domenica 29 agosto 2010

Nel mondo della verità

Ogni cosa è certa
e l'amore guida il sentiero
nessun dolore
la felicità è a casa
il buio è solo una fase del giorno.
Ritorna nelle vene il sangue
e con il sangue il calore.
Sorrisi che non hanno dentro il gelo
carezze senza mani dietro la schiena.

Ogni cosa chiara
il nero è nero
ed il bianco è solo bianco
nessuna frase è solo aria che esce.

Nel mondo della verità
ogni cosa è quella che è
ma non ci sono sorprese.

venerdì 27 agosto 2010

Il colore ed il grigio

Il colore dice al grigio
"Io sono la via per la felicità.
Tu sei banale
limitato,usuale.
Non lo capisci che non hai senso?
Tu sei finito,
sei, semplicemente, antiquato;
praticamente una scoria del passato".
Così, senza nessuna voglia di volare
il grigio se ne andò,
lacrime agli occhi
giurò di non ritornare.
Da quel giorno i colori invasero la terra
il rosso , il giallo, il verde
nessuno stava più nella pelle.
Passano i mesi
e il mondo si stanca
Non ne può più di vedere colori.
HA bisogno di rallentare la marcia
di chiedere al pianto di arrivare
per poter godere del sorriso.
Un vecchio con una rossa barba
andò nella grotta dove era fermo il grigio
"Vieni ti prego il mondo ti sta aspettando."
Ma il grigio non si voltò neppure
non aveva bisogno di premure.
Ti prego vieni
volgiamo la tua presenza
ma, singhiozzando, il grigio
di me potete fare senza.
Nel dire questo si voltò a guardare
e appena vide il vecchio sbottò senza pensare
per la caverna il riso del grigio che era triste.
Ti hanno ridotto male
mio caro amico ,
la tua barba è della decenza un diniego.
Allora si alzò, carezzò l'anziano
a cui la barba tornò di nuovo argento.
Usci dalla sua grotta e vide,tutto attorno
piangere i colori chiedendo il suo perdono.
Su su , cari ragazzi andiamo
il mondo sta aspettando il nostro dono.

giovedì 26 agosto 2010

Munnu era , munnu è e munnu sarà(mondo era , mondo è, mondo sarà)

Ogni momento trascorre
tra le serpi dell'esistenza.
È il percorso che si sceglie la strada
il sentiero è un cerchio .
" Ai miei tempi i giovani...
Oggi invece"
Munnu era , munnu è e munnu sarà
Niente che non sia stato vissuto
nulla che
in un modo o in un altro
non sia già accaduto.
Ogni vita è una spirale
che un Dio perfetto
ha donato per capire.
Munnu era , munnu è e munnu sarà
ed alla fine ogni cosa troverà il suo posto.

