soffrire.
Gli piace banchettare
selvaggio mentre ancora vivo osservi
senza movimento alcuno
smembrarti poco a poco il corpo
pezzo per pezzo
senza fretta.
Allo scorpione piace osservare.

Ma torniamo all'argomento principale
al nocciolo della questione
all'intimo nucleo della faccenda.

CHE CAZZO HAI DA GUARDARE!!!!!!

martedì 22 giugno 2010

Il puzzle, poesia spirituale

L'incanto di un sogno
illumina la luce di domani
sudditi della terra di mezzo
camminano su nuvole di aria.
Nessun cuore offuscato
nessuno sguardo che non sia luminoso
ed il sentiero scorre.

Il mondo procede
nuove anime crescono nel fuoco
si brucia il domani
nella stia del padrone dei polli
che come operai tiene delle faine.
Il suo mestiere non ha onore
ma il conto pagato è salato.

Non importa che il sale non abbia sapore
il colore è bianco
la consistenza è corposa

anche se non nutre nemmeno i Porci.
La scala si è spezzata
sotto il peso di obesi vecchi dalle forbici affilate.

Le carte in terra sanno ancora di zolfo
ed il palco è approntato
i microfoni luccicano nel silenzio
e lo spettacolo deve andare in onda.

Verrà trasmesso su tutta le frequenze
ed ognuno avrà una televisione
neanche i poveri potranno sfuggire
ognuno è conteso
ed è protagonista.
Una donna dai lunghi capelli
annuncia lo show
ed il pubblico delira.
Qualcuno sta per essere ammazzato
e sbavando si attende.

LA MORTE È SOLO UN GIOCO
VENGHINO SIORI E SIORI
IL TRUCCO NON C'È E NON SI VEDE

Che ci interessa quelli fanno parte di una diversa rete

Poi , cazzo guardi il sangue
ti accorgi che è rosso
cadono lacrime e sanno di sale
ma il sale fa male
è meglio che sia senza sapore
del resto a me non è toccato.

Il puzzle non è infinito
ed il mondo non è eterno
ognuno è una tessera
ma passo a passo
il puzzle si perde.

lunedì 21 giugno 2010

Che bella la poesia di Martha Mereidos.

Lentamente muore



Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.



Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco

e i puntini sulle “i”

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle

che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno

di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo,

chi e’ infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza

per l’incertezza per inseguire un sogno,

chi non si permette

almeno una volta nella vita

di fuggire ai consigli sensati.



Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente

chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o

della pioggia incessante.



Lentamente muore

chi abbandona un progetto

prima di iniziarlo,

chi non fa domande

sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde

quando gli chiedono

qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo

di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà

al raggiungimento

di una splendida felicita’.

domenica 20 giugno 2010

Visioni-poesia intimista

Vola il vento
sulle ali di cavalli di fuoco.
Cade dalle stelle polvere
che si posa sulle spalle di uomini smarriti.
Evolvono spiriti ribelli
ed i segni si alternano.
Anime di carne imputridiscono l'aria
i loro lamenti si alzano su ali di sabbia.
Dei senza discepoli
accalorano le folle
ed il buio non è quello che sembra.
Risa di meretrici miscredenti
rallegrano mosche sulla merda.
Nel campo senza fine
risuonano cupi richiami
solo chi ha orecchie per intendere ascolta.
Rasenta l'imbarazzo l'indifferenza
ma ogni volto ha i propri occhi.
La luce non ha bisogno di occhiali da sole
né la pioggia di ombrelli.

Poetessa cilena Gabriela Mistral

PARADISO
Distesa lamina d’oro
e nell’adagiarsi dorato
due corpi come gomitoli d’oro;
un corpo glorioso che
ascolta e un corpo
glorioso che parla nel
prato in cui nulla parla;
un respiro che va al respiro e
un volto che trema d’esso, in un prato in cui nulla trema.
Ricordarsi del triste tempo in
cui entrambi avevano
Tempo e da esso vivevano
afflitti,
nell’ora del chiodo d’oro
in cui il Tempo restò alla
soglia
come i cani vagabondi…
tratto da: “Poeti ispano-americani del ‘900″, vol 1
a cura di Francesco Montalto

giovedì 17 giugno 2010

La voglia- poesia erotica

Si allargano le tue labbra
lentamente si arrossano.

Io divento forza
dentro Te la mia voglia si fa potere.

Divento il fuoco che incendia
Mi faccio uragano che dilania
Burrasca che falcidia .

Nel tuo ansimare entro
come un ladro
senza essere invitato
e di te ogni cosa mi prendo
tutto ciò che IO voglio.

Ed allora ti arrendi
e diventi mare in cui mi perdo
neve che mi avvolge e sotto la quale ho calore.

Ti fai pensiero e sogno
dal quale mi sveglio
con le tue unghia che lacerano il mio corpo.

Con il tuo sguardo che cerca il mio piacere.
quello che Tu hai scelto di concedermi.

Con le tue gambe che,
serpenti senza pena
mi avvolgono per afferrare il mio fiato.

Con la tua bocca
ed i suoi denti
che attendono solo di assaggiare la mia carne.

Con il tuo seno
che ordina al mio sangue di pulsare.

Con il tuo sesso che
senza ritegno
attende il mio per asciugarne il respiro.

