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Ordine


Brindo alle poesie perdute
alle urla buttate al vento
al dissenso
al male che soffoca il pensiero
a ciò che sembra vero
alla realtà assoluta.
Alla donna che nel buio si è data
a te che senza senso l'hai scopata.
Brindo alla notte
al buio che si nasconde nel mio cuore
alle mie lotte
ai silenzi che sanno di amaro
al perdente ed al baro
a quello sprovveduto che è stato fottuto
a te che l'hai fregato.

Grido alle stelle
al dio che ha abbandonato la luce
a un uomo truce
al giorno che non sa di dover venire
a un assassino
a chi non vuole saperne di restare bambino
a chi si arrende
a chi si alza calci in culo
al cazzo di futuro.
Grido al senso ultimo delle cose
a chi pensa di sapere tutto
a chi ha il cervello a lutto
a chi ha capito la lezione
a chi ha frainteso tutto
chi brucia l'anima nel fango
per me che già piango.

Ogni cosa è al suo posto
ed alla vita porgo il fianco
io sono vivo
io sono stanco.

Perdo nella notte il mio senno
ma in questo nulla ogni cosa è al suo posto

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Il mondo accartocciato

E il mondo si accartoccia su se stesso depresso sbadiglia  si acciglia ed osserva  la paccottiglia che si insinua si trastulla  fanghiglia che si atteggia  che dileggia  che trova un nesso  tra quel che sembra e ciò che non è vero. Nessun sentiero tranne quello indicato. Il morto non ha fiato da spendere  è solo un altro fesso che di vivere ha smesso. Conta il potere , il successo  il gioco perverso dietro le maschere gaudenti. Assenti il giudizio, la verità , il rispetto. Buttati dal tetto per lo sconcerto dei passanti. Fanculo agli assenti  gli astanti brindano ad acqua e chi è oltre il parapetto non è perfetto. Scacco matto al genere umano evviva la regina ed il re che la segue. Il popolo continua a farsi le seghe   e l’onanismo è Benedetto. Perfetto l’inchino  con le spalle al potente . La tavola è appesa al muro  e sollazza chi si ammazza di fumo. Scemo chi legge si legge e chi si ribella è un minchione... Alfio Licci...

L'alba

Verrà la rugiada avrà il mio sapore. Apri la tua bocca sazia la mia sete. Nei tuoi occhi vedo il fuoco che alimenta il mio corpo. Le tue labbra essenza d'ambrosia che avverto nella pelle. Nel buio avremo, complice il silenzio; solo l'eco dei nostri respiri l'uno nell'altro smarrito fino a trovare il centro; e lì restare sempre più dentro, fregandocene di perdere il controllo. Come animale a cui danno del cibo Sarai la mia preda ed Io ti prenderò con forza fino a rasentare la violenza Sarò succube e carnefice il tuo pasto la fiera. Le unghia che mi sfiorano le carni e la mia pelle esulta. I morsi ed io dentro solo, unico. Io e te insieme lottiamo una battaglia senza vinti. Ansimanti raggiungiamo l'estasi che solo l'alba può comprendere.

Nel mondo della verità

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