venerdì 29 aprile 2011

Il Pazzo

Grigio senza colore
URLOOOOO
sono stanco di girare attorno all'esistenza
"giro giro tondo,gira il mondo gira la terra..."
CADOO
Cavolo mi sono fatto male
ho sbattuto i denti sull'asfalto
"N I E N T E  A F F A T T O"
Urla il curioso gatto
miagolando con cura mentre il suo culo dimena.
La coda l'ha mangiata il cane
che strano rumore di sabbia
tutti rintanati nelle loro tane.
Salta il coniglio mentre morde la carota
 STUPIDO BEOTA
urla adirata la talpa
non vedi che la verde carota con la plastica è fatta?
Io intanto coi denti per terra
giudico il mondo senza pensare che è in guerra
Guardo la luna che mi sorride sorniona
mentre dalle labbra sporche di fango una musica si intona.
È la nenia dei matti
che più o meno fa così
ç°@###@ç°°°òà
del resto che cappero pretendete
i pazzi sono così.
La storia è già finita
Il tragico , reale folle è
senza dubbio pertinente
 chi ha scritto indebitamente
questo strano coso che è mostrato qui

lunedì 25 aprile 2011

La notte di perla

La luce, quel giorno, era strana, sembrava che un lampo avesse illuminato il cielo e si fosse dimenticato di andare via; erano da poco passate le sette di sera e ad Aprile di solito avrebbe dovuto già essere buio.Quel giorno sembrava essere un giorno speciale, il primo dei giorni a venire e qualcosa di particolare doveva accadere , lo sentivo,lo sentivo dentro. 
Lui era lì inerme ,come ogni giorno da parecchio tempo ormai; disteso sul suo letto in quell'ospedale che oramai era diventato la sua casa. I suoi amici erano , ormai da parecchio tempo, i medici e le infermiere che si prendevano cura di Lui.
C'era anche Lei veniva ogni giorno, doveva essere un'infermiera, Andrea non la vedeva mai bene, quella condizione era tale per cui molte delle cose attorno apparivano  offuscate e mai nettamente distinte, Lei non sembrava essere giovane il suo volto aveva qualcosa di particolare che non riusciva a scorgere e definire, la sua voce era...era così dolce e avvolgente, un suono caldo e penetrante che lui ascoltava ogni giorno...almeno per quanto ricordasse.
Lei arrivava di sera, si sedeva accanto al suo letto e cominciava a raccontare la storia della sua giornata, ogni sera lei era lì, Andrea non capiva molto di quello che diceva, non aveva imparato ad ascoltare con attenzione , quello che gli importava e che lo rendeva felice era il suono magico e indefinibile ,la melodia della sua voce; poteva quasi vederla espandersi nell'aria ,il suono aveva un corpo che,  meravigliosamente lo avvolgeva a sé.
 Andrea, aveva imparato ad attenderla, non gli importava nulla della sua età o del suo aspetto fisico, aveva imparato a riconoscere la sua voce, le sue storie che di giorno in giorno aveva imparato ad ascoltare, a condividere anche in quei pochi spezzoni di frasi che riusciva ad afferrare, era lì in attesa anche quella sera, quella sera in cui il cielo era una vetrina vestita a festa; non poteva fare altro che aspettarla. Non sapeva da quanto tempo era in coma su quel letto ; lui riusciva a vedere sé con tutti quei tubi che lo ancoravano alla vita , quella maledetta vita che qualcuno aveva scelto per lui. Ogni giorno sempre uguale , il suo spirito non riusciva a staccarsi da quel corpo inerme. Quell'ospedale era diventato tutta la sua vita. Ogni tanto riusciva a staccarsi dal suo corpo per brevi passeggiate, aveva visto morire tanti , uomini,donne,bambini; assisteva al loro dolore alle loro sofferenze. Vedeva la luce attorno al loro corpo divenire piano piano sempre più chiara; dall'oscurità della sofferenza   virare nettamente alla luce viola della conoscenza (sapeva che era così), un viola che , quando era in vita, non aveva mai osservato. Quello che era più affascinante era la luce che veniva dai bambini, una luce di tale intensità che per una frazione di secondo illuminava tutto attorno  era lì che lui riusciva a distinguere nettamente tutto quello che era attorno; non riusciva a capire come nessuno , tranne lui riuscisse a vedere quella luce; forse , pensava, in questa condizione esistono dei sensi che i vivi non hanno. Lui si definiva un non vivo, un non autonomamente respirante, un semi morto,qualcosa che non era o non era ancora.
Ogni tanto aveva scorto delle ali, che sorreggevano le luci che venivano fuori dai morti; aveva pensato potesse trattarsi di un angelo, uno di quelli che aveva visto qualche volta nei quadri.
Lui non era mai stato un credente; pensava che il mondo finiva nel momento in cui si muore, adesso  aveva capito, intuito, che non era così.
Deve esserci qualcosa dopo la morte, se no non si spiegherebbe questa non vita; lui non sapeva cosa non ancora.
