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Platone (La prigione delle ombre)

Perduti nelle Nostre prigioni;
all'estremo limite delle paure.
Sferzano il cuore le frustate
i sensi di colpa godono del sangue.
Sul terreno lastricato da sorrisi
il volto
strappando una ad una le maschere
lasciamo lo scheletro del viso.
Ridestando il coraggio che dorme 
nell'incanto di un sogno.
Le parole sanno d'inchiostro di leone
nella luce si fanno fumo.
Una sigaretta in bocca
sulla pelle piercing di lacrime e sangue.
Scappi e ti muovi
in questa prigione senza sbarre
l'anima tra le spire dei doveri
soffoca tra gli anelli espirati.
Le catene che stringono forte,
fatte di acqua e nebbia,
non possono essere strappate.
La vita scorre nel fiume sotto;
davanti solo ombre.

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