mercoledì 28 dicembre 2011

Mafia

Coperta di seta e lana 
avvolge quando è freddo
quando il tempo è in tempesta
quando il fuoco non basta
di ortica è al suo interno
e perfora le vesti.

Farfalla che vola alta
dai colori iridescenti
che brillano nel buio perché fosforescenti
si posa sul tuo cuore
leggera come neve
ne viene fuori un bruco
dalla bocca di metallo
strazia la tua carne
penetrando nel fondo.

È pane,
profumato e caldo
morbido al tatto fragrante al suono
appare  di grano e sole
di farina e famiglia.
Lo apri ed al suo interno 
solo vermi e fanghiglia.

È dentro, intrinseco ai pensieri
scorre nel sangue 
nel colostro e nel seme
donato col cordone ombelicale
penetrato nel midollo dell'essere.

È rispetto di lacrime e dolore 
di metallo e silenzio
di terrore e vendette
di polvere e  borsette.

Onore di castighi
di eunuchi e falliti
di piste e di carte
di fumo e teste matte.

Subdola serpe
nascosta nei favori
nelle cortesie,nelle vie più brevi
nelle illusioni prestate, nei percorsi negati.

Lo stato è nel dissenso
tra pulcinelle e arlecchini
che lottano ad apparire
tra sorrisi ed inchini.

Lo Stato viene spento
tra falchi e becchini
tra martiri esangui e pazzi sognanti.

I bavagli hanno orecchie
ma non riescono a parlare
le bocche si muovono
senza polmoni per fiatare.

Ogni goccia è una pietra
costruisce una casa
un muro senza fine che ha un alto fine.
Scorre libero il pensiero fra i pensieri.
Le idee sono pietre tombali.

sabato 24 dicembre 2011

La preghiera di Babbo Natale

Una notte , mentre dormivo , mi è apparso , in sogno un essere luminoso che mi ha raccontato questa storia, ve la riporto , alla bene e meglio , in queste poche righe.

Con affetto ,Alfio Armando Licciardello:

