mercoledì 27 febbraio 2013

La maschera


URLOOO...
nella nebbia del tempo,
in modo che nessuno possa sentire.
Tolgo le mie maschere
nel buio del comodino;
la sera è arrivata,
spengo la mia mente, il mio sorriso falso
e mi lancio all'interno del mio vero sé.
Nessuno spazio alla finzione;
il mio interno il baratro della mia piccolezza.
Sono lezioso,
noioso,
riesco perfino ad odiarmi,
a detestare quello che IO... sono.
Il mio sé nascosto ed impaurito
esce la notte
coperto dal rumore della mia mente,
dai miei pensieri che si affollano,
che GRIDANO
senza alcuna speranza di farsi sentire.
Maledetti i poeti;
parole su parole
costruiscono case.
Fredde sinagoghe dedicate alle loro chimere.
Poesie su poesie,
scritte di getto, pensate;
poesie in cui la maschera è tolta, distorta.
Nessuna libertà è assoluta.
Verità e finzione miscelate con cura.
La maschera è talmente stretta
che lo strappo ferisce il volto.

Rimorsi


Fugge l'attimo via
e nel mondo
resta solo una poesia,
una piccola storia amara,
un'emozione distratta e scontrosa.
L'esistenza ha brividi di speranza
ma ogni sogno ha un briciolo di utopia.
Ogni cosa ha il suo spazio ed il suo tempo
ed il mondo non aspetta;
non preoccuparti, non c'è alcuna fretta,
del resto ogni scelta è personale,
banale.
Fugge l'occasione
 come un treno che ha dimenticato di fermarsi .
La stazione l'hai chiusa,
di notte il binario è morto.
Smarrito il momento perfetto,
quella frazione di tempo che all'infinito si dilata:
fuggita, andata;
diluita nella sabbia che scorre.
L'emozione ha catturato il cuore,
si è cristallizzato il sentimento,
ricordo ;
passato è già dietro,
non ci si può voltare
il passato è di fiori di carta 
il vento furibondo  straccia.
La mente soffoca il cuore;
il pensiero non si è scordato l'illusione;
il domani non è nel passato.