Con la tua voglia che mi ha rubato l'anima



Libro POESIE 122 pagine



di Alfio Armando Licciardello

mercoledì 16 giugno 2010

La miniera-poesia intimista

Non è semplice trovare l'oro
nascosti negli anfratti
osserviamo avidi
presto i nostri occhi si adeguano all'oscuro.
Nel buio riflessi  bagliori 
l'oro è vicino.

Essere felice
è un lavoro senza soste
la mente
sazia di sogni uccisi
non  lo permette
si nutre di paure e sensi di colpa.
Le lacrime annegano  speranze
mentre nuovi sogni si affacciano alla vita
impavidi
osando affrontare il cammino che le tue emozioni hanno scelto.
Si affannano alla fine del tunnel
aspettano
frementi 
di essere chiamati.
Lanciano timidi lampi per annunciare il loro arrivo.
Ma non riesci ad addentrarti alla fine del tuo buco

lunedì 14 giugno 2010

Dentro- poesia intimista

Inerti siamo seduti sullo scoglio in attesa
guardiamo il mare e le sue onde danzanti
Si avvicinano a noi in silenzio
quasi ci pensassero inermi
come bambini dispettosi
ci riempiono di schizzi
mentre in alto il sole sorride.

Noi affanniamo i nostri pensieri
cercando di guardare in profondità
ma vediamo soltanto la superficie
il resto è solamente un riflesso.

Né poesia nè prosa
questo è mio e mio soltanto
io sono il solo padrone
io il testimone affranto.

Io decido
io sono il re ed il tiranno.
Mi tuffo nel mare
alla ricerca degli squali
ma quelli mi strappano la carne.

Ritorna la pace
e le onde calme scendono e si alzano.
Tanto vale guardare la superficie
dentro il mare ... potresti morire

venerdì 11 giugno 2010

La ricerca- poesia intimista

L'hai visto non riesco a trovarlo
L'ho perso nessuno lo ha veduto?
I suoi capelli bianchi e gli occhi
quegli occhi che confusi viaggiano nella loro notte.
Mi chiede a me
a me che sono ignorante se sono riusciti a trovarlo.
Io credo che parli del cuore della gente.
Non sono stato io a rubarlo
è da tempo che non riesco a vederlo.
Forse è ben nascosto sotto ad un sasso
dentro la terra in una fossa scavata da un pazzo.
Per fare in modo che nessuno riesca a vederlo
ma li dentro sarà cibo per vermi.

Forse è conservato in una teca

al riparo della pioggia che
qualche volta
dal cielo del volto senza vergogna
casca.
Al riparo dal rombo del tuono
e dai fulmini della tempesta.
Ma all'interno del vetro l'ossigeno manca
ed il cuore poco a poco crepa
Forse è in bella vista
cosi che più nessuno
lo riconosca.
Forse è in mano ad una vecchia senza denti
che lo ha buttato ai cani.
Forse è in mano ad una bimba
che lo ha avvolto nella sua coperta per tenerlo al caldo
nell'attesa che il mondo abbia occhi nuovi

mercoledì 9 giugno 2010

La mia vita- poesia intimista

Io sono qui
sul ciglio del tempo
i miei giorni vagano senza meta
ed il mio spirito
il mio spirito incorruttibile
ha seguito le orme di una puttana
sul lago delle illusioni.
Ho giocato a carte con la morte
ed ho vinto una non vita.
La tristezza di un punto oltre
che non sarò mai in grado di raggiungere.
Cammino in silenzio
lanciando per aria le monete
mentre ai miei piedi i sassi feriscono la carne
non me ne curo
del resto l'acqua fresca del lago
cura le ferite.
Nel cielo vola un gabbiano
sorretto da un vento colore dell'oro
lancia in alto le sue strida
senza accorgersi che il mio mondo
è una sfera senza uscita.
Mi immergo nel lago
ma disperato resto asciutto
la fata che ho perduto
è tornata ad essere una mignotta
che si dà a chiunque abbia
la faccia tosta di chiederla per sé.
Io sono un antico nobile signore
la mia spina dorsale è fatta di aria e di vento
e non ho denaro per comprarla.
Attendo in silenzio
che il flusso si accorga della mia presenza
ma la mia natura è ribelle
e la partita giocata sta pagando la sua posta.
Il mio destino è segnato dalla catena che ho forgiato
lungo i giorni della mia esistenza.
Ma davvero esisto?

domenica 6 giugno 2010

Il puma- poesia riflessiva


Ringhia il puma
mostra i denti alla fame.
La preda sente il suo odore
fremono le gambe mentre beve.
Attende la belva
ed il silenzio pervade la foresta;
nessun suono attorno
ogni foglia cessa di crescere
ogni cucciolo è in attesa.
Si sente leggero il ringhio
e il gorgogliare di chi è sacrificato.
Si ascoltano i tendini pronti a scattare
l'adrenalina che scorre veloce
le orecchie che lentamente si muovono
Il rumore di occhi che scrutano attorno .
La pausa è finita
di colpo il rumore della terra che vibra
il vento frustato
il rosso che ha macchiato una nuvola in alto.
La vita continua il suo corso.

venerdì 4 giugno 2010

Libro miele e lava

L'arte non deve essere a proprio uso e consumo ma qualcosa da far girare e condividere


di Alfio Armando Licciardello
Libro POESIE 122 pagine
Copertina Morbida - Formato 15x23 - bianco e nero

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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