Lei, lui

Lei era lì, splendida ,carezzata da quel pigiama di seta che rendeva il suo corpo ancora più appetitoso.
La notte era veramente calda, qualche nuvola  si aggirava attorno alle centinaia di stelle che danzavano attorno alla luna.
Quella notte la luna era piena;ancora rossa, stava sorgendo all'occidente mentre il sole era andato via già da un paio d'ore; la notte stava arrivando e lei era lì, stesa sul letto .
Sapientemente, mentre lui si avvicinava, aveva fatto scivolare il pigiama mostrando una parte del suo seno; la pelle bianca come avorio lo chiamava irresistibilmente , come la luce di una lampada ad u.v. attira le mosche. Lei era lì, i suoi capelli neri ed i suoi occhi, quegli occhi che già la prima volta lo avevano ammaliato, ipnotizzato, quasi inebetito ; tanto che lui, timido per definizione , gli aveva detto che lei era fatta per il sesso .
Non se lo sarebbe mai aspettato ma , lei, dopo averlo guardato , gli aveva dato l'appuntamento, il suo primo vero appuntamento.
Adesso erano lì , LEI era lì; probabilmente lei se ne era già resa conto, lui era impacciato, forse era questo che l'ha attratta, forse era questa sua ...innocenza.
Lei era una vera mangiatrice di uomini, almeno a lui sembrava; il suo sguardo, il suo odore, come si muoveva ondeggiando sinuosa dentro quegli abiti leggeri che la cingevano facendo , anzi desiderando che fosse lui a cingerla.
Gli aveva chiesto il suo nome ma lei, in un gioco malizioso, le aveva detto che l'avrebbe saputo a tempo debito.
Adesso era lì, distesa sul letto; il suo pigiama era , definitivamente, sceso in terra, mostrando un corpo chiaro, perfetto; le areole rosa di un seno alto e pieno, dei fianchi appena più larghi, la bocca scarlatta e i suoi capelli neri che ne facevano risaltare i colori. Il sesso di lui era pronto, forse troppo pronto, si era chiesto se fosse riuscito a resistere, già, quando lei lo aveva guardato, aveva avuto una erezione, adesso non sapeva se sarebbe riuscito a trattenersi; questo non era poi molto importate, avrebbe pensato a qualcosa di triste o doloroso, forse questo avrebbe rallentato la sua estasi , anche se non ne era poi molto sicuro.
Lei guardò fuori dalla finestra;la luna saliva nel cielo,sempre più in alto, sembrava sorridere, lui avrebbe giurato che rideva.
Lei lo chiamò a sé
- Vieni!-
Fece un segno con due dita passandole successivamente, languidamente , sulle labbra; lui sapeva che non avrebbe resistito parecchio.
Si avvicinò a lei.
-Spogliati!-
Lei era così forte, così diretta.
- Stenditi sul letto- La sua voce era calda, calda e avvolgente, sembrava che prendesse il suo sesso e lo stringesse, provò a pensare a sua nonna.
Lei prese delle manette , le cinse ai polsi di lui e lo legò alla testiera del letto.
- Chiudi gli occhi!-
Lui li chiuse ma non riuscì a tenerli chiusi a lungo, lei era troppo bella, doveva guardarla.
Lei spense la luce; era rimasta in penombra; solo la luce della luna e delle stelle le carezzavano il corpo.
Si era alzata in piedi ed il so corpo era perfetto, sembrava scolpito nell'avorio, brillava, caldo alla luce soffusa che si era irradiata tutto intorno.
La luna era ormai alta nel cielo, una campana lontana cominciava a battere i rintocchi della mezzanotte.
-Don...-
Allora la vide, davanti i suoi occhi, lei cominciava a diventare altro, i suoi capelli divennero ispidi, la vide muoversi, nel buio, movimenti veloci, sincopati, il suo corpo, quel corpo perfetto , adesso sembrava deforme, il suo volto si allungava,la sua voce adesso era un urlo, un lungo, incessante ululato; lei si avvicinava, lentamente , inesorabile, sentiva il suo odore, era quasi lo stesso ma adesso aveva una nota più animalesca.
Gli si avvicinò ringhiando; un ringhio basso, feroce,
- Puoi chiamarmi  Luna-
La sua voce veniva da dentro ; cruda, rimbombava nelle orecchie di lui ferendolo.
 Il suo corpo ricoperto di peli, le sue mani, gli artigli. Ora sapeva che quella era la sua ultima notte.
Lei lo prese, in maniera selvaggia crudele,pose le sue zanne sul basso ventre , leccando piano il suo addome, pose la mano sul collo, segnandolo.
Come se fosse scattato un segnale, qualcosa che solo lei aveva sentito, si avventò sul di lui.
Un impulso ferino la pervase si accanì sul suo corpo martoriandolo con le sue fauci. La luna diventò rossa.
La signora consumò, avidamente , il suo pasto.

martedì 24 agosto 2010

Odore di concime-poesia sociale

rottinculo siedono alle mense
ridono dai loro denti pieni di carne marcita
che un dentista ha ripulito con cura.
La tavola è apparecchiata
ed il pranzo è gustoso
sotto, enormi membri,
anelano piedi sapienti.
C'è chi si fa avanti
alla ricerca del successo
nella sua testa calva
capelli di un morto.
Nessuno ride di sdegno;
ognuno applaude
mentre sotto la giacca ha un coltello.
La saliva lastrica la strada
ed il percorso è segnato:
l'ascesa,
la fune tagliente
la rovinosa caduta.
Il burattinaio ha scelto la trama
ogni cosa accade come è stato deciso,
ogni passo falso è soltanto oro per fessi
tutto scelto
è inutile leggere
ogni cosa è scritta nel giornale di partito
basta vedere i numeri futuri.
Liste su liste
dove uomini giusti si diluiscono nel fango.
Compromessi
vince chi è più scaltro.
" Se voi non mi votate
dovrò chiedere a qualcuno"
l'anima è al mercato
ed il diavolo ha imparato a fare i coperchi.
Chi ha la rogna
è il più pulito
almeno si vede se si gratta.
Il vento soffia
ma all'incirca l'aria fa sempre odore di concime.