domenica 24 febbraio 2013

Il suo amore


Un uomo si alza al mattino, la sveglia,bastarda, suona richiamando la sua mente dalla dimensione incantata del sogno; una sberla in piena anima.
L'uomo si alza, va in bagno, si spoglia,la doccia, l'acqua calda scivolando sulla sua pelle rilascia un incantevole tepore, l'uomo non uscirebbe mai da quella doccia che penetra , calda, all'interno del suo corpo, fino al midollo, fino a riportarlo indietro al momento del sogno. Ma intanto il tempo cammina e l'uomo deve sbrigarsi, l'aspetta un'altra giornata; un altro giorno in cui dovrà dedicarsi , tra l'altro,a mettere da parte il danaro per godersi un riposo che , qualche volta pensa, non avrà la possibilità di attuare. Anche questa volta la doccia non è servita a nulla; l'acqua che scorreva sul suo corpo, non era riuscita a portare via il pensiero di Lei, il suo odore, il suo volto , il suo corpo ed il suo sorriso caldo.
Si asciuga e un attimo resta a pensare che per quanto lei sia lontana ed improbabile, ma non c'è alcuna speranza che lui  possa sfuggirle. Non è stato lui a chiedere di conoscerla, non ha scelto lui di perdere la testa per lei, totalmente , senza alcuna speranza, di certo non è stato voluto, lei è stata un dono che le è capitato così all'improvviso, senza alcuna possibilità di scelta . Qualche volta l'uomo pensa che lei possa essere stata una maledizione , una di quelle cose che un dio bastardo si diverte a mandarti per vederti soffrire , una di quelle perle preziose che un dio ricolmo d'amore  ti invia per farti capire che la vita è vera, che la vita esiste. L'uomo esce dalla sua doccia, si asciuga il corpo, fa freddo fuori dall'abbraccio dell'acqua, cerca di vestirsi in fretta, il termosifone ha riscaldato i vestiti fino a donare loro un tepore avvolgente e protettivo, lo stesso tipo di tepore che lui vorrebbe da lei, che lui vorrebbe darle. Si avvicina allo specchio, la barba è di qualche giorno, si bagna il viso, la schiuma da barba esce piano dalla bomboletta, prende la spuma bianca e se la passa con cura sul volto, si guarda allo specchio per osservare il percorso preciso della lametta; la vede riflessa, vede il giorno in cui l'ha incontrata per la prima volta, Lei li il vento che il suo movimento creava, ogni cosa si muoveva nella sua armonia; non aveva importanza se fosse estate o inverno, quello che l'uomo ricorda è la sensazione, il colore, il calore e un indefinito senso di stordimento , come se il respiro , per un attimo si fermasse per poi riprendere più rapido, più veloce, quella sensazione di perdere il fiato era sempre con lui, ogni volta che si incontravano. L'attimo finisce e l'uomo si accorge che ha tolto la barba anche se non ricorda di averlo fatto. Toglie con attenzione la crema rimasta sul collo e sulle orecchie , si lava i denti, frettolosamente, ha sempre pensato che fosse una perdita di tempo stare tre minuti a spazzolarli, del resto non sarebbero esistiti i dentisti. Apre la porta del bagno e si siede sul letto, finisce di vestirsi e , per un attimo sceglie di pensare a lei, nuda, il suo corpo che lui ritiene perfetto, lei si china su di lui , lo bacia e iniziano a fare l'amore, un amore unico , perfetto; l'uomo si eccita ma lei non è lì, per cui sceglie di cambiare il suo pensiero. Si alza dal letto e cammina verso la porta, la apre e scende le scale, all'ora che l'uomo va al lavoro difficilmente trova qualcuno. Più tardi prenderà un caffè e farà colazione al bar , la mattina non riesce a mangiare nulla. Uscito dal portone ripensa a lei , si chiede come potrebbe essere il mondo se non l'avesse mai conosciuta, Lei, il primo pensiero di ogni mattino e l'ultimo pensiero di ogni notte e , qualche volta il sogno che lo affera e lo porta in un luogo dal quale è difficile emergere, Lei il suo desiderio e la sua passione , Lei.
L'auto è posteggiata nel garage a 100 metri dalla sua abitazione arriva e saluta il custode; sale in macchina, mette la cintura di sicurezza e accende la radio, il climatizzatore lo accenderà quando la macchina si sarà riscaldata, odia l'aria fredda . Attraversa il cancello e si porta sulla strada, Le quattro del mattino è un orario insolito per andare al lavoro e , qualche volta, preferirebbe partire alle sette ed arrivare, come ogni suo collega , alle otto e trenta. Sono troppe le cose che lui deve fare. Arriva sul posto di lavoro dopo aver superato tre semafori  , dieci chilometri di strada da fare ogni mattina. Sale le scale e arriva nella sua stanza , apre l'armadietto e indossa il suo camice e i suoi zoccoli, ormai è da cinque anni che fa l'infermiere in quell'ospedale. Apre la porta e sorride alla collega, anche la collega, Michela gli sorride in quel modo un po strano, come dal primo giorno che  Michela ha saputo cosa gli era successo. L'uomo attraversa il corridoio , apre la porta ed entra nella stanza, I rumori delle apparecchiature  sono fastidiosi, non riuscirà mai ad abituarsi, fili rossi, gialli, ago cannule , dolore, sonno. Si avvicina al letto e il fiato si ferma, per un attimo, poi riprende ad accelerare , come il suo cuore ogni volta che la vede. Lei è lì , in coma, lui mai lo avrebbe immaginato.Era successo tutto troppo in fretta, Lui aveva visto lei, splendida nei suoi jeans e nella maglietta che la fasciava, portava due orecchini a cerchio che donavano brillantezza al volto, si erano salutati , mentre lei andava l'uomo la guardava sempre con quel misto di angoscia ed ansia di rivederla.   Quando la vide arrivare aveva pianto, pregato , urlato, bestemmiato con tutta la sua voce , di nuovo pregato  in ginocchio "No, Dio, non Lei, non qui, ti prego fa che si svegli" non poteva credere che quel giorno un ubriaco l'avesse investita, lasciata sulla strada e scappato. Giorno dopo giorno aveva capito, qualche volta, in cuor suo, lui aveva quasi gioito , lei era lì, lei inarrivabile, bellissima , il suo vero amore, la sua donna ideale, la sua passione ed il suo desiderio, lei era li "Dio grazie" aveva detto sottovoce urlando dentro di se che quel grazie era orrendo, miserabile. Ora arrivava lì ogni giorno, la guardava , le parlava, l'amava in silenzio, qualche volte piangeva, qualche altra rideva. Lei era li che discuteva con lui, lei eterea era diventata il suo angelo, piano piano lui credeva di stare per impazzire, la vedeva lei si avvicinava e con dolcezza accarezzava il suo viso., Lei le parlava come se fosse stata reale. Lei il suo amore, il suo unico, vero amore.

