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Coma

Immaginate di essere in coma...io l'ho fatto



Immerse dentro un lago di silenzio
le mie orecchie
affinché nessun suono possa corromperle

Gli occhi miei spenti
sbarrate le fessure
con le travi
perché nessuna luce possa attraversarli.

Dentro una teca di cristallo,
il mio corpo senza aria 
perché nessuno possa sfiorarlo
e toccandolo farlo vibrare.

Ho pieno il mio naso di 
sale senza gusto
così ché nessun odore
possa penetrare la mia mente

Dormo 
in uno stato di quiete senza sogni
nel coma in cui questa mezza morte
mi ha buttato.

Dentro un castello 
col fossato e senza ponte
dentro una noce la mia mente gheriglio

Sono nella vita senza vita
nutrita la mia carne senza cibo
la mia sete è spenta senza bere

Trascorro in questo sentiero
senza sbocco 
questo temponontempo che è il mio tempo
Aspettando il grido del vento
che mi conduca ad un qualunque luogo
Oggi questa poesia ha vinto il primo premio di "è nato un poeta della città di Viagrande", scusate volevo condividerlo con chi mi dona il privilegio di leggere queste briciole di anima.
Grazie, Alfio

Commenti

marina ha detto…
Dal greco Koma: sonno profondo...e poiché "Siamo fatti dello stesso tessuto dei sogni" (Shakespeare)...percorso profondissimo... Ciao.
Raffaele ha detto…
Ciao Carissimo Mistral,
E'la stessa VISIONE indicata nei misteri Eleusini in coincidenza dell'Equinozio d'Autunno. SEPPELITELI VIVI COME I MORTI PER FARE RINASCERE QUELLA SPIGA DA QUEL SEME LATENTE MESSO SOTTO TERRA.

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Passare

Passare
oltre passare
non chiamarlo morire
è solo spingere una porta e entrare
al di là dello spazio e del tempo
al di là di ogni paura
della fame
di ogni schiaffo che ferisce il cuore
di ogni si negato.
Passare
appena poco più in là della sera
di quel buio che opprime
un salto
tanto per guardare cosa c'è dietro
chi non salta è smarrito
Licciardello Alfio

PoeIsaE????

Adoro il pensiero che si dipana

libero

senza essere costretto
sulle ali del falco
senza un corsetto di stereotipi
che lo stringano al petto
nato come viene viene
senza catene
senza essere cesellato
martellato.
Forma perfetta dal mio informe inconscio
non lo concepisco.
Ogni cosa nasce libera e testarda
vada come vada
è inquieta
non è mai perfetta
è prediletta
amata fino alla nausea
la causa ultima di ogni respiro.
Ispirato
espiro l'anima di ogni cosa
la sensazione
il sentimento
la sposa che ama
il tradimento
il folle che brama
il pensiero
la mia emozione
il demone che corrode l'anima
l'angelo che la eleva
la serva e la regina.
Ladro
senza scrupolo alcuno
a digiuno di parole
afferro al volo i sentimenti
resilienti
perdute dalla bocche sdrucite
dalle anime perdute
smarrite sul fiume della vita
dalla corrente trasportate
stregate dalla maga cattiva
e dalle fate liberate.
Amate disprezzate
volgari o nobili
panegirici ed ossimori.
Nessuna so come arriva
ma nel cuore è una scintilla che si infiamma
che ride
che si fa dramma
Ma…

Libero voglio essere

Non mi piacciono le costrizioni, voglio essere libero di essere, decidere, sbagliare.
Affrontare ogni mio demone, perdere e ricominciare a giocare a sfidare la mia mente che è uno dei tanti me.
Non voglio sottostare alle convenzioni , alle regole ma la legge mi segue , mi condanna ad abbassare a testa, a leccare il culo al potente di turno.
Non voglio essere omologato al pensiero razionale ma ogni anello della mia catena è legato alla terra, al suolo, a quella cavolo di caverna che si trova al di sotto della mia libertà e da cui ancora non sono riuscito a scappare.
Ho scelto, ho scelto di non scegliere, di ancorarmi alla realtà, di prendere quella cazzo di pillola rossa o blu o non mi ricordo, quella pillola che mi atterra , che mi fa stare dentro questa realtà che conosco... ma affanculo, almeno quando posso scegliere , scelgo di non adeguarmi agli altri, in questa specie di libertà effimera dove io penso di decidere di essere al di là della massa, degli omologati, di quelli che calano l…