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Seme

Il tempo non è ancora il tempo
la lotta 
il vento
ogni cosa deve essere scoperta
con calma
senza fretta.
Rosso di sera
tra un amen dilaniato
ed un perdono azzannato alla gola.
Bel tempo non arriva
ma ogni cosa cammina
procede dove deve andare

C'è chi ha sputato parole
chi ha costruito spine travestite da rose
e le ha poste in mani bambine
all'incrocio tra la terra ed il cielo
dove chi è davanti è posto dietro
la Luce che nel buio diluisce.

Ogni servo diviene schiavo
l'inganno è mascherato da speranza.
La danza è condotta da sirene
che si tuffano nel cielo.
contorcendosi sinuose sotto il velo.
Stanno declinazioni della colpa
del dolore eterno
l'inferno è strumento e chimera
per costruire il gioco dell'assoluto
legato ed incatenato alla terra.

In guerra
corriamo tutti alla guerra
che i semi stanno a far sbocciare frutti
basta lutti
meretrici del danaro
ed in ogni stato è potere-
Il temporale e la sua altra faccia
Taccia la mia lingua
che io sono un seme che attende
un eunuco che ritrova il suo sesso
un guerriero
un disperso alienato consapevole pazzo
...un seme 

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Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Do, voce del verbo donare-poesia intimista

Al vento do i pensieri chiusi in una mente soffocata dalle nebbie Al sole do tempo per potere bruciare ogni singola paura Alla pioggia do le mie tristezze perchè possano annegare e riversarsi lontano Al silenzio do i miei dubbi così che senza rumore diano sicurezza alle mie scelte Al buio do i miei ricordi Fino a diventare i sogni che colorano le mie notti Alla luna do i miei amori per divenire nel cielo le mie stelle polari Alla neve do i miei rimorsi in modo che il primo sole li sciolga Alla vita do i miei rimpianti perché da loro qualcuno impari a non arrendersi A me do me perchè ,alla fine,possa imparare a sapere chi sono