giovedì 18 giugno 2009

Il frutto


Cammino lentamente sulla strada
che porta senza fretta ,
dove deve.

Affronto come acqua freddo e sole
del resto, il tempo, non si può cambiare.

Lungo il percorso, guardando tra le buche
osservo, sul selciato, un frutto strano.
Lo colgo mentre seggo sopra un sasso
lo giro a bocca aperta tra le mani.

Ha vento di fiori, profumato
brilla di colori arcobaleno.
Lo apro
gusto sapore di rugiada,
di fiori appena nati,
di vita sbocciata.


Ci sono semi di speranza
succo di gioie irrazionali
come bambini senza lacci di convenzioni.

Girandolo muta forma e colore
diventa pioggia e si fà temporale
per diventare dopo poco tempo
nuvole, sole,
uccelli senza freno.

Mi godo il frutto
lo chiamo Giovinezza.
E' ancora giorno
ma dopo viene sera.
Mi alzo piano dalla mia sedia di sasso
appoggio il frutto dove l'ho trovato.
Continuo il viaggio da dove l'ho lasciato

4 commenti:

achab ha detto...

bella poesia,ciao mistral.

Raffaele ha detto...

Solo quando la luce dell'anima passa attraverso il cuore nasce quel meraviglioso fiore dai mille petali che assai orgoglioso si mostra al sole con così tanta ispirata sublime poesia.
Bellissima, veramente assai radiosa e profonda carissimo MISTRAL, perché è come dice il tuo grandioso cuore.

Se solo capissimo quell'assai intimo bimbo che assai incompreso vive dentro di noi. Se solo ritornassimo solo per un momento nei ricordi del nostro fantastico, immaginativo burrascoso, gioioso, inconsapevole, pianguloso, brioso, scherzoso, noioso, seccante, grazioso, ingenuo, bellissimo passato. Se solo capissimo perché quel bimbo ormai così adulto è così cambiato, e così diverso da quella prima innata purezza incontaminata.

Se solo rievocassimo, riportassimo alla luce quel bimbo non solo dai ricordi di quella bella memoria passata, ma dal nostro maturo cuore per essere manifesto anche fuori attraverso il dire, attraverso il fare, attraverso quel saggio pensiero creativo che è innato in ogni cuore umano, come innato è anche quel male da trasmutare.

Necessarie Giovani/Ataviche Emozioni conservate nel cuore, mature meditate contemplazioni da riesumare dal cuore.

Se solo capissimo che basta una sola piccola scintilla ad accendere quel fuoco interiore che se messo fuori con tanto amore porta come un faro quella luce interiore che conduce all'illuminazione di tutte le cose.

Se solo ci fermassimo per un solo momento e osservassimo e contemplassimo l'universo con gli occhi limpidi e cristallini dell’anima, se solo capissimo che questa terra è un infinitesimo atomo di un atomo, se solo ci rapportassimo al creato, non vedremmo altro che un'unita umanità che si proietta verso l'infinito cuore di quel DIO DIMENTICATO, il Creatore, il Padre Celeste di tutte le cose manifeste o non manifeste, che come un buon padre non differenzia i suoi figli, li ama tutti con IMMENSO AMORE.

E’ come Il sole che sorge ogni mattina per tutte le cose e per tutti gli esseri della natura. Non guarda in faccia, non fa distinzione se sono buoni o cattivi, se sono neri, bianchi o gialli, se appartengono ad una religione o ideologia, se sono ricchi o poveri, se sono belli o brutti. Infonde luce indifferenziata incondizionata, spontanea vivificando ogni cosa con il calore dei suoi dorati raggi.

Con Tanta Stima ed Ammirazione

Affettuosamente
Raffaele

(carissimo Mistral spesso ritroverai queste mie parole scritte in tanti posti perché sono stati contemplati e scritti già dal mio stesso cuore.)

stella ha detto...

Molto bella Mistral...

stella ha detto...

Mistral, te la prendo.

Per aiutarvi a capire, qualunque sia la Vostra lingua

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