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Il sentiero

Puzzle uomo solo da " il bianco e il nero" Il destino degli uomini è nel loro sentiero, ogni sentiero è una strada costruita pezzo su pezzo da un operaio non qualificato, TU.Nessuno può dirti quello che devi fare; i consigli, quelli chiunque te li darà e sarà prodigo di esempi, di lezioni da due lire, di frasi a effetto che turberanno il tuo essere, profondamente. Bada bene però nessuno è TU; nessuno conosce la tua storia, quello che sei dentro, quello che , tessera dopo tessera, sei diventato. Nessuno conosce le tue paure più grandi, quelle che non affronti mai, quelle che sono nascoste in quella parte del tuo cervello, quella più profonda, dove neanche il tuo cuore riesce ad arrivare. Ognuno ti vede, spesso senza osservarti realmente; guarda solo l'insieme, quello che appari con le tue maschere e le tue corazze che neanche tu riesci a scalfire. Parlavo di tessere, ricordi? Lo ribadisco, la nostra vita, quello che siamo diventati, quello che siamo,  è un enorme ...

Rane e Rospi-Poesia introspettiva

Rane e rospi gracidano nello stagno colori vivaci, e canti d'amore. Attorno a loro libellule metallo volano a sfidare le lingue di menelick che si tendono mortali. Rannicchiato ai lati dello stagno osservo gli occhi sporgenti ed aspetto il momento per nutrirmi. Inghiotto rospi dalle crespe verruche piene di liquido velenoso ed amaro. Rane e ranocchi li ingoio del tutto interi senza per questo  perdere il respiro. Oramai ci sono avvezzo i batraci me li calo tutti d'un pezzo. Ho perso il mio orgoglio alla fiera della responsabilità o forse l'ho solo smarrito ma sono certo è rimasto là. Nel mio stomaco i peli hanno tappezzato le pareti e nessun boccone è troppo amaro prima o poi ogni scoria ne esce fuori. Tornerò indietro un giorno riuscirò a tornare.  Steso sul prato troverò il mio orgoglio calpestato. Preso a pedate qua e la spruzzato di fango. Lo prenderò lo distenderò al sole lavandolo con acqua ...

Tempo da perdere- Poesia sociale

Il tempo trascorre, e col suo tempo si muove;  Io sono qui che con Lui mi affretto schiavo del suo capriccio distratto dentro Lui mi dilato per divenire liquido.  Mi prostro ai suoi piedi , del suo tempo invidioso ma del mio pianto non si cura affatto . Ogni cosa è una futile inutile speranza nemmeno quando dorme lui si arrende io sono un uomo affranto non c'è tempo per fare nulla eppure il tempo di morire si trova sempre. Ogni attimo speso a risparmiarlo  e ti accorgi che non è servito a nulla. Lui è sempre lì imbecille ed ignorante semplicemente non conosce pianto. Stupido crudele senza etica alcuna.  Non torna indietro nemmeno se per lui ti uccidi. Non ha pietà non ha pena o rimpianto. Non sente lacrime o storie , né rabbia né amore. Lui è il Tempo e non c'è tempo da perdere

Pappagalli

Canta il pappagallo le frasi che ascolta. Cerca di imitare il suono copiare l'inflessione,il ritmo le parole. Parla il pappagallo e la sua voce dona ilarità i suoi processi mentali devono essere complessi se riesce a mimare con esattezza i versi. Ascolta, le parole sono le stesse i suoni gli uguali; ed i fonemi... Caspita quanto è bravo il pappagallo è un miracolo senza alcun fallo. Lo ascolti a bocca aperta ti fà sorridere quando parla sboccato comunque tu lo guardi è una meraviglia del creato. ... Cazzo quanti pappagalli nel mondo.

Il bianco e il nero

Re bianco muove e in quattro mosse arriva a scacco muore il pedone nero in quattro mosse è dilaniato. La prima mossa l'ha giocata l'alfiere a bordo di navi trasportate dai venti ha portato la fede che ha bruciato anime e... corpi. Ha chiacchierato col mondo di balocchi di carne che tanto lo spirito è condannato ed il delitto con la fede si è lavato. La seconda mossa è toccata alla torre dentro squallide case dove tutto è fetore. Passa leggero il Vento che dispensa fermezza dietro al vento le vespe ululare nel buio; il dolore non conta con la notte si fonde Si ruba il lavoro si truffa il corpo si aspira l'anima inchiostro su inchiostro ogni dono si espia all'interno del chiostro. Terza mossa è il cavallo bianco come paura la giustizia occhi aperti ha le gambe pelose. Nelle strade due vie nelle menti due strade orgoglio di sangue vendetta di pietra e le luci si acquietano con gli smorzacandele. Quarta infine la dea la regina bardata porta scarpe curate ha le unghia dipint...

