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Esercizio di stile

Io resto tra i perdenti
tra la gente che ha smarrito il coraggio
tra chi ha smesso di essere saggio
tra quelli che osannano i vincenti
tra i miseri tra i delinquenti.

Ho smarrito il percorso
sul bivio dietro l'ultima luna
all'incrocio della mia fortuna
tra la bava del cane che mi ha morso
dopo aver bevuto il mio ultimo sorso

Fragile e sudato annaspo nel mio nulla
il sentimento ha  corpo e sangue
la voglia la forza il desiderio langue
il pensiero del mio vuoto mi culla
dietro di me appare una fanciulla.

Lo sguardo sorpreso e l'anima oscurata
la lama in mano il sorriso di gelo
la notte lenta ai miei occhi toglie il velo
È l'incanto di un cielo senza stelle in parata
L'amica Morte dalla voce sussurata

La Nascita e la Fine antitesi sublime
la vita è Eterna ed ogni cosa è spirale
nessun Cessare , nessun farsi del male
il tempo fasullo non ha tempo per le rime 
la mente universale ogni dubbio dirime

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Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Nel mondo della verità

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