Lui era rimasto in quel luogo, non sapeva quanti anni, non sapeva perché. Una volta aveva paura della morte adesso si era reso conto che la morte è solamente un passaggio, anche se non sapeva dove, del resto le luci, tutte le luci che vedeva  scaturire dai corpi erano sempre di colori vivi e vivaci, bellissime. Non aveva mai visto delle luci nere o sentito odore di zolfo o altro, solo luce . Stanotte lui era lì, non sapeva se dietro o davanti alla finestra ed osservava quel cielo, quel cielo color perla.Ad un tratto vide, un lampo che accese ancora di più quel cielo e, improvvisamente un tuono, tutto attorno si sviluppò un temporale, la pioggia cadeva da quelle nuvole di perla, fitta, incessante, passava attraverso al suo corpo e capì che era fuori dalla finestra, sospeso nel cielo come appuntato; sentiva, stranamente, l'energia di quella pioggia scorrergli attraverso, si guardò le mani e vide che le sue mani, le sue braccia ed il suo corpo avevano il colore del cielo . Gli era capitato altre volte di essere in mezzo alla pioggia ma quella era la prima volta che la sentiva scorrergli attraverso e che vedeva il suo corpo...risplendere. In quel momento la sentì, la sua voce dolce, accattivante , avvolgente, era certo che quella fosse  l'unica cosa che lo teneva lì. Di nuovo un lampo, questa volta la vide con chiarezza, la luce aveva sciolto la foschia del suo sguardo; la vide come se fosse la prima volta, era Lei, la donna che aveva sempre amato, quella donna con cui aveva diviso la sua vita, la madre si suo figlio. Adesso riusciva a vedersi nel suo letto, distintamente, il suo volto era pieno di rughe; dovevano essere passati anni da quell'incidente e lei era stata sempre lì , accanto a lui ogni sera, anche lei segnata dalla vita che scorre. Andrea cominciò a piangere, sentiva i monitor che tenevano sotto controllo la sua quasi vita battere all'impazzata, la vide alzarsi veloce e premere il campanello con foga, con paura e forse con speranza. I medici, quelli che aveva imparato a riconoscere, si avvicinavano su lui, sempre più vicini, posero due piastre metalliche sul suo corpo e mentre uno di loro batteva sul suo petto con forza li sentiva, concitati, sofferenti, come se qualcosa stesse accadendo a qualcuno di caro, almeno così sperava di essere per loro
-Libera, libera che lo perdiamo- 
Li vide armeggiare con apparecchiature e siringhe; armeggiare affannati con  quegli organi metallici che, fuori da lui, gli permettevano di restare in vita. In un momento non si trovava più là, rivisse la sua vita, la sua nascita , i primi pianti, i sorrisi. Rivide lei, il giorno del suo matrimonio, suo figlio, il figlio che non aveva mai più rivisto dal giorno dell'incidente. Tornò indietro in quella stanza ora suo figlio era lì, lo riconobbe,era uno dei suoi medici, quello che aveva le lacrime agli occhi, quello che lottava con più forza. Ora ricordò o seppe, Enrico sempre stato lì, accanto a lui, per questo che era diventato prima infermiere e poi medico volontario: Sì, adesso lo sapeva, anche se non capiva come, adesso lui SAPEVA tutto, ogni cosa. Tutto fù chiaro, rivide l'incidente come se fosse in un film ,era nella sua auto che ascoltava il suono di quel pianoforte alla radio, il colpo di sonno , il camion l'urto, il suono del metallo che si piegava, che entrava nelle sue ossa; la sua voce ferma, bloccata nella gola; l'urlo del camionista; tutto accelerato, l'ambulanza e i medici sopra di lui ; tutto era lì, nella sua mente non un ricordo ma come se fosse vivo, reale.
-Ciao Andrea, adesso è arrivato il momento- si voltò e lo vide, il suo volto di luce il suo sorriso, capì che era giunto il momento di tornare nella spirale dell'universo. Si avvicinò al figlio che , disperato continuava a battere il suo petto mentre tutti si erano fermati, lo trattenne per la spalla sussurrandogli "grazie", lo vide fermarsi.
Si avvicinò alla moglie,seduta su quella sedia, le carezzò il volto e la vide girarsi verso di lui e sorridergli- Addio Amore- la sua voce calda lo avvolse di luce. 
Lei lo sapeva, aveva sempre saputo che lui era stato sempre lì, adesso era pronta per lasciarlo andare.
Si voltò verso Azrael - Ora sono pronto, possiamo andare. 
Io ero lì ,ero sempre stato lì accanto a Lui  a guardare dalla tastiera del mio computer, nel riflesso di questo cielo di perla tutto quello che successe come nella palla di vetro di una chiromante. Era come se qualcuno me lo avesse inviato per osservare per scriverlo; per fare in modo che Andrea vivesse per sempre. 
Il cielo era di perla quella notte e nel mondo qualcuno visse un'esperienza straordinaria .
Alfio