sabato 23 febbraio 2013

Vivere, vivere


Vivere , vivere
cercare di camminare sempre avanti
col bastone  duro e la mente che gioca.
Vivere vivere
buttarsi in pasto al mondo
 al lupo immondo che cerca di sbranarti.
Vivere vivere
con la mente al presente
con il cuore che batte ed il cuore pulsante
Vivere vivere
senza pensare al passato
che tanto in ogni caso è già finito.
Vivere vivere
con lo stomaco in fiamme
con la bocca che urla
e le gambe che vanno
Vivere vivere
il tempo è un illuso 
se pensa di rubarmi tempo
io non inciampo.
Vivere vivere
la vita è un mistero
quello che pensi
non credere sia vero
Vivere vivere
oggi l'amore 
domani ferite
e dopo guarite.
Vivere vivere
senza televisione senza leggere libri
correndo la vita.
Vivere vivere
la chimera è presente
il potere è nel cuore 
la paura va fuori.
Vivere vivere
cazzo quanto è complicato

Il voto è segreto

W l'italia
il tempo è arrivato
il sogno grida
domani è già finito.
Il solito utopista segnato alla lista
urla ad ognuno la sua scelta
piano, senza alcuna fretta.
Si alza in piedi
basso come il suo sogno
vuole soddisfare di ogni anima inerme 
il più pio bisogno.
Gioca l'untore con la gente imberbe
lui sa come infettare del popolo il cuore
renderlo suo schiavo inerme;
fluttua promesse
lambisce e lussuriosamente 
l'anima brama e il suo male trama.
All'ombra del potente
un pover'uomo
un timido pezzente
si schiarisce la gola ed il suo canto intona
sperando il vecchio possa 
tirarlo fuori dalla fossa.
Intanto un po più in là si è spinto
il signore in doppio petto grigio
ha bisogno di spazio
per misurare la misura della lingua.
Sputa i peli per nulla schifato
ha bisogno di parlare a tutto fiato.
Intanto la vecchina giudica mestamente
quello che è bene dentro la sua mente:
"Questo è cornuto, questo è stronzo vero
questo è giallo questo è tutto nero; 
voto chiunque mi prometta un desiderio".
Io non voto , io rimango serio
sono scrutante
e in tutta convinzione sono invotante 
(mi han fatto una canzone).
Vota il giovane 
convinto e presuntuoso
col sigaro in bocca, tutto permaloso:
"Voto compagni è questo che mi piace
anche se in fondo in fondo tutto più o meno tace"
Mentre il collega con la camicia scura
"Io voto a destra e tolgo la sicura".
Ciarlano ciarlano
tutti chiacchere chiacchere
ma ogni cavallo si vede a lunga corsa
peccato che noi siamo la pista.
Io voto a destra? 
Io voto a Sinistra?
sceglierò il centro oppure progressista?
Cambierò volto e tutti vaffangiro
voto da astronomo e porgo in alto il tiro?
Cappero il voto...è segreto. 

L'ascia tronca


Il sogno si inginocchia
al pensiero razionale;
il reale arriva ,
fulmina ogni irrazionale speranza.
Danza il demone felice
sulle spalle della scimmia.
Il signore dell'oscurità ride
mentre il mondo gli assomiglia.
Naviga, sul mare dell'indifferenza,
il veliero del corsaro matto;
vento davanti,
delle sirene il canto;
legato alla sbarra
urla il suo dissenso
alla ciurma dei marinai sordi.
Si alzano in volo neri i tordi
il cacciatore spara in cielo
ma sul viso piovono i pallini
che gli spari furono vicini.
Marciano i soldati perduti nella neve
il deserto assale lo sperduto fanciullo 
il caldo non è lieve.
Nella palla di cristallo la strega osserva tutto
insegna alla bambina vestita sempre  a lutto,
la discepola sorride felice e crudele
che tanto il mondo resterà greve.
Nessuna pazzia potrà rinsavire  Terra
ancora in tutto il mondo è la guerra.
Santo il signore dio onnipotente
ma nessuno santifica il pezzente,
 il divino è bocca di potente
mentre il vento si alza dal ponente.
Rischiara la foschia della notte il buio
ed il sole è calato all'improvviso
guarda il viso dell'amata il mandriano
mentre la sua pecora bela da lontano.
Immagini e frasi l'una sull'altro diluite
mentre il pensiero vola ad ali unite.
Cerca il vento che lo faccia salire 
al di la dello spazio fino a trasalire.
Trasla la poesia in questo tempo infinito
e l'ascia tronca.

