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Virtuality


Fantasma
vanitoso spettro che esiste solo all'interno delle sue note
vago
all'interno di fluidi senza corpo
formati da byte
forgiati da menti perverse.
Mi inoltro alla ricerca dell'identità
ma la trasformazione è complessa
Io sono carne e sangue
energia e corpo
mi unisco all'emanazione di energia
perduta tra i fili del telefono
sull'etere non-forma.
Fantasma senza forma
senza fortuna viaggio
alla ricerca di ciò che non posso avere
passione
folle
al di là nessuno
ne volti
nè corpi
ne esserei senzienti
solo bite
megabyte
frasi piene di compromessi
di parole entusiaste
frasi fatte e rimangiate quando si ritorna di carne.
Qui nulla
solo ed esclusivamente eterico
un falso essere sè
che diventa patetico.
Assertivo
dico si ma ciò che scrivo non mente
esce senza filtri o paure
esce
fino a farmi del male
fino a graffiarmi l'anima e svegliarmi da questo assurdo sogno
dal mio bisogno di essere Uno
ma qui nessuno è nessuno
tutti immagini falsate di una realtà virtuale

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Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Nel mondo della verità

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