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Ritorno

Ho smarrito le mie idee, perdute, scomparse dietro una nube o aldilà del pensiero razionale. Ho scelto di sopravvivere, semplicemente allontanarmi da Phantasophiasi. E' un sogno ma è anche la mia illusione di costruire nel mio reale qualcosa che possa darmi l'illusione di costruire qualcosa di vero.
Quando ho visto le poche adesioni al progetto ho pensato che forse il mio mondo è troppo mio , questa storia può valere un sacco di soldi se viene scritta. Ma in realtà i soldi mi servirebbero per poterla scrivere con costanza e coerenza. Vivere Phantasophiasi non è un gioco, bisogna immergersi all'interno di un mondo irreale e perdersi per poche ore o minuti o giorni. QUesto non è sempre possibile. Ho scelto di scrivere una nuova puntata di questo viaggio ogni Venerdì e probabilmente, tutti i miei incontri diventeranno un libro , semmai trovassi un editore che possa avere fiducia in questo progetto. Il tempo è signore ed ogni cosa avviene se deve avvenire.

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Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Il romanzo della vita

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