domenica 24 febbraio 2013

Il suo amore


Un uomo si alza al mattino, la sveglia,bastarda, suona richiamando la sua mente dalla dimensione incantata del sogno; una sberla in piena anima.
L'uomo si alza, va in bagno, si spoglia,la doccia, l'acqua calda scivolando sulla sua pelle rilascia un incantevole tepore, l'uomo non uscirebbe mai da quella doccia che penetra , calda, all'interno del suo corpo, fino al midollo, fino a riportarlo indietro al momento del sogno. Ma intanto il tempo cammina e l'uomo deve sbrigarsi, l'aspetta un'altra giornata; un altro giorno in cui dovrà dedicarsi , tra l'altro,a mettere da parte il danaro per godersi un riposo che , qualche volta pensa, non avrà la possibilità di attuare. Anche questa volta la doccia non è servita a nulla; l'acqua che scorreva sul suo corpo, non era riuscita a portare via il pensiero di Lei, il suo odore, il suo volto , il suo corpo ed il suo sorriso caldo.
Si asciuga e un attimo resta a pensare che per quanto lei sia lontana ed improbabile, ma non c'è alcuna speranza che lui  possa sfuggirle. Non è stato lui a chiedere di conoscerla, non ha scelto lui di perdere la testa per lei, totalmente , senza alcuna speranza, di certo non è stato voluto, lei è stata un dono che le è capitato così all'improvviso, senza alcuna possibilità di scelta . Qualche volta l'uomo pensa che lei possa essere stata una maledizione , una di quelle cose che un dio bastardo si diverte a mandarti per vederti soffrire , una di quelle perle preziose che un dio ricolmo d'amore  ti invia per farti capire che la vita è vera, che la vita esiste. L'uomo esce dalla sua doccia, si asciuga il corpo, fa freddo fuori dall'abbraccio dell'acqua, cerca di vestirsi in fretta, il termosifone ha riscaldato i vestiti fino a donare loro un tepore avvolgente e protettivo, lo stesso tipo di tepore che lui vorrebbe da lei, che lui vorrebbe darle. Si avvicina allo specchio, la barba è di qualche giorno, si bagna il viso, la schiuma da barba esce piano dalla bomboletta, prende la spuma bianca e se la passa con cura sul volto, si guarda allo specchio per osservare il percorso preciso della lametta; la vede riflessa, vede il giorno in cui l'ha incontrata per la prima volta, Lei li il vento che il suo movimento creava, ogni cosa si muoveva nella sua armonia; non aveva importanza se fosse estate o inverno, quello che l'uomo ricorda è la sensazione, il colore, il calore e un indefinito senso di stordimento , come se il respiro , per un attimo si fermasse per poi riprendere più rapido, più veloce, quella sensazione di perdere il fiato era sempre con lui, ogni volta che si incontravano. L'attimo finisce e l'uomo si accorge che ha tolto la barba anche se non ricorda di averlo fatto. Toglie con attenzione la crema rimasta sul collo e sulle orecchie , si lava i denti, frettolosamente, ha sempre pensato che fosse una perdita di tempo stare tre minuti a spazzolarli, del resto non sarebbero esistiti i dentisti. Apre la porta del bagno e si siede sul letto, finisce di vestirsi e , per un attimo sceglie di pensare a lei, nuda, il suo corpo che lui ritiene perfetto, lei si china su di lui , lo bacia e iniziano a fare l'amore, un amore unico , perfetto; l'uomo si eccita ma lei non è lì, per cui sceglie di cambiare il suo pensiero. Si alza dal letto e cammina verso la porta, la apre e scende le scale, all'ora che l'uomo va al lavoro difficilmente trova qualcuno. Più tardi prenderà un caffè e farà colazione al bar , la mattina non riesce a mangiare nulla. Uscito dal portone ripensa a lei , si chiede come potrebbe essere il mondo se non l'avesse mai conosciuta, Lei, il primo pensiero di ogni mattino e l'ultimo pensiero di ogni notte e , qualche volta il sogno che lo affera e lo porta in un luogo dal quale è difficile emergere, Lei il suo desiderio e la sua passione , Lei.
L'auto è posteggiata nel garage a 100 metri dalla sua abitazione arriva e saluta il custode; sale in macchina, mette la cintura di sicurezza e accende la radio, il climatizzatore lo accenderà quando la macchina si sarà riscaldata, odia l'aria fredda . Attraversa il cancello e si porta sulla strada, Le quattro del mattino è un orario insolito per andare al lavoro e , qualche volta, preferirebbe partire alle sette ed arrivare, come ogni suo collega , alle otto e trenta. Sono troppe le cose che lui deve fare. Arriva sul posto di lavoro dopo aver superato tre semafori  , dieci chilometri di strada da fare ogni mattina. Sale le scale e arriva nella sua stanza , apre l'armadietto e indossa il suo camice e i suoi zoccoli, ormai è da cinque anni che fa l'infermiere in quell'ospedale. Apre la porta e sorride alla collega, anche la collega, Michela gli sorride in quel modo un po strano, come dal primo giorno che  Michela ha saputo cosa gli era successo. L'uomo attraversa il corridoio , apre la porta ed entra nella stanza, I rumori delle apparecchiature  sono fastidiosi, non riuscirà mai ad abituarsi, fili rossi, gialli, ago cannule , dolore, sonno. Si avvicina al letto e il fiato si ferma, per un attimo, poi riprende ad accelerare , come il suo cuore ogni volta che la vede. Lei è lì , in coma, lui mai lo avrebbe immaginato.Era successo tutto troppo in fretta, Lui aveva visto lei, splendida nei suoi jeans e nella maglietta che la fasciava, portava due orecchini a cerchio che donavano brillantezza al volto, si erano salutati , mentre lei andava l'uomo la guardava sempre con quel misto di angoscia ed ansia di rivederla.   Quando la vide arrivare aveva pianto, pregato , urlato, bestemmiato con tutta la sua voce , di nuovo pregato  in ginocchio "No, Dio, non Lei, non qui, ti prego fa che si svegli" non poteva credere che quel giorno un ubriaco l'avesse investita, lasciata sulla strada e scappato. Giorno dopo giorno aveva capito, qualche volta, in cuor suo, lui aveva quasi gioito , lei era lì, lei inarrivabile, bellissima , il suo vero amore, la sua donna ideale, la sua passione ed il suo desiderio, lei era li "Dio grazie" aveva detto sottovoce urlando dentro di se che quel grazie era orrendo, miserabile. Ora arrivava lì ogni giorno, la guardava , le parlava, l'amava in silenzio, qualche volte piangeva, qualche altra rideva. Lei era li che discuteva con lui, lei eterea era diventata il suo angelo, piano piano lui credeva di stare per impazzire, la vedeva lei si avvicinava e con dolcezza accarezzava il suo viso., Lei le parlava come se fosse stata reale. Lei il suo amore, il suo unico, vero amore.

Nessun commento:

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...