martedì 26 gennaio 2010

Shoah, GIORNATA DELLA MEMORIA-poesia sociale


Domani è il giorno della vergogna, quello in cui milioni di esseri pensanti hanno chiuso i lorro cervelli , buttato la chiave nel cesso e dato luce alle tenebre più oscure.
Tutte le parole dette oggi, sono inutili, non servono a tornare indietro, non possono trovare una ragione, neanche lontanamente concepibile dall'essere , umano,anche il più più abietto per giustificare tutto il dolore e tutta la sofferenza che ebrei,zingari , omosessuali... sono stati obbligati a pagare al mondo.



Tutte le parole dette oggi sono INDISPENSABILI perchè nessuno, che si definisca Uomo si possa sognare, anche solo per un attimo , di dimenticare e di ripetere questa Vergogna.



Io sono addolorato per tutto l'odio che ancora contamina i Nostri giorni e che i nostri figli sono costretti ad ascoltare.



Le mie parole possano, Acide e liquide, intaccare le corazze di tutti, penetrare all'interno e far torcere le budella, fare voltare le teste e RI C O R D A R E

C'è un passaggio là fuori
sentiero fatto di rovi e lamiere;
figure senza nome a definire la strada,
sentinelle senza nome
che hanno forma di uomo.
Sulle spalle, pifferi metallo
fatti di sangue e pianto,
nere danze suonano
senza intervallo.
I loro occhi
specchi
in altre stanze smarriti.
L'anima fuggita
dagli involucri vuoti.
Forni ghignanti,
le bocche
evacuano stridule frequenze;
suoni vuoti di speranza,
che trafiggono l'udito di chi sente.
Note stonate,
su chi un canto intona
o solo per la voglia di suonare.
Cacofonie che bruscamente
melodie spengono
semplicemente.
Saliamo sudditi di Orrore
su rebus senza soluzione
la cui risposta è buio,
oscurità di sapone e catene.
Nessuna storia più da raccontare
senza che per sua natura diventi reale
e nel suo razionale dilani.
Nessuno il pensiero positivo;
sopravvivere vite di handicap mentali,
suoni- ricordo,
gesti- pensieri,
fetori- serpente,
il tempo al nulla ritorna.
Tiri a piccioni con ali al cuore
gli uomini- bestie,
da un lato e dall'altro
le fiere, le Lumache
Uomini gelo sorridono senzienti al Grande Ghiaccio;
attorno fuochi
che in fretta devono venire smorzati
in nicchie costruite nell'onore.
La terra è inferno.
quello che era vivo marionetta,
pupazzo che si nutre di fuochi divenuti fatui.
Ferite
squarci nella pelle, sull'anima.
Demoni in un solo corpo
chiamato Popolo eletto
fatto da membri che han scordato sogni.
Annichilite le speranze da Inferiori leggi
scritte con inchiostro di polvere e di fango.
Parlare senza avere voce
ed alla fine non avere parole.
Liberi da catene di ferro
restiamo legati a ferri senza catene
che arrugginiti
serrano l'anima

2 commenti:

stella ha detto...

Hai reso molto bene il concetto dell'orrore...

Mistral ha detto...

Entrare dentro questa realtà, cosi amara , è doloroso.Ciao

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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