giovedì 21 febbraio 2013

Girogirotondo( Lei e l'altra)

Schizofrenia 
folle dicotomia del pensiero.
Prenderei il mio corpo a morsi 
staccandolo a pezzi.
Il suo volto magico mi guarda
e col suo viso sorride contenta.
Pezzo dopo pezzo 
mi strapperei a sangue la carne
ed al mio sangue farei capire chi comanda.
Schizofrenico
nella mente e nel corpo
mi divido tra l'essere e il fluire.
Il collo candido
il collo teso e morbido.
Nessuna speranza scegliere è morire
ma la morte, dolce, esiste
e qualche volta potrebbe anche piacere.
Seguo la linea della sua bocca
la sua bocca rossa di piacere.
Pazzia alla potenza enne
ed il mio male viaggia e si approfonda.
Penetra dentro ti pervade
si insinua nella mente
come ragno soffoca il cuore e lo libera
lo fa svegliar lo istiga.
Il suo seno caldo e perfetto
il suo seno che diventa il mio cuscino.
Io sono tornato un bambino
innocente curioso
un bambino pedante e testardo.
Io sono un bastardo
un vero signore .
La mia storia
ciò che mi conviene,
il mio egoismo
il mio Io illuminato.
Il suo ventre le mie mani richiama
Il suo ventre caldo mi invita.
Sono un santo
uno stronzo profano
IO sono due eppure son uno.
Schizofrenia
scuoto con forza il midollo
il mio futuro non è segnato
il mio futuro è scritto.
sono dilaniato.
Morso su morso,
pezzo su pezzo
vendo la mia anima alla fiera dell'ego
e in cambio ho soldi falsi.
Le sue gambe,  odorano di arancia e cannella
Le sue gambe ,  si accavallano sul mio desiderio.
Serio e faceto si uniscono alla mia pazzia
IO rido ed urlo 
ma non è colpa mia.
Il respiro, il respiro mi manca  devo fuggire
ho ancora un barlume di pensiero
ho ancora una stilla di fiato.
Il suo sedere, il suo sedere perfetto e tondo
il suo sedere, il suo sedere si fa il mio mondo.
Schizofrenico , folle, pazzo 
sangue e carne 
masturbo il mio cervello.
Resisto , mollo
mi arresto e fluisco.
Il mondo gira e girogirotondo
la cantilena e tutti giù per terra.
Il cielo è azzurro e le mie nuvole corrono
si perdono si ritrovano
cantano in coro
girogirotondoquantoèbelloilmondocadelaterratuttigiùperterra





mercoledì 20 febbraio 2013

IO


La poesia è fragile fumo di frasi
è fragranze d'arancio
la poesia non mente
nasce pura come pura acqua di sorgente
non ha maschere
la poesia nasce perfetta
e poi diviene
sopra un foglio 
senza alcuna fretta.
La poesia si fa in rima
c'è chi così di più la stima.
A versi liberi
senza senso alcuno
basta la musica a farne sentire il suono.
La poesia è forte
ma fa debole chi scrive
l'anima si sporge
e più indifesi si diviene.
La poesia non ha ostacoli
non ha ego
non ha memoria
la poesia è eterno divenire.
Si dipana dall'idea di un angelo triste
che nel tuo orecchio la sua canzone intona.
Si crea dal nulla 
dal sogno 
 da un amore
dal mondo 
da chi soffre , da chi ride
da chi 
prima o dopo muore.
La poesia ha senso
la poesia è informe 
come nuvola nel cielo viaggiante.
La poesia si sveglia
La poesia dorme.
Ti entra nella carne
ti spoglia e nuda di sé ti riveste.
La poesia è sesso 
è amore, è gioia.
Essa è lacrime e qualche volta noia.
La poesia è il mio centro
il mio sé senza nulla attorno
La poesia è IO 