Un giorno, Babbo Natale si guardò in giro, era un giorno come un altro in prossimità delle imminenti feste di Natale; un tempo c'era un gran viavai di elfi e folletti  indaffarati per organizzare i regali ed il viaggio che il grande vecchio doveva fare da lì a poco, adesso, la crescente ricchezza degli uomini, che spesso andava di pari passo con l' avidità del genere umano, aveva reso quasi inutile la sua presenza; gli uomini preferivano acquistare regali molto costosi ai loro figli, un po per emularsi a vicenda ed un po per soddisfare il proprio ego senza, spesso, curarsi dell'atmosfera del Natale. A poco a poco la magia spariva dal mondo ed i bambini , sempre più precocemente smettevano di pensare che Babbo Natale esistesse veramente; senza contare che gli adulti ( i bambini cresciuti li chiamava il Babbo) quasi godevano a dire ai piccoli che il vero Babbo Natale erano i grandi. Esistevano ancora poche isole, fra i più poveri ed i più innocenti, dove Babbo , con i suoi diversi nomi, era ancora accolto con innocenza e gioia . I folletti erano  indaffarati solo a mangiare dolci e diventavano sempre più grassi, lui stesso aveva smesso di credere in se e pensava di essere uno spirito fantasma di un tempo remoto.
Quel giorno Babbo andò nella sala della visione e osservò il mondo attorno, vide tutti correre in giro come, una volta, i suoi folletti, affannandosi alla ricerca di...nulla; cercavano proprio nulla; tutti correvano, e dimenticavano le cose più care, i loro affetti ,il loro tempo, arrivando a dimenticare se stessi ed il motivo per cui correvano a destra e a manca.
Era veramente dispiaciuto e, nella sua immensa bontà non sapeva come comportarsi.
Scese presto la notte ed il cuore buio di Babbo Natale ispirò una preghiera:
"Caro Gesù, Tu che hai donato al mio Spirito la gioia di rendere felici tutti i bambini del mondo, sappi che oggi il mio cuore è triste; oggi vedo i tuoi figli, fratelli e sorelle che hanno reso le loro vite vacue e talmente  frenetiche da dimenticarsi di viverle. Se fossi cinico riderei di questa cosa:vivere senza vivere. Li vedo correre e correre senza nessuna meta.
 Ti ricordi quando facevo regali ai cuccioli di uomo; erano doni semplici e poco appariscenti ma quanta gioia vedevo nei loro occhi privi di malizia. Oggi, spesso i doni sono appariscenti ma spesso vengono utilizzati per poche ore e, invece della gioia nei loro occhi vedo soltanto la soddisfazione di avere ottenuto quello che volevano"
" ti sbagli"
Sembrava una voce, anzi un sussurro venuto dal nulla, Babbo non capiva da dove era arrivata, si guardò in giro per capire bene chi si fosse intromesso nella sua preghiera  ma non vide altro che la sua stanza ed il piccolo angelo di giada che , ogni sera, vegliava sul suo sonno.
Allora, sicuro di avere preso un abbaglio , continuò " Il mondo è contaminato dal denaro, nessuno pensa più a nula, tutti vogliono soldi, sempre più soldi, ritengono di essere felici solo con un mucchi di denaro. Hanno trasformato i loro cuori , li hanno induriti, nulla riesce a scalfirli , sembrano automi di metallo. Io non riuscirò mai ad aiutarli ad essere di nuovo felici, non saprei come farlo"
" TI SBAGLI"
udì ancora, stavolta come se fosse un tuono.
Stavolta lo vide, era stato l'angelo, aveva mosso il suo volto e adesso guardava dritto verso di lui  improvvisamente le sue dimensioni aumentarono, l'Angelo divenne sempre più grande fino a raggiungere la stessa altezza di Babbo, che lo guardò con grande meraviglia. Aveva sempre saputo che il suo dono, quello di regalare gioia ai bambini del mondo, il suo dono era un'emanazione di Dio; era stata la sua voce, in sogno , a dirgli cosa avrebbe dovuto fare e d'improvviso si era ritrovato al Polo nord , attorniato da elfi e  folletti  che gli avevano detto quale sarebbe stata la sua missione; ma non l'aveva mai visto un angelo, un angelo vero , in carne ed ossa; adesso era lì.
Certo era strano che un essere come Babbo Natale che riusciva a controllare il tempo e ad entrare in ogni camino, porta o finestra  non avesse mai visto un emissario di Dio ; eppure, credeteci o no , era proprio così.
 L'Angelo si avvicinò a Babbo Natale , sorrise con grazia e gli disse:
"TI Sbagli caro amico, gli uomini che tu vedi hanno tutti una meta solo che spesso non riescono a riconoscerla; pensano che correndo riescano a soddisfare i bisogni loro o dei propri cari ma, facendo così se ne allontanano. I bambini sono felici per i loro doni ma imparano anche loro questa fretta, e non sanno cosa vogliono raggiungere ; per questo si perdono cercando sempre qualcosa che, neanche loro riescono a riconoscere.I loro cuori sono fragili e molto delicati e quindi hanno sviluppato una corazza per non lasciare che si spezzino,ma stai tranquillo , nulla è perduto "
una lacrima uscì , lenta, dagli occhi di Babbo Natale, perché non era stato in grado di capire; quando si accorse dell'angoscia che rischiava di opprimere il cuore degli uomini non riuscì a trattenere le lacrime e scoppiò in un pianto dirotto.
Dall'Angelo,  emanò, improvvisamente, una luce rosa che avvolse Babbo  facendogli sentire un calore che lo pervase fino all'anima; " Cosa posso fare per Loro ?" chiese con la sua voce calda e rassicurante che tanti bambini aveva cullato nell'arco dei secoli.
" Se me lo permetti ti farò entrare , con tutti i tuoi elfi e folletti nel cuore di ogni uomo , giù nella parte più nascosta , dove sono i sentimenti ; dove ancora, l'armatura che ognuno si è costruito per non essere ferito, non è riuscita a penetrare completamente, lì, col loro consenso, potrai costruire una nuova Anima."
" Come farò ?" chiese nuovamente Babbo
Tu hai già il potere di aprire ogni porta, Dio te lo ha donato. Basta che tu lo voglia sarai all'interno di ogni uomo di Buona volontà di questa terra , anzi , se proprio lo vuoi sapere sarai anche dentro il cuore degli uomini che non hanno buona volontà; dovranno sentirti anche loro, anche se dovrai gridare forte per farti sentire " detto questo l'Angelo sorrise, giunse le proprie mani sul cuore ed attese, ma non ci fu' nulla da aspettare, il sorriso e la gioia di Babbo Natale furono più eloquenti di ogni parola.
Da quel giorno , che forse era cento anni fa  o ieri oppure ...domani, Babbo Natale vive dentro il cuore degli uomini, nella sua parte più profonda, quella dove vivono i sentimenti più nobili, è lì che Babbo, insieme agli elfi ed ai suoi folletti costruisce la serenità, la pace , la felicità la gioia; anche se qualche volta è più complicato di altre e non tutti sanno come accogliere questo immenso regalo, non ancora almeno .
Da quel giorno , quando viene Natale,e la voce di Babbo si sente forte e chiara( probabilmente quel giorno è pieno di una magia speciale) il cuore degli uomini si riempie di Fede, Speranza, Gioia che , giorno dopo giorno , diventano sempre più persistenti. In ogni dono che si regala ai propri cari c'è lo zampino del grande vecchio che proprio non riesce a non donare, dice che lo rende Felice.
Se guardate bene, potete notare , negli occhi dei cuccioli di uomo , una grande gioia;
 NOO non siate sciocchi, non illudeteli che il Natale sia falso e che Babbo sia solo un'invenzione;lo fareste solo per fargli dimenticare che la vita è una splendida immensa magia che deve essere Vissuta con Amore, Gioia e Felicità. Siate saggi, concedete a Voi , al Vostro futuro, ai Vostri Figli e Nipoti il dono che il Natale vi ha concesso la Fantasia e l'Amore ;
LO FARÀ OGNI VOLTA CHE LO VORRETE NON NEGATELO A CHI AMATE
BUON NATALE

