mercoledì 13 marzo 2013

Chaos


Rincorriamo l'estasi
in migliaia di percorsi,
pensiamo di essere diversi
ma non siamo eroi.
Tu mi ascolti e credi di sapere ogni cosa;
perso tra il sapere e l'essere.
Tu mi senti e pensi che mi nasconda
ma sono solo quello che vedi.
Io sono inerme
alla bellezza del mondo;
io sono imberbe, senza struttura attorno.
Tu che viaggi nei mille mondi 
chiedi a me cosa significhi viaggio ?
 Io non ho conoscenza
e tutto il mio sapere è nulla.
Solo il vuoto tra la mia testa ed il cuore
ed i pensieri sono bambini in fasce.
Il mio tempo muore, 
si spendono gli attimi per conquistare minuti
ma ogni giorno è perso;
Tu resti in trappola
perduto nelle tue convinzioni
nei tuoi blocchi mentali,
nei tuoi viaggi astrali dove ti alzi di uno sputo.
Rimani colto senza aver colto il senso,
eppure le parole non sono complesse;
La filosofia è un Dao del pensiero
ed io sono fiero di esser morto
ed il suo contrario.
Non è raro che qualcuno comprenda,
basta che non si faccia seghe.
Sono beghe
ed il linguaggio viaggia,
lascia le mie mani,
alla ricerca di cuori,
di spiriti in viaggio, 
che vedono più in la del loro buio.
Astruse, ottuse,
fracassate frasi,
né più né meno che suoni ritmati.
Cariatidi vecchie come cucche
" Io voglio 
il quadrifoglio
per spiaccicare la tua immagine sul foglio
ma come osi
a scrivere versi cosi rasposi
non sai che amore e cuore 
sono la via migliore?"
Io me ne frego e scrivo,
in dissonanza canto,
Incanto di una notte in cui me ne fotto
e per altro me ne vanto.
Non scrivo come quello che mi è accanto,
no, Io non scrivo, io canto ,
io sono regista del mio porno
io sono l'artista affranto,
l'uomo derelitto
lo stanco.
Tu non mi guardi e credi di vedere, 
mi giudichi senza del resto sapere.
E che cacchio vuoi che ne sappia Io 
Io ancora non sono diventato dio.
Il sesso è indefinito ognuno è "uomo-donna".
In dissonanza scrivo
cachessia di frasi,
versi incoerenti, 
sciolti,
alla velocità del pensiero.
Le mie dita scorrono sulla tastiera 
che diventa viva e mi cattura.
No io non ho paura,
mi lascio andare e godo;
all'esterno del mio essere mi annodo la cravatta alla gola,
stringe,
 tinge il mio cuore,
si intinge nel mio sangue, nelle vene 
e spinge dentro il ventre
Il mondo , si questo mondo mi appartiene
Lei sviene, al mio cospetto
 sviene,
senza capire nulla, 
freme
e ancora non capisce 
Questa storia come è iniziata finisce !!!

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