domenica 10 febbraio 2013

Carta canta

Carta canta
e l'inchiostro vi si imprime
chi sbadiglia sbaglia
ed il signore osserva.
Beato chi ci crede
ma il sorriso è insipiente
onnipotente l'amore fa tremare i polsi
ma abbiamo segato le mani
Giovani nani ossequiano la meretrice
ella è dell' amore la più sapiente attrice.
Puntano le dita le monache orripilate
dimena il suo culo come fosse estate.
Danza cosciente delle risa e dei lazzi
balla senziente per gli onanisti mai sazi.
Urla alla luna il pio santo in ginocchio
mentre il blasfemo strizza alla notte il suo occhio.
Spinge il rimorso l'innocente nel buio
mentre il perverso china il capo al suo dio.
Nessuna frase è troppo
nessuna speranza è fumo
il mondo viaggia in catene
ed il virgulto soffre le pene.
Il desiderio è scintilla
che dentro il corpo sfavilla
sbriluccica brilla si abbatte si perde 
nel buio si fa luce e disperde
l'innocenza si ingarbuglia farfuglia 
 il mondo vince e si imbroglia.
Carta canta
ed il mondo continua il suo percorso
naviga dentro il futuro
rinnegando il passato
ma il cerchio gira si volta 
ed ogni volta si arrota
si ripresenta 
 si sdegna il pio e
la meretrice danza ed
 il fanciullo si sporca 
si indigna il pio alle monache devoto
ignoto 
si sfiocca il passato daccapo e ricomincia
 e 
si spegne 
si riaccende 
riprende 
corsi e ricorsi
 dispersi
persi
ritrovati senza mai essere cercati
Carta canta senza più voce ...


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