Gabbiani

Soffici nuvole
passano veloci sopra teste senza più capelli
si affacciano su laghi incantati
su depositi di immondizia
dove gabbiani smarriti
si nutrono di merda.

Guardano senza occhi per vedere
I maestosi sciocchi uccelli
che si immaginano principi di regni fatati
lanciando al vento la loro letizia
non si riconoscono come angeli caduti
nuotano su fiumi di acqua lorda
pisciandoci sopra.

io

Male malvagia merda di cane
non avrai la mia mente non avrai il mio cuore
questo è quello che sono
non mi interessa
io sono questo codesto
sono cinico disonesto
buono o cattivo chi se ne fotte
io sono fatto di carne  e di sangue
sono spirito e aria
terra e vento

domenica 22 agosto 2010

Ladro del futile

Ladro del futile
lascia la tua carne
cosi che se ne possa fare brandelli.
Non sputare sul selciato le tue sentenze
tanto scivolano via come olio.
Rinnega il tuo credo
il tuo dio è invecchiato.
Gioca nella ruota del futuro
il tuo denaro è pronto.
Attendi con fede il domani
l'oggi è irrilevante.
Morirai nell'attesa
ed il tuo corpo sarà donato ai vermi.
Ladro del futile
lascia i sogni
non hanno alcuna colpa
e tu non ne hai le chiavi

Diario dal futuro

Anno 2024, 22 Agosto .
Oggi sono venuti i controllori dell'azienda di protesi bioniche per controllare che tutte le apparecchiature funzionassero come si deve. L'aspettativa di vita oggi è, per i popoli più evoluti, vicina a diverse centinaia di anni, basta avere abbastanza soldi per pagare i vitalizi per l'acquisto degli organi bionici.Siamo diventati, praticamente , degli schiavi.
Oggi ho voglia di dormire e sognare.Il sogno rasenta il nulla, mera polvere di reale che si sgancia dal nostro vivere comune per divenire. Il suo divenire, molto spesso, resta fumo che la luce del mattino disperde come nebbia.
Qualche volta restano impronte del sogno, segni che scavano l'anima e si fissano, indelebili, nell'essere più profondo. Non sempre ci rendiamo conto della loro presenza ma, in determinate occasioni, ne sentiamo il profumo.
I sogni sono quello che rimane del nostro contatto con il mondo della fantasia; c'è un film che a me è piaciuto molto e che parla di un libro magico che conduceva al mondo di Fantàsia dove il grigio stava uccidendo ogni cosa; l'eroe della storia era un ragazzo che doveva salvare quel mondo con la sua fantasia e così avvenne. Oggi, credo che Fantàsia stia di nuovo morendo o meglio, si sono creati due mondi, uno basato sul reale e sul danaro ed il potere che ne deriva ed uno fantastico al quale molti aspirano.
In realtà questo mondo fantastico è visto come un'utopia e quindi si crede che , credere nel "non-reale" sia roba da pazzi. Restano i sogni, sbuffi di irrealtà in un mondo governato da padroni pieni di boria e soldi.
Il mondo sta, gradualmente , morendo ; ogni cosa si fa per interesse economico. L'aumento della temperatura del pianeta ha creato un incremento delle energie a livello terrestre con aumento di uragani, pioggie torrenziali, terremoti; tutti lo sanno ma "la situazione economica contingente" non permette di cambiare le fonti di energia,si perderebbero troppi soldi. I magnati del petrolio e tutti coloro che girano attorno ad esso sono i governanti di questo pianeta e noi siamo delle pedine senza storia. Basterebbe aumentare le risorse energetiche altre: le biomasse, il solare, l'eolico, il geotermico, l'idrico. E' vero, al momento queste risorse hanno costi più elevati dal punto di vista economico ma  si innescherebbe un circolo vizioso che porterebbe ad abbassare i costi , economici e soprattutto ecologici , in pochi decenni; ma chi ha interesse ad investire sul sole, cavolo è dappertutto, il vento, non posso rivendere aria o acqua. Sta di fatto che il mondo sta andando velocemente al collasso energetico; restano i sogni.
Non è semplice cambiare le regole, del resto fin quando si mangia e la propria squadra gioca nel campionato tutto è a posto.
La televisione parla di alluvioni, di uragani, di migliaia di morti, delle zone povere del pianeta che, continuamente, vengono flagellate da fenomeni atmosferici abnormi ; tanto domani quelli si rialzano e poi, almeno non è toccato a me, del resto , oggi il pianeta sta andando verso la sovrappopolazione e le risorse potrebbero non essere sufficienti per tutti.
Cazzo che cinismo, e poi sogna, dormi, del resto come si fa a cambiare qualcosa, siamo pedine che calano le corna ogni qualvolta qualcuno dice che va bene.
Una goccia non fa rumore e neanche mille; evaporano al fuoco del danaro. C'è una barzelletta che dice :
Ad un pranzo ci sono due amici ed una tavolata piena di gente molto snob. Uno dei due amici ha , al suo fianco una donna bellissima; si rivolge a lei e le chiede: -Signora, starebbe con me per cento euro?
- Come si permette, Lei è pazzo
- Per mille euro
- Stia zitto bifolco
- Per cinquemila euro
- shh
- Per diecimila euro
-Guardi, stasera sono occupata , potremmo fare domani.
A questo punto , si rivolge all'amico e gli dice:
- Le buttane ci sono, sono i soldi che mancano
Ognuno ha un prezzo e c'è chi non ha nemmeno quello, si limita ad osservare ed a sopravvivere; del resto, non può fare altro che questo, qualche poesia qua e là, una nota di disgusto, un articolo che sarà presto letto e presto dimenticato e domani si tornerà a sopravvivere, perché la lotta in questo mondo è dura, soprattutto se ti assumi delle responsabilità.
Loro lo sanno , lo so io che sono un idiota.
Ogni cosa ha un prezzo ed il mio è la sopravvivenza. Vivere qualche volta, per chi non ha una particolare forza, è una dolcissima utopia.
I sogni, qualche racconto ed il mio mondo irreale  dove ogni cosa è perfettibile ma sono io a decidere, sono il padrone ed il signore assoluto, almeno fino a quando qualche strapagato scienziato non riuscirà ad entrare dentro le nostre menti per appropriarsi dei nostri sogni.

