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Lei, lui

Lei era lì, splendida ,carezzata da quel pigiama di seta che rendeva il suo corpo ancora più appetitoso.
La notte era veramente calda, qualche nuvola  si aggirava attorno alle centinaia di stelle che danzavano attorno alla luna.
Quella notte la luna era piena;ancora rossa, stava sorgendo all'occidente mentre il sole era andato via già da un paio d'ore; la notte stava arrivando e lei era lì, stesa sul letto .
Sapientemente, mentre lui si avvicinava, aveva fatto scivolare il pigiama mostrando una parte del suo seno; la pelle bianca come avorio lo chiamava irresistibilmente , come la luce di una lampada ad u.v. attira le mosche. Lei era lì, i suoi capelli neri ed i suoi occhi, quegli occhi che già la prima volta lo avevano ammaliato, ipnotizzato, quasi inebetito ; tanto che lui, timido per definizione , gli aveva detto che lei era fatta per il sesso .
Non se lo sarebbe mai aspettato ma , lei, dopo averlo guardato , gli aveva dato l'appuntamento, il suo primo vero appuntamento.
Adesso erano lì , LEI era lì; probabilmente lei se ne era già resa conto, lui era impacciato, forse era questo che l'ha attratta, forse era questa sua ...innocenza.
Lei era una vera mangiatrice di uomini, almeno a lui sembrava; il suo sguardo, il suo odore, come si muoveva ondeggiando sinuosa dentro quegli abiti leggeri che la cingevano facendo , anzi desiderando che fosse lui a cingerla.
Gli aveva chiesto il suo nome ma lei, in un gioco malizioso, le aveva detto che l'avrebbe saputo a tempo debito.
Adesso era lì, distesa sul letto; il suo pigiama era , definitivamente, sceso in terra, mostrando un corpo chiaro, perfetto; le areole rosa di un seno alto e pieno, dei fianchi appena più larghi, la bocca scarlatta e i suoi capelli neri che ne facevano risaltare i colori. Il sesso di lui era pronto, forse troppo pronto, si era chiesto se fosse riuscito a resistere, già, quando lei lo aveva guardato, aveva avuto una erezione, adesso non sapeva se sarebbe riuscito a trattenersi; questo non era poi molto importate, avrebbe pensato a qualcosa di triste o doloroso, forse questo avrebbe rallentato la sua estasi , anche se non ne era poi molto sicuro.
Lei guardò fuori dalla finestra;la luna saliva nel cielo,sempre più in alto, sembrava sorridere, lui avrebbe giurato che rideva.
Lei lo chiamò a sé
- Vieni!-
Fece un segno con due dita passandole successivamente, languidamente , sulle labbra; lui sapeva che non avrebbe resistito parecchio.
Si avvicinò a lei.
-Spogliati!-
Lei era così forte, così diretta.
- Stenditi sul letto- La sua voce era calda, calda e avvolgente, sembrava che prendesse il suo sesso e lo stringesse, provò a pensare a sua nonna.
Lei prese delle manette , le cinse ai polsi di lui e lo legò alla testiera del letto.
- Chiudi gli occhi!-
Lui li chiuse ma non riuscì a tenerli chiusi a lungo, lei era troppo bella, doveva guardarla.
Lei spense la luce; era rimasta in penombra; solo la luce della luna e delle stelle le carezzavano il corpo.
Si era alzata in piedi ed il so corpo era perfetto, sembrava scolpito nell'avorio, brillava, caldo alla luce soffusa che si era irradiata tutto intorno.
La luna era ormai alta nel cielo, una campana lontana cominciava a battere i rintocchi della mezzanotte.
-Don...-
Allora la vide, davanti i suoi occhi, lei cominciava a diventare altro, i suoi capelli divennero ispidi, la vide muoversi, nel buio, movimenti veloci, sincopati, il suo corpo, quel corpo perfetto , adesso sembrava deforme, il suo volto si allungava,la sua voce adesso era un urlo, un lungo, incessante ululato; lei si avvicinava, lentamente , inesorabile, sentiva il suo odore, era quasi lo stesso ma adesso aveva una nota più animalesca.
Gli si avvicinò ringhiando; un ringhio basso, feroce,
- Puoi chiamarmi  Luna-
La sua voce veniva da dentro ; cruda, rimbombava nelle orecchie di lui ferendolo.
 Il suo corpo ricoperto di peli, le sue mani, gli artigli. Ora sapeva che quella era la sua ultima notte.
Lei lo prese, in maniera selvaggia crudele,pose le sue zanne sul basso ventre , leccando piano il suo addome, pose la mano sul collo, segnandolo.
Come se fosse scattato un segnale, qualcosa che solo lei aveva sentito, si avventò sul di lui.
Un impulso ferino la pervase si accanì sul suo corpo martoriandolo con le sue fauci. La luna diventò rossa.
La signora consumò, avidamente , il suo pasto.

Commenti

alessandra ha detto…
Sensualissimo racconto ,connubio tra horror ed erotismo che attizza la fantasia.Complimenti !

Buona giornata,ciao !
Mistral ha detto…
Spero di averla attizzata abbastanza.

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Passare

Passare
oltre passare
non chiamarlo morire
è solo spingere una porta e entrare
al di là dello spazio e del tempo
al di là di ogni paura
della fame
di ogni schiaffo che ferisce il cuore
di ogni si negato.
Passare
appena poco più in là della sera
di quel buio che opprime
un salto
tanto per guardare cosa c'è dietro
chi non salta è smarrito
Licciardello Alfio

PoeIsaE????

Adoro il pensiero che si dipana

libero

senza essere costretto
sulle ali del falco
senza un corsetto di stereotipi
che lo stringano al petto
nato come viene viene
senza catene
senza essere cesellato
martellato.
Forma perfetta dal mio informe inconscio
non lo concepisco.
Ogni cosa nasce libera e testarda
vada come vada
è inquieta
non è mai perfetta
è prediletta
amata fino alla nausea
la causa ultima di ogni respiro.
Ispirato
espiro l'anima di ogni cosa
la sensazione
il sentimento
la sposa che ama
il tradimento
il folle che brama
il pensiero
la mia emozione
il demone che corrode l'anima
l'angelo che la eleva
la serva e la regina.
Ladro
senza scrupolo alcuno
a digiuno di parole
afferro al volo i sentimenti
resilienti
perdute dalla bocche sdrucite
dalle anime perdute
smarrite sul fiume della vita
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stregate dalla maga cattiva
e dalle fate liberate.
Amate disprezzate
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panegirici ed ossimori.
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