martedì 19 febbraio 2013

Io sono vivo

Aria, aria 
non riesco a respirare
il fiato nei polmoni se ne è andato, scappato, fuggito.
Io sono finito
la luce sta per arrivare.
Massima attenzione
la bestia è in attesa
la sento grugnire
ridere e belare.
Attende in silenzio che io perda le mie forze.
Non ho paura
ma nel rumore attendo.
Pensieri su pensieri
si affollano alla mente
ed il cervello continua a immaginare; 
gira incessante il criceto sulla ruota, 
criii...crii.
I muscoli lenti si addormentano
ed i miei occhi si chiudono
ascolto in silenzio il mio respiro
il petto che si alza e si abbassa
sciuu...sciuu.
Nessuna fatica e tutto è naturale.
Attorno a me la folla
chi si rincorre ed urla.
Non piangere mio amore
non sono stato poi così perfetto.
Tu stronzo
ti vedo
stai ridendo
ma stai sereno 
da questa parte attendo.
La porta si apre e scricchiola crudele
il prete entra con il volto contrito
la sciarpa al collo 
il breviario dalla congregazione sua fornito.
Si avvicina piano 
inizia una preghiera
e sulla fronte mi asperge dall'oliera.
Io sono vivo CAZzoo non... 


lunedì 18 febbraio 2013

Tutto ciò che ho



In punta di piedi
mentre chi osserva non guarda.
Mi sporgo al di là della mia collina
e lo strapiombo mi coglie.
Vertigini che non pensavo
affiorano sulla pelle.
Il sole è caldo ma al di là c'è il fuoco.
Io non so ancora nuotare
ed il mare questa notte è in tempesta.
Una vita non basta
e nessuna cosa sembra quella giusta.
Mi addormento 
sulla sponda dell'oceano
e i suoi spruzzi bagnano il mio volto.
Io vivo ancora, io non sono morto
e dalla corrente mi lascio avvicinare.
Un attimo 
solo il momento esatto per provare a perdermi.
Puoi credermi
io non riesco a comprendere.
Ogni spiegazione è irreale
ed il bianco si confonde con il nero.
L'illusione del mistero
è stata creata ad arte
ed io ne sono indubbiamente una sua parte.
Ogni cosa è strana
in questo mondo fatto di incertezze.
Io cammino e sulla strada osservo;
nulla è quel che sembra
ed il mio volto è celato.
Ombra e luce giocano a scambiarsi i posti.
Le mie emozioni si rincorrono
e si accavallano scherzando;
prendono il mio cuore in giro.
Nell'universo io sono  pulviscolo
ma qui sono tutto ciò che ho

Giungo a Te

Giungo a Te nel limbo dei miei desideri
confuso e inutile.
Ogni Tuo sguardo spezza il mio fiato
e nel Tuo mi perdo
Disperdo, disperato, ogni mia sicurezza.
Sei l'acqua in cui mi disciolgo .
Mi tuffo all'interno delle Tue emozioni 
Nulla
 aspetto una Tua parola
una frase un cenno
un accenno del tuo capo.
Opto per restare in silenzio 
e nel mio silenzio ti osservo,
vedo muoversi la mia bocca
ed il suono uscirne 
vile 
senza alcun controllo.
Non sono Io che parlo.
Io sopravvivo.
Nella speranza di Te io 
ancora
Vivo.
Solo per poco
giusto per il momento
in cui 
Tu
compassionevole
ucciderai me ponendo 
le Tue labbra sulle mie

venerdì 15 febbraio 2013

In silenzio sorrido

In piedi resto ad osservare
su di me
l'universo.
Guardo i pianeti scorrere sotto le mie mani
l'artificio del tempo 
immobile ed in movimento.
In silenzio osservo
i giochi di persone accalorate.
Mi tuffo nelle loro menti ascoltando i pensieri
Guerra, dolore, morte
il dio bastardo, l'ingiusta sorte.
Futili giochi di bambini senza più innocenza
riflettono le loro paure
ogni età ha i suoi problemi
che all'età sono commisurati
ogni problema ha la sua soluzione
ma gli occhi sono chiusi dal maestro.
Vedo uomini affaccendati urlare contro un dio blasfemo 
"Il mio è migliore il tuo è un pensiero osceno".
Vedo discutere di magie e spiritualità
di elevazioni paradisi e inferni
vedo uomini ossessionati dalla ragione
che elevano sé ai lumi
senza capire che la mente vive al di sopra del cervello.
Io sono questo ed io sono quello
uniti mente anima e cervello
legati nell'etere infinito.
Ognuno dentro me 
tutti un insieme
osserviamo la mente universale; 
siamo l'infinito reale che irreale si proietta .
Illuminati bambini all'interno del mondo 
ossessionati da giochini senza senso.
DIO è tutto ed ogni cosa è LUI
non esiste 
amico 
nessun NOI.
Siamo il mare che ci scorre attorno
il momento che , infinito non scorre.
Non esiste un moto ed ogni cosa reale
è proiezione di un sogno ancestrale.
Limita la mente 
pensare di pensare.
L'odio e l'amore sono due inganni
i sortilegi all'interno della grotta.
La fede è morta
la fede è risorta.
Comprendi ma non credi
è facile parlare se non vedi.
Le porte sono il passaggio
ed ogni passaggio è Luce
luce all'arrivo
LUCE alla partenza
ma il viaggio non ha fine.
Intanto , in piedi all'interno del mio sogno
l'universo osservo
ed in silenzio sorrido.

