giovedì 1 ottobre 2009

Coma

Immaginate di essere in coma...io l'ho fatto



Immerse dentro un lago di silenzio
le mie orecchie
affinché nessun suono possa corromperle

Gli occhi miei spenti
sbarrate le fessure
con le travi
perché nessuna luce possa attraversarli.

Dentro una teca di cristallo,
il mio corpo senza aria 
perché nessuno possa sfiorarlo
e toccandolo farlo vibrare.

Ho pieno il mio naso di 
sale senza gusto
così ché nessun odore
possa penetrare la mia mente

Dormo 
in uno stato di quiete senza sogni
nel coma in cui questa mezza morte
mi ha buttato.

Dentro un castello 
col fossato e senza ponte
dentro una noce la mia mente gheriglio

Sono nella vita senza vita
nutrita la mia carne senza cibo
la mia sete è spenta senza bere

Trascorro in questo sentiero
senza sbocco 
questo temponontempo che è il mio tempo
Aspettando il grido del vento
che mi conduca ad un qualunque luogo
Oggi questa poesia ha vinto il primo premio di "è nato un poeta della città di Viagrande", scusate volevo condividerlo con chi mi dona il privilegio di leggere queste briciole di anima.
Grazie, Alfio

2 commenti:

marina ha detto...

Dal greco Koma: sonno profondo...e poiché "Siamo fatti dello stesso tessuto dei sogni" (Shakespeare)...percorso profondissimo... Ciao.

Raffaele ha detto...

Ciao Carissimo Mistral,
E'la stessa VISIONE indicata nei misteri Eleusini in coincidenza dell'Equinozio d'Autunno. SEPPELITELI VIVI COME I MORTI PER FARE RINASCERE QUELLA SPIGA DA QUEL SEME LATENTE MESSO SOTTO TERRA.

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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