Dove è?

Alla fine del tempo che corre;
nella calma di ogni silenzio;
nel cuore caldo di chi ama;
dentro una tazza di cioccolata fumante.

Dentro il calore di un fuoco che nella notte brilla;
nel solstizio d'inverno
nella brama di chi afferra la vita
Al confine tra l'anima e la mente.

Che sia lì il Tuo Natale
e in ogni altro luogo che il tuo spirito ti invita a sognare
proprio lì
nel tuo posto più segreto,
nel cuore del tuo cuore 
pronto a scaldare ogni tuo giorno a venire.

Buon Natale a tutti

sabato 10 dicembre 2011

Cuore confuso

 
All'insaputa del tempo,
mi perdo ,
in un percorso fatto di silenzio,
nel nulla di uno spazio
dove ogni riferimento è casuale.
Io, 
fuggo;
scappo da me stesso
per riuscire ad incontrarmi 
senza riconoscere chi ho davanti.
Forse riuscirò a trovare assonanze col mio Io,
oppure mi volterò altrove 
per non trovarmi.
Sarò in una strada senza porte,
senza vie o indicazioni,
solo, senza nemmeno me stesso.
Straniero a chiunque
viaggerò in incognito,
sarò uomo e donna,
senza nessuna patria;
annegherò ogni vagito della mia consapevolezza 
fra le sue stesse lacrime.
Parìa dell'esistenza 
mi vestirò di cielo e futili speranze,
di cenere e fango;
sulla pioggia danzerò.
Mentre il silenzio mi avvolge
ritroverò il senso della Vita,
il perché di ogni cosa.
Basta con il correre 
dietro chimere di carta 
che ammuffiscono alle prime pioggie;
basta il rincorrersi 
dentro il vortice di sogni 
che al mattino si fanno nebbia e volano via.
Voglio arrivare al nocciòlo 
come bruco paziente che,
morso dopo morso, 
trova il suo senso;
voglio volare, alla fine, come  farfalla 
che,
per pochi giorni vive
e Viva muore.
Ancora questa coltre di neve 
copre il mio cuore confuso
Se arriverà l'Estate si farà fuoco
cavolo che incendio  verrà fuori.

giovedì 1 dicembre 2011

Il folle pazzo

Ritmicamente solleviamo i pensieri
alla ricerca della nuova realtà
i mille soli riscaldano il cuore
mentre il corpo brucia,
avanziamo sul percorso degli illuminati
attendendo una guida
Il maestro è un pazzo
il folle che ha esplorato i mille mondi.
Mi guarda e sorride
irridendo le mie vesti
lui è nudo sotto la neve che scende.
Mi guarda e piange
lacrime di gemma
e triste perché la mia luce si è spenta.
Giro il mio sguardo alla luce del mattino
ma era una lucciola distratta.
Il mio maestro è sparito
sono rimasto all'interno del mio buio
la fioca luce della speranza conduce i miei passi.
Cammino sul selciato scosceso
attorno a me i lupi ululano preghiere alla luna
inciampo sui sassi che delimitano le ombre.
Scorgo intorno a me le tombe
degli innocenti che hanno intrapreso il cammino.
Entro nella grotta della signora senza occhi
che guida l'esercito degli uomni specchio.
Osservo il mio volto sull'argento
mi vedo strano
il mio viso è vecchio.
Urlo al cielo la mia sfortuna
lo specchio si incrina.
Uccido la vecchia col coltello di rugiada
ma nel silenzio della mia colpa
lei si alza e sorride.
Una luce mi avvolge ed io la seguo
osservo nella notte gli stupri
dei selvaggi fauni assetati di sesso.
Vedo agli angoli dei sogni
folli folletti tagliare le mani agli insonni.
Fate danzanti su ruscelli
mentre tritoni arrancano sul mare deserto.
Queste ed altre mille storie osservo.
Sulla strada mi sveglio ansimante
il mio maestro è accanto al fuoco
osservo il suo volto
e mi accorgo di essere Io quel folle pazzo

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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