lunedì 9 agosto 2010

ACCADE- poesia metafisica

Il tempo futuro deve morire
dalla mente deve scomparire. 

Voglio che se ne vada
che non appesantisca il cuore.

Sarà dura
ma devo commettere questo assassinio
nel nome della vita
devo uccidere il tempo che scorre.
Lo guarderò negli occhi
mentre implorerà il perdono
mi farà vedere sogni nel futuro
indicherà strade nella nebbia che portano all'oro.
Mi farà vedere il volto sereno delle mie bambine.
Io non avrò pietà ;
lo sfiancherò lentamente;
sarò come un cacciatore con la sua preda
crudele al punto giusto da farlo soffrire.
Lui è colpevole
il mio omicidio è
LEGITTIMA DIFESA
Vostro onore.
Mi ha preso in giro per anni
ha distrutto tutta la mia giovinezza
proiettato la mia vita nel futuro.

È lui che ha ucciso senza pietà.
Mi ha illuso con le visioni del futuro
lasciandomi orfano del momento presente
dell'unica cosa che valga la pena vivere.

Così ho perduto i miei anni nell'attesa
nella frenesia di quello che sarà
perdendo quello che È.

Ho scelto
lo ucciderò con calma,
ho tanto tempo del resto,
godendo ogni momento
uno per volta.
Ho scelto di vivere il tempo presente.

Quello che accadrà
ACCADE.

domenica 1 agosto 2010

Dedicata ai redattori del sito scrivere.info-Semplicemente giocando

Carme non da panem
semper dicit homine.
Nel mondo esclusivo della somma poesia
in cui l'amplesso è insito nel carme
scrivere a verso libero è eresia.
Pascoli risorto dalle salme
riscrive le sue odi con sapienza
Leopardi steso lieve tra le palme
si esprime in questo sito con coerenza.
Ma quali giochi quali divertimenti
qui ed ora bisogna essere saccenti.
Frasi slegate
ORRORE
Ritmo nel suono
CHE DICI; QUESTO È UN DISONORE
DEL RESTO IL RITMO È TUO E NON LO SENTO
Lo so, lo so, lo giuro, me ne pento
Mai più senza le rime
sarò un portento.
Prose poetiche? Poesie prosastiche?
Bruciatele nel rogo sono orgiastiche!
Che rottura scrivere in rima
mi sento in una gabbia
mi cade la stima.
Caspita ancora
forse sono malato
oppure lo stile mio ho smarrito.
Forse sto semplicemente giocando
col mio piccolo sassolino nella scarpa.

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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