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Visualizzazione dei post con l'etichetta introspezione

limite

Non sono onnipotente nemmeno potente ho smarrito le scarpe alla soglia di un sogno e lì ho abbandonato il mio coraggio. Forse devo capire una lezione  ma non ho strumenti adatti il mio buio mi serra il cuore mentre la luce urla il mio nome. Ricado all'interno di errori vissuti mentre il suono della sconfitta  si reitera sullo spirito che  qualche volta si smarrisce  all'interno del mio gelo. Rispuntano all'orizzonte i suoni gracchianti dei corvi nel mio spirito costruiscono le loro tane e farli sloggiare è dura. Ho già offerto loro lo sfratto ma resistono come piattole  adese al loro nutrimento e nel loro saziarsi io mi secco come albero privo di linfa.

Rane e Rospi-Poesia introspettiva

Rane e rospi gracidano nello stagno colori vivaci, e canti d'amore. Attorno a loro libellule metallo volano a sfidare le lingue di menelick che si tendono mortali. Rannicchiato ai lati dello stagno osservo gli occhi sporgenti ed aspetto il momento per nutrirmi. Inghiotto rospi dalle crespe verruche piene di liquido velenoso ed amaro. Rane e ranocchi li ingoio del tutto interi senza per questo  perdere il respiro. Oramai ci sono avvezzo i batraci me li calo tutti d'un pezzo. Ho perso il mio orgoglio alla fiera della responsabilità o forse l'ho solo smarrito ma sono certo è rimasto là. Nel mio stomaco i peli hanno tappezzato le pareti e nessun boccone è troppo amaro prima o poi ogni scoria ne esce fuori. Tornerò indietro un giorno riuscirò a tornare.  Steso sul prato troverò il mio orgoglio calpestato. Preso a pedate qua e la spruzzato di fango. Lo prenderò lo distenderò al sole lavandolo con acqua ...

Il giardino

Mi muovo in silenzio su sentieri di uova tastando il terreno con cura misuro i miei passi. Il cielo dai colori indaco e viola distende le sue nubi sulla sera come un vecchio genitore che dolcemente copre la sua bimba. Dopo il tramonto la sera con le luci che forano il cielo mi siedo sopra un sasso sullo stagno ed ammiro i riflessi dell'avorio Scendono le madri dal cielo piegano le ali avvolgendo le uova Ho camminato con attenzione ed ogni cosa è perfetta. Un essere si avvicina al mi volto osservo il fuoco nei suoi occhi apre il becco e attraverso i suoi denti vedo il riflesso del mio viso. Sento nella mente una voce uomo il tuo tempo è da venire nel silenzio del lago un fruscio dal fondo il drago maschio si erge. Il suo volto ha il mistero del tempo offro il mio fiato alla sua saggezza un fumo riempie i miei polmoni torno al mio mondo Cinge il mio collo una catena come ciondolo una squama iridescente tornerò al giardino dei draghi

Se vivessi dei secoli

escher autoritratto Se vivessi dei secoli forse arriverei a capire il mio mistero o nell'attimo veloce del pulsare sfiorerei soltanto l'anima immortale. Pensieri ,sentimenti,azioni attimi che non riesco a controllare. Pura l'anima senza un padrone. Io sono impulso, desiderio. Cascata che non si può fermare. Io sbaglio sono vivo sono reale.

Pensieri sfocati

Il giorno accende spazi, la luce, sentimenti emersi . La notte spegne speranze, il buio, pensieri soffocati. Nel pensiero disperso il sogno solo sprazzi di infinito. Viaggio senza avere limiti definiti fra il buio e la luce ondeggio senza chiedere al futuro domicilio. Sorrido al vento che mi piega cavalco gocce di pioggia urlo nel silenzio della canicola Piango senza senso mentre mi attraversa il rimpianto nessuno neanche io mi conosco il rimorso attacca le viscere distratto cammino fino a trovare radure dove resistere al mio nulla Renee Magritte, Il doppio segreto