Passa ai contenuti principali

Lo sconosciuto ( Disastro di Giampilieri)


Nel buio mi travesto
rimango in silenzio
attorno il cielo urla
sputando le sue lacrime con furia.

Io non sono guardato
qualcuno mi vede come nebbia
io sono solo
io dimenticato.

Nella notte ogni cosa grida
voci di lotta
speranze disperate
il tuono sgorga dalla terra

Si avvolge su se stessa la madre
con braccia di fango
riconduce in grembo
che ognuno presto o tardi assaggia

Io sono preso all'incrocio del tempo
gioca con me la madre a far capriole
fino a quando mi toglie il respiro
chiudendo gli occhi mi lascio trasportare.

Oggi mi risveglio e sopra di me ho fango
sento correre ingranaggi sul mio ventre.
Ma nessuno sa come mi chiamo
Non uno solo sa dove mi trovo
col limo in gola lentamente chiamo.

Adesso il fango è diventato marmo
e questa nicchia è sulla mia testa
che il corpo non riesco più a sentirlo
Non sono un morto,nemmeno son disperso
Io , semplicemente, non esisto

Lenti i miei occhi si chiudono alla luce
e in questa nuova alba qualcuno mi chiama


Commenti

DR ha detto…
Complimenti: davvero molto bella. Quello che nel giornalismo si dice "stare sul pezzo" diventa difficile in poesia, ma in questo caso ti è riuscito benissimo...
Mistral ha detto…
Ogni attimo nasconde senazioni ed emozioni, cerco di non essere banale anche se , qualche volta si dicono cose scontate perché sono il sentire comune

Post popolari in questo blog

Passare

Passare
oltre passare
non chiamarlo morire
è solo spingere una porta e entrare
al di là dello spazio e del tempo
al di là di ogni paura
della fame
di ogni schiaffo che ferisce il cuore
di ogni si negato.
Passare
appena poco più in là della sera
di quel buio che opprime
un salto
tanto per guardare cosa c'è dietro
chi non salta è smarrito
Licciardello Alfio

PoeIsaE????

Adoro il pensiero che si dipana

libero

senza essere costretto
sulle ali del falco
senza un corsetto di stereotipi
che lo stringano al petto
nato come viene viene
senza catene
senza essere cesellato
martellato.
Forma perfetta dal mio informe inconscio
non lo concepisco.
Ogni cosa nasce libera e testarda
vada come vada
è inquieta
non è mai perfetta
è prediletta
amata fino alla nausea
la causa ultima di ogni respiro.
Ispirato
espiro l'anima di ogni cosa
la sensazione
il sentimento
la sposa che ama
il tradimento
il folle che brama
il pensiero
la mia emozione
il demone che corrode l'anima
l'angelo che la eleva
la serva e la regina.
Ladro
senza scrupolo alcuno
a digiuno di parole
afferro al volo i sentimenti
resilienti
perdute dalla bocche sdrucite
dalle anime perdute
smarrite sul fiume della vita
dalla corrente trasportate
stregate dalla maga cattiva
e dalle fate liberate.
Amate disprezzate
volgari o nobili
panegirici ed ossimori.
Nessuna so come arriva
ma nel cuore è una scintilla che si infiamma
che ride
che si fa dramma
Ma…

Libero voglio essere

Non mi piacciono le costrizioni, voglio essere libero di essere, decidere, sbagliare.
Affrontare ogni mio demone, perdere e ricominciare a giocare a sfidare la mia mente che è uno dei tanti me.
Non voglio sottostare alle convenzioni , alle regole ma la legge mi segue , mi condanna ad abbassare a testa, a leccare il culo al potente di turno.
Non voglio essere omologato al pensiero razionale ma ogni anello della mia catena è legato alla terra, al suolo, a quella cavolo di caverna che si trova al di sotto della mia libertà e da cui ancora non sono riuscito a scappare.
Ho scelto, ho scelto di non scegliere, di ancorarmi alla realtà, di prendere quella cazzo di pillola rossa o blu o non mi ricordo, quella pillola che mi atterra , che mi fa stare dentro questa realtà che conosco... ma affanculo, almeno quando posso scegliere , scelgo di non adeguarmi agli altri, in questa specie di libertà effimera dove io penso di decidere di essere al di là della massa, degli omologati, di quelli che calano l…