Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta dolore

Mi guarda e ...sorride

Io rimango qui Non sono più Le mie ferite hanno strappato l'anima io viva sono uccisa. Ricordo l'incubo violento ogni schiaffo che dopo il primo non riuscivo a sentire Ho dentro gli occhi il movimento il vento che frustava il mio viso. Il dolore che da fuori è penetrato fino al nocciolo del mio essere profondo il mio essere disciolto nel fango. Silenzio e rumore la luce il buio ieri e dopo Il suono fetido che urlava di rabbia fratturava le mie convinzioni Suono di un vetro che si rompe fragile non si ricompone. La carne che brucia veleno che corrode scorrendo la pietra è scagliata nessuna mano la ferma. Aspetto un dio che scagli la saetta un eroe che mi salvi all'istante mio padre, mia madre anche solo un amante un bambino che pianga che il tempo si fermi. Ma il tempo non si ferma rallenta il bastardo ed ascolto ogni suono ogni violenza percepisco il battito del suo cuore ferale il respiro che ammorb...

Il romanzo della vita

Ci sono esistenze evanescenti che vivono lo spazio di un respiro; anime che il mondo semplicemente abbandona. Fragili aliti di vento per cui il futuro è ieri. Eppure nel pulsare dell'universo ogni attimo è infinito. Miliardi di attimi dispersi nei quanti del tempo. Ogni fuoco è una fiamma ogni fine un inizio. Rapiti da canoni definiti il respiro di un monte vale cento vite. Nessuna esistenza perduta; ogni lettera parte dell'eterno romanzo; nessuna virgola a caso nessun errore.

La foto-poesia sociale

La foto Sorrisi, lacrime e sorrisi; frasi fatte presto dimenticate. Rasati i capelli sulla testa, il mio sorriso, la tua indifferenza. La tua pietà è morta, la mia fasulla. Penso alla mia anima strappata, penso al mio urlo ed ai silenzi; nel tuo pensiero mi fingo senza, peraltro, essere te. Poesie senza rima, fumo senza fuoco, tumore senza fretta che uccide senza chiedere permesso. La cicatrice sulla fronte nuda, esile il corpo; mio Dio è solo un bambino. Non è mio figlio ed io gioisco e piango. Negli occhi, la saggezza, sfiorata appena dalla sofferenza di un corpo che innocente assume colpa. La forza ed il coraggio di lottare, negli occhi lacrime sequestrate, nella tua bocca sorrisi velati. Io passo ed il mio viaggio prosegue; il tuo viaggio è lo scorrere di un tempo che bastardo cammina. Io vado via, resta questa fotografia che col tempo diverrà nebbia. La prima immagine per questa poesia era quella di un bambino malato. Ma il mio cuore si ...