sabato 23 aprile 2011

Pasqua+

Il mondo piange
è morto il Signore,
si batte il petto
è perito il nostro Salvatore.
Avvezzo alla paura
chi siamo noi se non merce impura
è dura la parola
senza Lui anima che non vola.
Aria sono le frasi
vento che lento muove le foglie;
ad ogni madre un figlio dona doglie.
Il mondo gode le sue voglie.
Parlano frasi e i fatti son diversi
nel mondo non sempre le poesie
rendono onore ai versi.
Così chi si contrisce di essere uomo puro
spesso sbatte i fratelli faccia al muro.
Di questa Pasqua si sceglie sempre la croce
pie donne piangono
al cielo urlando una prece.
RESURREZIONE
Dio ha donato al mondo
felicità che non rende l'uomo immondo
no, non c'è colpa né inferno per chi ama
solo l'apostasia ha ucciso l'anima che Iddio chiama.
Neri presagi oscurano la vita.
Corvi che han detto "Felicità in terra del paradiso priva"
Scuri presagi per soffocare i cuori
tenere in gabbia i pensieri e i colori.
RESURREZIONE
è Pasqua per ognuno
gioite dunque che il sole in cielo sorge
siate felici che il mondo è un paradiso
se lo volete è questo  che è deciso.
No non è vero che gli uomini son guerra
no , non è vero che l'egoismo impera
basta capire che siam cellule divine
e come un corpo solo
unione è il nostro fine.
Banale rima
questa poesia è bambina
essa è innocente
e all'innocenza inclina
Scegliete AMORE anche se non siam Santi
Sia FELICE PASQUA e AUGURI a TUTTI QUANTI.