domenica 10 febbraio 2013

Carta canta

Carta canta
e l'inchiostro vi si imprime
chi sbadiglia sbaglia
ed il signore osserva.
Beato chi ci crede
ma il sorriso è insipiente
onnipotente l'amore fa tremare i polsi
ma abbiamo segato le mani
Giovani nani ossequiano la meretrice
ella è dell' amore la più sapiente attrice.
Puntano le dita le monache orripilate
dimena il suo culo come fosse estate.
Danza cosciente delle risa e dei lazzi
balla senziente per gli onanisti mai sazi.
Urla alla luna il pio santo in ginocchio
mentre il blasfemo strizza alla notte il suo occhio.
Spinge il rimorso l'innocente nel buio
mentre il perverso china il capo al suo dio.
Nessuna frase è troppo
nessuna speranza è fumo
il mondo viaggia in catene
ed il virgulto soffre le pene.
Il desiderio è scintilla
che dentro il corpo sfavilla
sbriluccica brilla si abbatte si perde 
nel buio si fa luce e disperde
l'innocenza si ingarbuglia farfuglia 
 il mondo vince e si imbroglia.
Carta canta
ed il mondo continua il suo percorso
naviga dentro il futuro
rinnegando il passato
ma il cerchio gira si volta 
ed ogni volta si arrota
si ripresenta 
 si sdegna il pio e
la meretrice danza ed
 il fanciullo si sporca 
si indigna il pio alle monache devoto
ignoto 
si sfiocca il passato daccapo e ricomincia
 e 
si spegne 
si riaccende 
riprende 
corsi e ricorsi
 dispersi
persi
ritrovati senza mai essere cercati
Carta canta senza più voce ...


Shhh-

La rabbia si scioglie
mentre il suono dei tasti mi acquieta.
È arrivata la notte
ed ogni cosa 
nel mio cuore 
si fa lieve.
Il pensiero di Te
è  un'immagine
 scolpita nel mio cuore
sorride
si evolve
muta ,
danza:
Nel silenzio Ti osservo
anche se non sai di essere guardata.
La penombra
il buio 
tutto si ovatta.
Nella calma si sciolgono le mie paure
rallenta la mente
ed il sogno arriva alle mie spalle.
Shhh

Capitalismo

Ogni pensiero viaggia all'interno di schemi predefiniti
l'illogicismo irrazionale è improbabile.
Vaghiamo su alchimie ordite da fanatici folli
marciano sulle nostre città i simboli del potere.
Il denaro è lo scopo e lo strumento
gli schiavi di ieri invece della frusta hanno il salario.
Muoversi , muoversi
ogni cosa deve crescere.
Il mondo è pattumiera e lo spazzino ha la scopa.
Cacofoniche musiche alienano la giornata
ed ognuna è uguale all'altra
loop integrante dal mattino alla sera.
Il buio ti affolla la mente
le luci del centro sono lampade accese.
Navighiamo felici sugli stagni di letame
e la bufera è il soffio di un bambino.
L'albero si spezza ed ogni cosa è perduta
anneghiamo in sette dita d'acqua.
Lo scorpione è potabile
lo scorpione si mangia
ma la sua coda è bastarda.
La follia aliena la mente
i pensieri scorrono uno dopo l'altro
liberi nell'etere senza forma.
Si sbraccia il demone sputando le sentenze
e ognuno lo ascolta estasiato.
Sputa la sua saliva di fuoco e fetore
e gli schiavi ne fanno profumo.
Lo scopo è il lavoro ed il lavoro è lo scopo.
Ogni cosa è un ingranaggio;
un perfetto , oliato ingranaggio
ogni cosa è perfetta anche la ruggine
il pazzo che vola
 nutre la speranza
chi ha speranza sogna
peccato che i sogni sono fatti la notte.

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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