Passa ai contenuti principali

Io-poesia intimista

Rimbambito vecchio
il silenzio delle tue orecchie sorde
ti ha piombato in un mondo di candida ovatta.

Rincitrullita carta da pecora
con la tua faccia
scartavetro il mio cuore arrugginito.

Sciocco fanciullo senza lacci
con sguardo senza freni
guardi il mondo con occhi sempre nuovi.

Io che sono solo l'idea di un'esistenza.
Io che non sono stato che un pensiero
Io che non sarò ne giovane ne vecchio.

Io giudico
con senso critico
dove la critica è solo un gioco di bravura.

Io alito di pensiero
fuggo tra luci di stelle
vento che nel paraverso si muove

Io sono un'utopia
la perfezione di due esseri pensanti.

Posso esprimere di me ogni cosa
tanto nessuno potrà affermare il contrario.

E tu che cazzo guardi
stai leggendo frasi che non riuscirai a capire.

Potrai afferrare il senso solo nei tuoi sogni
se un dio benevolo vorrà che tu lo sappia.

Eppure darei ogni singolo atomo del mio essere
per vivere un giorno della tua luce
Anche perché Io non sono

Commenti

alessandra ha detto…
Bella,bella, mi piace proprio tantissimo questa poesia fatta di paradossi,grintosa e dolcissima !
Anonimo ha detto…
Grazie Mistral,
molto bella. bella bella bella.
Parole che mi emozionano e quindi ti ringrazio di cuore.
a presto.

Post popolari in questo blog

Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Il romanzo della vita

Ci sono esistenze evanescenti che vivono lo spazio di un respiro; anime che il mondo semplicemente abbandona. Fragili aliti di vento per cui il futuro è ieri. Eppure nel pulsare dell'universo ogni attimo è infinito. Miliardi di attimi dispersi nei quanti del tempo. Ogni fuoco è una fiamma ogni fine un inizio. Rapiti da canoni definiti il respiro di un monte vale cento vite. Nessuna esistenza perduta; ogni lettera parte dell'eterno romanzo; nessuna virgola a caso nessun errore.