Su una nuvola

Compiti su compiti la testa gira in tondo ed il respiro si affanna un dolore nel petto e la memoria vacilla. Nero tutto nero finalmente il riposo. Sono su una nuvola con le alucce e l'aureola steso sopra cotone filato ascolto suoni zecchino vedo piccoli angeli costruiscono forme vince chi è più svelto nel cambiare soggetto. Angeli adulti dai capelli di fuoco soffiano sul mondo calde frasi d'amore. Io lì riposo finalmente al sicuro niente più danari con cui mi hanno illuso niente più doveri che non siano dovuti niente più diritti che non siano acquisiti. Cade un piccolino e si sbuccia un ginocchio piange poverino e ad un tratto, di botto, tutti attorno a lui come fosse un comando piangono all'unisono come a lavarne il male e nel mondo sotto scende il temporale. Gocce sul mio viso che mi fanno svegliare - APRI GLI OCCHI,E' TARDI FORZA VAI A LAVORARE.-

I cinque movimenti

Volano farfalle fuoco dentro la mia pancia gonfia d'aria e di fame. Volano tutt'attorno come fuochi d'artificio razzi spezzettano bambole di carne. Volano su occhi inermi sordidi sguardi di lupi carbonizzano pensieri corrosi. Gioca con l'aquilone un bambino nel vento vola il suo pensiero al prossimo appuntamento. Cartoni in televisione la consolle è fiammante. Non piove tutto attorno brucia il fango è argilla nella bocca sabbia Libri fatti di terra di miracoli ammazzati tra le scintille di occhi stanchi di ore rubate alla miseria aguzzina. Dalle vie del movimento che quando sbagli ustiona l'illusione del nuovo tempo ti scava dentro. Fiori recisi ad un dio di fogli scritti chiuso nella tomba di ardenti fedeli che duci tiranni obnubilano Nella notte una nenia dal cd risuona canta di sogni d'oro di arcobaleni ed elfi di cavalli nel vento che han criniere di fia...

Mi guarda e ...sorride

Io rimango qui Non sono più Le mie ferite hanno strappato l'anima io viva sono uccisa. Ricordo l'incubo violento ogni schiaffo che dopo il primo non riuscivo a sentire Ho dentro gli occhi il movimento il vento che frustava il mio viso. Il dolore che da fuori è penetrato fino al nocciolo del mio essere profondo il mio essere disciolto nel fango. Silenzio e rumore la luce il buio ieri e dopo Il suono fetido che urlava di rabbia fratturava le mie convinzioni Suono di un vetro che si rompe fragile non si ricompone. La carne che brucia veleno che corrode scorrendo la pietra è scagliata nessuna mano la ferma. Aspetto un dio che scagli la saetta un eroe che mi salvi all'istante mio padre, mia madre anche solo un amante un bambino che pianga che il tempo si fermi. Ma il tempo non si ferma rallenta il bastardo ed ascolto ogni suono ogni violenza percepisco il battito del suo cuore ferale il respiro che ammorb...

L'untore

Marcello Mogni "il vecchio" Dagli all'untore. Scaglia le  pietre tue con  forza. Uccidi questo essere diverso spezza le reni sue con violenza colpisci ferma il suo cuore. Evita il suo respiro la maschera poni sul viso  l'alito suo è fetido. Non ti deve toccare le mani sue bacchetta con fruste di selce Non lasciare che ti prenda in giro. La sua lingua è tagliente il suo fare ti strega chiudi gli occhi veloce non ti fare  guardare lui ha carezze di seta un sorriso ammaliante. Dagli all'untore è Lui che ha deviato la vita Lui ha donato consigli che non gli erano chiesti Ha dato senza volere ha offerto il suo amore. Dagli , uccidi l'untore potrebbe essere un seme qualcosa che sgombra le menti. Strappagli getta via il cuore potrebbe battere a tempo contaminare speranza. Taglia con lame i suoi polsi potrebbe prestarti una mano tirarti fuori dal gioco. Dormi, continua a dormire nel sonno la catena si stringe l'untore,lui solo è ormai sveglio

VIVA IL RE

Il re è morto ed il giullare piange fan girotondo tutti i cortigiani. Il re è morto VIVA IL RE. Danzano gli avvoltoi su ritmi infernali mentre pasteggiano a champagne e caviale. Serenate di corde stonate.  Recitano blasfeme preghiere sul piatto sputato. Il re è morto ed il giullare danza coi cortigiani in girotondo. Il re è morto VIVA IL RE. Lasciano la terra del carbonio anime senza corpo. Il lampo è caduto senza nubi. Confuse scintille di luce che hanno perduto il fuoco si spengono senza un lamento rinunciando al suono calpestando i passi della luna. Il re è morto ed il giullare è al centro i cortigiani girano veloci. Il re è morto VIVA IL RE. C'è chi ha scommesso ogni cosa sulla ruota del destino, il numero è vincente. Il freddo è fiamma. Alla fine ogni cosa sublima, il fango diventa acqua che scorre. Il re è morto ed il buffone si inginocchia i cortigiani si arrestano di colpo la spada in mano. Il re è morto VIVA IL RE. Pagine ingiallite leccate di miele diventeranno moneta fr...