Concilio di Costantinopoli

Nella città d'oro
si è brindato al futuro
sopra chiodi di sangue e amore
si è deciso chi vive e chi muore.
Il potere deve esser mantenuto
la massa va controllata.
Ogni libera scelta è mutuata
al potere supremo.
Quello ha detto
ma noi scegliamo
del resto il popolo deve essere guidato.
Il nostro pensiero non deve essere blasfemo
il nostro potere è terreno.
Stiano coi santi i santi
la nostra legge è corretta
il popolo và ammansito
il pensiero con l'inferno va gestito.
Lui che ne sa di come è fatto il mondo
uomini pii devono essere lupi fra gli agnelli
gli agnelli faranno lana
noi ci vestiremo coi loro velli.
Gesù è stato inchiodato sulla croce
noi inchioderemo ognuno alla sua colpa.
Perché nessuno possa dire
che il libero pensiero deve agire

giovedì 21 aprile 2011

FUTURO ???

Il silenzio riempie le tasche;
dentro teche d'oro e cristallo
cuori che non sanno di essere vivi
Il giorno scorre
ora dopo ora a domandare .
Senza parole occhi implorano
tumori riempiono
fragili i corpi
saziati di veleno.
Si respira morte
ogni vita legata al cartaio.
Nessuna pietà 
solo pallottolieri rubino.
Grani di un eretico rosario
che i nuovi sacerdoti del mondo
litaniano senza tregua.
Preghiere al nuovo dio
giunto sulla terra per godere.
Ministri con un solo orecchio
portano occhiali a specchio
che tolgono solo nel buio dell'alcova.
Le meretrici si affollano
a chiedere di essere prese
ognuna vuole essere oliata con perizia.
Il sesso non ha importanza
basta essere di carne
i servi hanno costruito per bene 
le loro stesse catene.
Cani arrabbiati 
abbaiano davanti alle finestre
mentre nel culo la loro coda batte.
Cieco il signore con i denti di oro
lo stomaco pieno di vermi
se ne frega di coloro che verranno
il giorno che diventerà notte
sarà solamente un giorno senza sole
qualcun altro accenderà la luce.
Vite infinite 
spezzate da forbici di carta straccia.
Il futuro ha semi di muffa

domenica 17 aprile 2011

Mosche

Strade lastricate di oro
i sottili segreti dell'universo
si infrangono su fili di ragnatele.
Noi animali pensanti
sfidiamo i nostri limiti perdendo.
Ci scontriamo con anelli di fumo
che soffocano l'aria attorno.
Mosche  su vetri
che una mano
lungimirante schiaccia.
Il sangue sulla finestra maschera la vista
tramortiti al suolo
mezzi feriti
cerchiamo ancora di volare
ma senza ali 
guardiamo il cielo da basso
aspettando di guarire.
Lecchiamo le ferite
ma la saliva corrode.

sabato 9 aprile 2011

Oltre

Paura , Rabbia ,Frustrazione
questa volta sono io che Vi fotto.
Vi rendo grazie per questa vita di merda
Non c'è alcuna Luce
accendo una candela di stoppa.
Nel film che ho costruito
immagini di canapa e fazzoletti.

Piano costruito con cura
nessuna decisione affrettata;
ogni pensiero composto,meditato,congruente.
Seggo in piedi
laica innalzo la preghiera alla materia.
Strappo tutte in una volta
queste cazzo di corde,
Ferisco le mani.
Nella scatola dei ricordi 
ho bruciato tutte le speranze.
Al mio coraggio Vigliacco
figlio del mio limite
mi immolo.
Nel Vento volo.
In attesa dell'incondizionato
vengo condotto 
Oltre

sabato 2 aprile 2011

Il mistero

Sento il vento che con forza sostiene
le ali di gabbiani migranti.
Ascolto in silenzio
la ninna nanna che una madre intona.
Ulula nella notte di stelle
un antico canto un cane alla luna.
Nulla è quel che pare
agli occhi di un bambino.
Nel cielo danzano fantasie di lucciole e fate
alla luce di una paffuta signora sorridente
mentre il signore del tempo rigira la clessidra.
La magia risuona
nel cuore di chi sogna
vibra all'unisono con l'universo intero.
Il mistero trova casa nel mio cuore

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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