Passa ai contenuti principali

Il mondo accartocciato


E il mondo si accartoccia su se stesso

depresso sbadiglia 

si acciglia ed osserva 

la paccottiglia che si insinua

si trastulla 

fanghiglia che si atteggia 

che dileggia 

che trova un nesso 

tra quel che sembra e ciò che non è vero.

Nessun sentiero tranne quello indicato.

Il morto non ha fiato da spendere 

è solo un altro fesso che di vivere ha smesso.

Conta il potere , il successo

 il gioco perverso dietro le maschere gaudenti.

Assenti il giudizio, la verità , il rispetto.

Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti.

Fanculo agli assenti 

gli astanti brindano ad acqua

e chi è oltre il parapetto non è perfetto.

Scacco matto al genere umano

evviva la regina ed il re che la segue.

Il popolo continua a farsi le seghe 

 e l’onanismo è Benedetto.

Perfetto l’inchino 

con le spalle al potente .

La tavola è appesa al muro 

e sollazza chi si ammazza di fumo.

Scemo chi legge si legge

e chi si ribella è un minchione...

Alfio Licciardello

Commenti

jeu grattage gratuit ha detto…
Grazie per l'impegno profuso per rendere questo blog così utile

Post popolari in questo blog

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Mi guarda e ...sorride

Io rimango qui Non sono più Le mie ferite hanno strappato l'anima io viva sono uccisa. Ricordo l'incubo violento ogni schiaffo che dopo il primo non riuscivo a sentire Ho dentro gli occhi il movimento il vento che frustava il mio viso. Il dolore che da fuori è penetrato fino al nocciolo del mio essere profondo il mio essere disciolto nel fango. Silenzio e rumore la luce il buio ieri e dopo Il suono fetido che urlava di rabbia fratturava le mie convinzioni Suono di un vetro che si rompe fragile non si ricompone. La carne che brucia veleno che corrode scorrendo la pietra è scagliata nessuna mano la ferma. Aspetto un dio che scagli la saetta un eroe che mi salvi all'istante mio padre, mia madre anche solo un amante un bambino che pianga che il tempo si fermi. Ma il tempo non si ferma rallenta il bastardo ed ascolto ogni suono ogni violenza percepisco il battito del suo cuore ferale il respiro che ammorb...