sabato 26 febbraio 2011

Il barbone

                     Notturno scende il gelo
affascina un barbone assopito
Lo avvolge nella sua nera cappa.
Amante senza amore
dona il piacere di una notte.
Le gambe si raffreddano piano
ed i suoni si ovattano
le dita solletica del suo manto
proprio dove la scarpa sorride affranta.
Le luci si fanno di mille colori
 ritorna la cucina della vecchia nonna
fatta di cose calde e ciambelle.
Le gambe si colorano di nobiltà
ogni cosa restringe sè
e il pensiero si dilata all'infinito.
Ogni fuga si smarrisce nella resa
 si vuole la pace.
L'addome, teso si tende
ed il fuoco migra all'interno
il sentire si fa marmo
il cuore si sbianca
vibrano peli
baluardi che ancora non si arrendono.
Svanisce la vacillante certezza
ogni peso non ha più alcun peso.
Come fiamma il fuoco consuma la sua legna
Il suono si arrende
il vibrare si spegne
con lenta danza.
Il futuro si rimanda
al passo seguente
la luce cambia luogo
torna a casa nell'attesa di ricominciare.

1 commento:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Molto bella questa poesia ,dedicate a tante persone che vivono invisibili nelle nostre città;nella totale indifferenza di molti.Piacere di fare la tua conoscenza e complimenti per i blog.Saluti a presto

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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