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Nemesi

Nemesi
nella fine il cerchio si compie.

Sultani dai grossi turbanti
si inchinano alla morte devoti.


Coltelli intarsiati d'avorio
hanno lame ricurve.
Le ferite lacerano la carne.


Assenzio ed ambrosia
scaldano le gole di potenti.




Schiave senza catene
si bagnano le labbra rosse
serpeggiano le loro lingue
su avide carni avvizzite.




Cola saliva e danaro marcio.


Mutano  forme
gli eunuchi dalle pelli bianche
i volti puliti le voci senza sabbia
il dolore insegna il silenzio.



Emozioni che sono anima
mentre la materia è assente.
Brucia la mente il pensiero
la follia è nell'intento.


Sordidi ratti
da fangosi letamai
emergono
puliscono il muso con le zampette piccole
mentre è lunga a coda.


Ferite e sangue
sangue senza strappi
che all'interno marcisce.


Escono parole mentre attorno è rumore


Aspidi dalle piccole teste
azzannano colli teneri
iniettando il veleno
che lussurioso uccide.


Nemesi
ed attorno è buio

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